Cronaca Vittoria 11/05/2015 14:24 Notizia letta: 2671 volte

Gli estortori dello scooter, a Vittoria

Con la tecnica del cavallo di ritorno
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Vittoria - Pensavano di avere organizzato bene la cosa, ma sono incappati nelle pattuglie della Polizia di Vittoria che ha tratto in arresto due maggiorenni e denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania due minorenni.
L’arresto è avvenuto sabato pomeriggio, ma tutta la vicenda era già iniziata la notte precedente.
Sabato mattina un vittoriese di 50 anni denunciava presso il Commissariato di Vittoria di avere subito nel corso della notte il furto del ciclomotore in uso al figlio. Lo scooter era custodito in garage, ma senza provocare danni, la saracinesca, era stata aperta ed era stato trafugato il veicolo. Il giovane utilizzatore, al mattino aveva cercato di prelevare il mezzo e si era accorto che gli era stato rubato.
Il papà del ragazzo quindi si era recato presso gli Uffici di Polizia per denunciare il furto, sperando che l’attività di ricerca potesse consentire di rinvenirlo.
Le indagini della Polizia sono scattate immediatamente e le pattuglie nel corso della mattina e del primo pomeriggio hanno effettuato ricerche e sono passati anche dal luogo del furto per capire bene come fosse andata esattamente la dinamica e ricercare eventuali tracce lasciate dai malviventi.
Durante il passaggio dal luogo del furto i poliziotti hanno però notato un movimento strano. Due ragazzi, molto giovani, dall’atteggiamento circospetto, erano alla porta della vittima del furto. Quella presenza ha insospettito gli Agenti che hanno pensato subito al cosiddetto fenomeno del “cavallo di ritorno”.
Quindi hanno convocato il denunciate del mattino presso gli Uffici del Commissariato dove l’uomo è stato invitato a riferire circa l’argomento oggetto di discussione tra lui e i due giovani; si è mostrato subito imbarazzato ed a disagio, ha cercato di avanzare alcune spiegazioni banali, ma poi, pressato dai poliziotti ha dichiarato che i due ragazzini gli si erano presentati dicendo che erano in possesso di informazioni da comunicargli in merito al ciclomotore che nottetempo era stato trafugato al figlio.
I due ragazzi gli avevano raccontato un’improbabile storia; che il giorno prima a tarda sera in Piazza Cesare De Bus, avevano notato un extracomunitario spingere un ciclomotore che avevano riconosciuto essere quello del figlio e che, uno di loro due, aveva un cugino abbastanza rispettato nell’ambiente malavitoso, il quale poteva fargli recuperare il ciclomotore dietro il pagamento di una somma di denaro, ma se non gli avesse dato 250 euro il tunisino non gli avrebbe più fatto rivedere il ciclomotore, arrecandogli cosi un danno economico non indifferente.
La vittima capendo immediatamente il loro fine ed avendo paura che se non fosse stato remissivo non avrebbe più rivisto il ciclomotore sottrattogli, tentava di assecondarli accettando il pagamento della tangente finalizzata alla restituzione della refurtiva ma proponeva loro però di accontentarsi di 50 euro, come “ringraziamento” per il loro interessamento. Dopo diverse trattative e diverse volte in cui i due ragazzini si allontanavano per tornare dopo alcuni minuti, si accordavano per la cifra di 120 euro che doveva ancora essere consegnata.
La Polizia predisponeva immediatamente un servizio operativo in campo, mentre la vittima era rimandata a casa con l’intesa che appena fosse stato contattato dagli estortori avrebbe chiamato il 113.
Infatti dopo alcune decine di minuti giungeva la chiamata. Era stato contattato dagli estortori i quali gli avevano fissato un incontro in piazza De Bus, dove dopo la consegna del denaro sarebbe rientrato in possesso del ciclomotore.
Le pattuglie disposte in piazza De Bus notavano sopraggiungere la vittima ed il figlio mentre i due giovani arrivavano con una Peugeot 206 condotta condotta da un noto pregiudicato, Domenico Tummino, vittoriese di 22 anni, con a bordo anche Francesco Amodei, vittoriese di 19 anni con piccoli pregiudizi, entrambi molto noti agli agenti.
I poliziotti constatavano così le fasi di ulteriore contrattazione e la consegna delle banconote. Poi ancora fasi molto concitate di spostamenti vari, sempre attentamente seguiti e il ciclomotore che veniva prelevato dall’interno di un rudere sito in c.da “terre pupi” ed il rapido allontanarsi di tutti.
Le fasi successive sono state molto articolate. I giovani che avevano ricevuto il denaro lo hanno consegnato ai due maggiorenni. Tutti si sono allontanati per direzioni diverse.

Redazione
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