Sport Scicli 15/05/2015 20:41 Notizia letta: 2708 volte

Calcio a 5, parla Vincenzo Portelli

Per la Proneo Sports
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Scicli – La Proneo Sports è una fonte importantissima di informazioni. Si tratta di una delle più prestigiose agenzie del settore, che gestisce e cura gli interessi di centinaia di atleti, atlete e tecnici in tutto il mondo. Molto forte sul mercato spagnolo, in grandissima espansione nel mercato asiatico ed arabo, la Proneo Sports in Italia è rappresentata da Vincenzo Portelli, assieme al quale abbiamo voluto realizzare questa intervista, nella quale si parla del ruolo occupato oggi dagli operatori di mercato, della sessione estiva del mercato che ci aspetta nel maschile, nel femminile e all’estero.

Vincenzo, iniziamo da una domanda generale. Come dobbiamo introdurti, io parlerei di operatore di mercato, tu come ti definiresti?

“Non saprei come si presentano gli altri, noi della Proneo Sports ci occupiamo di management sportivo, lo dice anche il nostro core-business, e sul nostro sito si può comprendere perfettamente che siamo molto più che una persona. Siamo un team con mansioni specifiche e aree operative ben definite con servizi dedicati specificatamente ad atleti, società e federazioni”.

Che qualità servono per essere un buon operatore del calcio (a 5) mercato, italiano e internazionale?

“A livello internazionale lavora bene chi affianca il calciatore e lo accompagna nelle sue scelte, gestisce il suo panorama sportivo, curando la fase burocratica e guidandolo nelle decisioni giuste. Noi accompagnamo a livello internazionale gli atleti e i tecnici, che trovano nel nostro team un riferimento costante e continuo, e che permette loro di concentrarsi sul “lavoro sul campo”. Cercavi una definizione? Dico la parola che meglio rende: tutor. Siamo un supporto per i nostri atleti in tutti gli aspetti. Ovunque loro siano. In qualsiasi federazione si trovino a concedere le loro prestazioni sportive a cospetto ogni volta di realtà, regole e regolamenti, soggetti interlocutori di realtà professionistiche o “amateur” differenti. Non si parla quindi di una singola figura di mediatore, ma siamo presenti ovunque, con responsabili fisicamente in Spagna, Argentina, Giappone, Golfo Arabo e qui in Italia. Da poco inoltre è entrato nel team Alvaro, una leggenda del futsal spagnolo ed internazionale, grande professionista, campione indiscusso e che con la sua esperienza non potrà fare che il bene degli atleti che si affidano alla Proneo”.

Che cosa invece non si dovrebbe fare in questo settore?

“Non riesco a pensare cosa non si dovrebbe fare, perchè ho sempre ben presente invece cosa andrebbe sempre fatto: ricordiamoci che gestiamo ed accompagniamo, non “possediamo” o “vendiamo”, non “trasportiamo” o “obblighiamo”, noi aiutiamo a scegliere solo le migliori soluzioni, consigli dettati dalla conoscenza territoriale e dalle esperienze passate. L'ultima decisione spetta sempre, di concerto con noi a chi assistiamo. Magari posso dire che non si dovrebbero sfruttare doppie mansioni o doppie professionalità: non serve screditare in blog e social di proprietà atleti per accreditare i propri, sfiorando a volte l'accanimento che nasconde delle carenze. Specialmente se i primi sono atleti che internazionalmente hanno acquisito rispetto sportivo. Se se ne è capaci bisogna promuovere come si deve. Questi comportamenti di fondo non generano risultati, ma classificano gli autori agli occhi di aree dove gli stessi vorrebbero intervenire”.

Pensando al movimento maschile a livello internazionale che tipo di mercato ci dobbiamo aspettare per questa sessione?

“Non possiamo prevedere come sarà il movimento mondiale. In questo momento però sappiamo che il mercato più appetibile sarà quello dell'est e quello asiatico. Questo grazie alla nascita di nuovi club, alll’arrivo di stranieri forti nel campionato russo, al campionato giapponese che per crescere da un punto di vista dello spettacolo punta molto sull’arrivo di giocatori che possano diventare idoli, e alla crescita di campionati come quelli thailandese e vietnamita. Questo sarà il mercato che offrirà la maggiore attrattiva. In Italia vorrei prima vedere “chi” e “come” per capire bene quale sarà il leit motiv della stagione che verrà. Ci saranno sicuramente ritorni di fiamma dall’estero, ed il solito giro di vite fra varie squadre dei giocatori già nel nostro campionato; questo per via dei budget non competitivi con l'estero e della conferma delle norme di tesseramento esistenti anche per la prossima stagione”.

Serie A italiana. Prevedi grossi cambiamenti per le società di vertice? Che cosa farà la differenza per portare a termine i colpi più importanti?

