Scuola Chiaramonte Gulfi 06/05/2015 22:40 Notizia letta: 4259 volte

In agitazione gli studenti dell'alberghiero di Chiaramonte

Troppo poco un mese di vacanza
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Chiaramonte Gulfi - Continuano le proteste nel mondo della scuola, anche a livello locale. Dopo lo sciopero nazionale degli insegnati di ieri, oggi è toccato agli studenti. Stamani, l’intera sezione staccata di Chiaramonte dell’Istituto alberghiero “Principi Grimaldi” di Modica, ha manifestato contro la proposta di legge del governo Renzi, denominata “La buona scuola”. Cartelloni, slogan e cori: gli studenti, infatti, manifestano il proprio disagio contro una scuola sempre più distante dalle reali esigenze degli alunni, sempre meno competitiva con gli standard europei e sempre meno apprezzata. Niente di nuovo sotto questo cielo, verrebbe da dire. Da anni, infatti, le riforme scolastiche proposte dai governi (sia di centro destra che di centro sinistra), trovano sempre meno sostenitori e sempre più detrattori. Voglia di lamentarsi a tutti i costi? O forse, piuttosto, mancanza di prospettive reali e concrete, riforme piombate dall’alto senza tenere conto minimante della realtà di un sistema che continua a fare acqua da tutte le parti. Cristian Frisca, rappresentante d’istituto, spiega: “Stiamo manifestando contro la Buona Scuola di Renzi per diversi motivi. Avere solo un mese di vacanze estive, per noi degli istituti professionali alberghieri è un’occasione mancata. E non per divertirci e andare in vacanza, ma perché noi d’estate abbiamo occasione di effettuare stage professionali e di approcciarci al mondo del lavoro. Inoltre, né a noi né agli insegnati sta bene il fatto che il dirigente d’istituto possa scegliere i propri collaboratori scolastici”. Mentre Cristian Frisca parla, si aggiungono al coro le voci di Daniela Biazzo, Roberta Salito, Martina Li Calzi e Maria Luana Buonvicino che sottolineano le mancanze strutturali della loro sede: “La nostra struttura può essere definita un rifugio. E’ una scuola di comodo. A volte capitano assembramenti nei corridoio e per sedere in aula abbiamo le sedie da giardino. Perché la centrale di Modica non ci passa niente?”. Altro motivo di disagio sono gli esami di maturità. I ragazzi, infatti, spiegano: “Perché ci hanno cambiato gli esami di maturità e a noi hanno riferito questo solo adesso? Infatti, oltre all’esame teorico, da quest’anno avremo anche un esame pratico. Potevano dircelo prima, non a quindici giorni dalla chiusura della scuola. Renzi vuole investire sulle prove Invalsi, che sono solo dei test che servono a dare punteggio alla scuola. Si potrebbero investire, invece, risorse economiche nelle strutture o negli esami di Stato. Nella nostra scuola, ad esempio, gli esami di qualifica che si fanno al terzo anno valgono solo a livello regionale. Ma che senso ha?. E perché ci riducono le ore di laboratorio?”. Tantissimi, dunque, i motivi per protestare. Qualche professore passa ma preferisce non rilasciare dichiarazioni. Qualcuno, invece, si ferma a parlare, come la professoressa di scienze alimentari, Patrizia Arrabito: “Ieri ho protestato e ho partecipato allo sciopero nazionale. E sarei disposta a protestare altre mille volte purchè funzioni. Noi vogliamo cambiare questo decreto legge e non far approvare alcuni emendamenti che non ci piacciono e che riguardano sia le scuole primarie che secondarie”. La Arrabito, spiega: “Non ci piace la piena autonomia del dirigente scolastico che può scegliere personalmente il suo team senza che si ci sia una graduatoria e quindi un punteggio acquisito negli anni. Mancherà ancora di più, inoltre, la continuità didattica rispetto a quella che c’è oggi perché le nuove graduatorie regionali prevedono che il docente potrà essere spostato di anno in anno da una provincia all’altra secondo le disponibilità degli istituti. Ciò non tiene conto del contratto nazionale del lavoro che noi firmiamo quando entriamo di ruolo, visto che prevede una sede assegnata. Tutte le organizzazioni sindacali sono con noi ed è giusto che anche i ragazzi e le loro famiglie siano informati di quello che sta accadendo. La scuola è formazione, non è un’azienda. Così, viene a mancare il fondamentale diritto allo studio”. La protesta, però, non si fermerà alla sola giornata di oggi: un’altra, infatti, è prevista per giorno 12 maggio. Alla manifestazione hanno partecipato tutti gli alunni di tutte le classi della scuola.

Irene Savasta