Appuntamenti Modica 06/05/2015 23:01 Notizia letta: 3615 volte

Ottanta opere per gli ottant’anni di Piero Guccione. A Modica

Dal 22 maggio
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Modica -  Sarà inaugurata giorno 22 maggio una importante antologica del maestro Piero Guccione presso l’Ex Caserma dei Carabinieri in Piazza Matteotti, con ottanta opere, in occasione del suo ottantesimo compleanno. La mostra è voluta dall’Amministrazione comunale di Modica con la presenza di alcuni sponsor è curata da Paolo Nifosì e Antonino Cannata, con catalogo della Salarchi (con le attenzioni editoriali di salvatore Schembari), con testi di Paolo Nifosì, Andrea Guastella e Marco Goldin. La mostra per completezza e rappresentatività è la più significativa che si sia mai svolta in area iblea. Le ottanta opere riguardano l’attività del pittore dai primi anni Sessanta ad oggi, coprendo cinquant’anni del suo lavoro. Non è facile mettere assieme una antologica del genere dato che tutte le opere dell’artista sono di collezionisti privati e le opere provengono da tutt’Italia. La mostra vuole essere una testimonianza sintetica e certamente non completa della sua attività, la cui “varietà dei soggetti è eroica” a quanto scrive Susan Sontag nel 1984, nella fase centrale del suo procedere, e da quel momento molte cose sono accadute per confermare ancor di più la sua affermazione
In mostra saranno rappresentate tutte le fasi della sua esperienza. Dalle opere dei primi anni Sessanta in cui si individua la sua autonomia linguistica. Guttuso osserverà che nella pittura di Piero si avverte “ il bisogno di partire dalle cose”. Da quel momento la sua sarà una pittura visiva e la scelta sarà la figurazione. Si possono ricordare a tal proposito i Giardini, le Antenne i Riflessi sulla Wolkwaghen. Guccione procederà per cicli pittorici. Alla fine degli anni Sessanta il ciclo degli Aeroporti con uno spazio che si avverte come metafisico ed hopperiano. Intorno al 1970 comincia il lento cammino per il ritorno in Sicilia. Comincia a dipingere il mare che osserva dalla casa di Punta Corvo, tra Cava d’Aliga e Sampieri, ed il mare sarà sempre più protagonista nella sua pittura, con parallele incursioni verso altri temi dovuti alla scoperta della natura. L’attenzione all’ Ibiscus, del suo giardino con le piccole palme, contestualmente all’uso del pastello. Le influenze di maestri quali Bacon e Munch lentamente scompaiono e la natura è dipinta con inedite immagini sia nell’affrontare il tema del mare sia nei cicli dei pastelli che si infittiscono negli anni Ottanta: due i cicli dedicati al Carrubo, uno dedicato alla Malinconia delle pietre e uno a Friedrich. Un attenzione a Bacon con una serie di disegni del ritratto dell’artista e un’attenzione a Matisse con opere dedicate a Matisse e la modella. Sia il mare che gli altri temi sono occasioni per esprimere sentimenti vari dalla solarità e dallo stupore difronte alla bellezza, alla malinconia, all’indignazione di un paesaggio aggredito, L’area iblea diventa sempre più il luogo degli accadimenti anche letterari e musicali. E’ il caso di ricordare il ciclo di pastelli su Norma, sulla Cavalleria rusticana e sul Tristano ed Isotta. L’occasione del restauro del teatro Garibaldi determinerà una serie di pastelli dedicati al carrubo, alla Chiesa di San Giorgio e ad alcuni d’après. Se il mare e il paesaggio ibleo sono temi centrali, dagli anni Ottanta comincia l’altro grande percorso di Guccione sarà l’attenzione per le opere d’arte dei classici dal Rinascimento all’Ottocento, con una continua ed ininterrotta reinvenzione di opere d’arte da Masaccio, a Michelangelo, a Caravaggio, per citarne solo alcuni di un lungo elenco.

Gli ultimi quindici anni continueranno ad essere dedicati al mare e parallelamente ai d’après. Il tema del mare nell’analizzarlo dai primi dipinti a questi ultimi fa registrare i mutamenti che nella sua pittura avvengono, il lavoro ossessivo e di lunga durata su pochi oli e un continuo cambiamento nel modo di rappresentarlo per rendere tensioni e complesse e sovrapposte emozioni, per raggiungere nelle ultime opere una serena contemplazione affidata alla luce nelle sue possibili variazioni durante il giorno e durante le stagioni per dipingere il cielo, lo spazio. 

Redazione
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