“I soliti dettami che guidano le scelte dei giocatori, sono promesse, garanzie ed obiettivi societari. Ci sono società che grazie a operazioni sapienti e tecnici vincenti stanno ribaltando il trend delle stagioni passate e chi invece si affaccia alla massima serie vedremo come si comporterà. La differenza comunque la farà chi coraggiosamente deciderà di puntare anche sui formati italiani, sull'under, su chi ha fatto bene in A2, su giocatori che invece del nome, in campo mettono molta sostanza e spirito di sacrificio. La A1 è un campionato che non regala niente a nessuno, chi ha “gana” di ritagliarsi il suo posto, ha ragione su tutto il resto e non contano rimborsi, nome e curriculum, conta l'essere competitivi. Infine l'ago della bilancia lo sposteranno...i tecnici”.

Parliamo un pò del mercato che riguarda il femminile. Molte volte si dice che l'arrivo di giocatrici estere permette al movimento di migliorare la propria qualità. Sei d’accordo?

“Non mi trovo d'accordo; non è che l’arrivo di giocatrici dall’estero sia sinonimo di innalzamento della qualità. Credo che per migliorare la qualità del gioco servano assolutamente tecnici preparati e competenti, anche per gestire un lavoro settimanale importante che pure la nuova Elite porterà di conseguenza, più competenza, più preparazione, più lavoro settimanale, più...giovani. Si dovranno prima o poi fare i conti con questo aspetto, specialmente gli stessi che a gran voce hanno voluto questa “Elite”, per sentirsi Elite o per lavorare da Elite? Si dovranno fare delle attente valutazioni su questo aspetto, visto che più passerà il tempo e più serviranno tecnici e staff di pari valore perlomeno al maschile. Visto che le regole non cambieranno, non potremo avere rose con 8-9 straniere che tirano la carretta; per diminuire il divario, anche mentale, tra le straniere e le italiane, visto che ora ci sarà anche una nazionale da tutelare, serviranno tecnici di grande competenza per innalzare il livello delle ragazze di casa nostra. Menichelli da solo non potrà fare molto; la grande responsabilità sarà sulle spalle dei tecnici dei club. Quando poi si inizierà a lavorare bene a livello di settore giovanile, allora si potrà creare il serbatoio per le squadre di prima fascia”.

Credi che nel mercato di quest'anno assisteremo a tanti arrivi? Che sessione dobbiamo aspettarci?

“Prima di tutto si deve capire quali saranno le squadre che parteciperanno veramente all’Elite e con che tipo di idee. Solo dopo potremo farci un’idea di che tipo di movimenti ci aspettano, e conseguentemente di quali giocatrici aspettarci l’arrivo in Italia. Molte ovviamente cambieranno casacca, ma servirà ancora un po’ di tempo…”.

Tu sei estremamente competente per quello che riguarda il mercato estero, e ho visto molto nello specifico del Portogallo. Che caratteristiche hanno in particolare giocatori e soprattutto giocatrici lusitane?

“Mi occupo personalmente dell'area femminile della Proneo Sports, perché mi permette di trovare diverse giocatrici attratte dall’esperienza in Italia. Durante un seminario alla Uefa Futsal di Lisbona ho avuto modo di constatare la gran mole di lavoro che svolge la federazione portoghese nei settori giovanili e nel femminile. Questo lavoro garantisce la formazione di ragazze che in futuro potrebbero tentare l'avventura sportiva dal Portogallo verso l’Italia, quando da noi questo sport diventerà di squadra, e non basato solo sulle individualità”.

Ci dobbiamo aspettare diversi movimenti dal Portogallo verso l'Italia nell'estate del mercato che sta iniziando?

“Bisognerà capire quali saranno gli argomenti che le società metteranno sul tavolo, e non mi riferisco solo al discorso rimborsi. Per lasciare il proprio paese, e soprattutto per interrompere il proprio percorso di formazione ad alto livello da un punto di vista sportivo, bisogna offrire alle ragazze una situazione similare da un punto di vista formativo, oppure, è naturale, proposte di rimborsi nettamente più stimolanti. Considerato che in Italia c’è ancora la crisi non sarà facile allettare le giocatrici di primissima fascia; è ovvio che se si punta ad avere giocatori internazionali si devono proporre ottimali condizioni di vita ed economiche”.

In Portogallo si parla un gran bene di Joana Meira, del Quinta Dos Lombos con cui ha vinto la Copa Portugal, dove è stata grande protagonista. Ci sono possibilità di rivederla in Italia?

