Attualità Siracusa 18/05/2015 10:21 Notizia letta: 2819 volte

Nelle Supplici di Moni Ovadia i migranti parlano siciliano

"M'affruntu"
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Siracusa - Quello che può sembrare un azzardo viene così spiegato da Ovadia: "Occorre rivedere il nostro modo di relazionarci con le lingue. Dobbiamo superare la concezione della cultura occidentocentrica e chiederci come parlavano i greci. Una cosa è dire 'mi vergogno' e un'altra 'm'affruntu'".

"Per raccontare il dramma delle Supplici di Eschilo siamo approdati a una cantata di voci e musiche. Un cunto che declina la tragedia greca nei ritmi siciliani, intrecciandoli al greco moderno. D’altra parte Eschilo lavorò qui sette anni, e questo lavoro parla di giovani migranti in fuga da una violenza, di richiesta di asilo, di accoglienza, di libertà. Quale lingua meglio del siciliano, così potente e profondo, oggi poteva raccontare questa storia?".
Moni Ovadia non ha avuto dubbi, quando, «accogliendo come un privilegio», la proposta di firmare la regia de “Le Supplici” per l’apertura della 51esima stagione dell’Istituto nazionale del dramma antico il 15 maggio al teatro greco di Siracusa, ha coinvolto Mario Incudine, musicista ennese per l’adattamento scenico della tragedia. Incudine ha anche il ruolo del cantastorie ed esegue in scena le sue musiche. La storia è quella delle cinquanta figlie di Danao che si ribellano al matrimonio loro imposto con i 50 cugini e dall’Egitto fuggono verso Argo per chiedere asilo. Qui sono accolte dal re Pelasgo, in pieno accordo col suo popolo che voterà per l’asilo.

Ha tenuto per sé il ruolo di Pelasgo.
"Un re consapevole della gravità della sua decisione. Ma per decidere dovrà avere il consenso del suo popolo. E quest’ultimo voterà un’accoglienza incondizionata".
Perché ha voluto che fosse la Prima Corifea di Donatella Finocchiaro?
"Una guida carismatica di un formidabile collettivo di coreute-supplici, e la Finocchiaro esprime una grande autorevolezza, una determinazione che viene dall’alto". 

Nelle foto, Moni Ovadia con l'ex assessore del Comune di Scicli, Bartolo Piccione, e lo stesso con l'ex Ministro Cancellieri. 

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