“Joana è una “vecchia” conoscenza, ed un’atleta che ci pregiamo di seguire dallo scorso anno. Abbiamo scommesso su di lei e ci piace pensare che stia facendo i passi certi, diventando la calciatrice che deve essere. Quando Joana arrivò in Italia la scorsa estate si parlava di una giocatrice tatticamente e tecnicamente già formata, era un elemento di collettivo. Si è poi deciso, di concerto che continuare il suo percorso formativo Portogallo che era stato interrotto forse troppo presto sarebbe stata in quel momento la scelta migliore. I fatti ci hanno dato ragione; i miglioramenti sono evidenti, ha preso parte al Mondiale Femminile nonostante la giovane età, si è tolta la soddisfazione di segnare un gol nell'adrenalinica finale col Brasile, nella Coppa di Portogallo ha segnato un eurogol che ha regalato la coppa alla sua squadra, è ancora in corsa per la vittoria del campionato portoghese. E' un personaggio positivo, oramai sta cominciando a prendersi le sue responsabilità all'interno della rosa e Joana in futuro potrebbe arrivare in Italia, e perchè no, anche nella squadra che ha “battezzato” la sua avventura italiana, ma in questo momento preferiamo che continui il suo percorso di formazione in Portogallo, in modo che in futuro anche in Italia se lei lo vorrà potrà diventare riferimento assoluto.

Riguardo alcuni degli atleti gestiti dalla Proneo Sports, in Inghilterra lo spagnolo Josè Carlos è stato protagonista assoluto con 100 gol messi a segno col Baku. Ti chiedo un giudizio sulle qualità di questo giocatore, e su quanto sta crescendo il livello del campionato inglese?

“In questo momento il campionato inglese è solo agli inizi, il Baku è un’eccezione. La proprietà è dell’Azerbaijan: in questo progetto loro puntano al nome Londra e al competere ai vertici della Futsal Cup. Josè Carlos nella sua esperienza italiana non ha mostrato tutte le capacità del suo elemento. Si tratta di un giocatore di grandissima esperienza nel campionato spagnolo, quindi i 100 gol messi a segno in Inghilterra non stupiscono di certo”.

In alcuni paesi emergenti il futsal sta crescendo moltissimo, ad esempio in Kuwait dove il titolo lo ha vinto la squadra allenata da Juan Francisco Fuentes. Come valuti lo sviluppo del futsal in quei paesi?

“In Kuwait abbiamo diversi nostri assistiti, tra cui il ct della nazionale Fonseca che abbiamo portato prima dei mondiali in un allora progetto a breve termine; abbiamo vinto la scommessa riuscendo a qualificare la nazionale per il Campionato del Mondo e prolungando i termini del contratto del tecnico che così sta avendo la possibilità da due anni di sviluppare la disciplina in quel territorio. Il loro movimento è in fase di sviluppo, aumenta la presenza di tecnici, soprattutto gestiti da Proneo, ma anche di calciatori di fiducia, vedi ad esempio Dario Marinovic”.

Restando su questo argomento, il Giappone ha accolto il centrale brasiliano Arthur. Che impatto ti aspetti di questo ragazzo nel campionato nipponico? Si tratta di un mercato in crescita quello verso i paesi asiatici?

“In questo momento è un mercato solo per pochi, perché non tutte le squadre hanno il budget per garantirsi lo straniero. In Giappone Proneo ha facilitato l'arrivo appunto Arthur, che avrà modo di mettersi in luce e siamo sicuri che farà parlare molto di sé, ma precedentemente il tecnico Victor Acosta e il pivot Ximbinha al Nagoya, felici e vincenti. Questa realtà è molto più avanti rispetto a tutti gli altri paesi di cui abbiamo parlato prima: ci sono strutture, seguito di pubblico, una nazionale molto preparata a livello internazionale. Tra l’altro ci sono diversi giocatori giapponesi che stanno provando esperienze all’estero; sono sicuro che questo mercato si aprirà molto nel futuro, con la ricerca di giocatori di qualità”.

Infine, ti chiedo di darmi un giudizio su quella che è stata la stagione degli atleti del campionato italiano gestiti da Vincenzo Portelli e dalla Proneo Sports…

“Proneo gestisce 150 assistiti che ruotano in ambito sportivo. In Italia siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti da Ercolessi (Marco sta disputando una grande stagione sotto la guida di Colini), da Sergio Romano, da Torras, da Rescia (che sta rimarcando in Italia tutto il suo valore internazionale, un giocatore che diventa anima e spirito di sacrificio in qualsiasi squadra), Crema, che ha vinto il titolo di capocannoniere. Nel femminile sono contento di come sono andate le nostre ragazze, tutte indistintamente. All’estero siamo soddisfatti di quello che stanno facendo Juanjo e Chaguinha al Benfica. Specialmente su Bruno tengo a sottolineare il suo impatto in un club professionistico, dove è diventato non solo un giocatore importantissimo, ma anche un punto di riferimento per tutti i compagni. Ha attirato su di sé l’attenzione di grandissimi club, ma lui sta benissimo al Benfica e lì dovrebbe rimanere. Menzione speciale anche al tecnico della Dinamo Mosca, David Marin, uno dei tecnici migliori del mondo, nel club russo più importante”.

Calcioa5mercato.it
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