Cronaca Vittoria

Droga, arrestato tunisino

In manette Imed Kannoussi, 35enne

Vittoria - Era da tempo monitorato dai Carabinieri che, da diversi giorni, lo avevano notato frequentare ragazzini e i principali luoghi di aggregazione giovanile: è finito così in manette Imed Kannoussi, 35enne tunisino, con precedenti specifici, pizzicato dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile mentre cedeva alcune stecche di hashish, ad un giovane, in fase di identificazione, che, alla vista dei militari si è dato alla fuga, nella centralissima Piazza Daniele Manin.

L’attività, frutto di appositi servizi di osservazione e pedinamento per monitorarne i movimenti e le abitudini di vita e protrattisi per svariati giorni, nell’ambito dei servizi antidroga predisposti dal Comando Compagnia Carabinieri di Vittoria, aveva consentito di appurare le “strane” frequentazioni con diversi giovani, nonché un certo andirivieni proprio in Piazza Manin, finchè i militari hanno sorpreso il 35enne, nella serata di ieri, intrattenersi con un ragazzo al quale dava furtivamente un piccolo involucro: ne è nata una perquisizione che ha permesso di rinvenire addosso al pregiudicato altri 6 grammi circa di hashish, che avrebbe poi smerciato ad altri giovani, mentre l’acquirente è riuscito a scappare: a breve sarà identificato e segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Ragusa per detenzione per uso personale di sostanza stupefacente.
E’ scattato così l’arresto per il tunisino, che è stato condotto presso la caserma di via Giuseppe Garibaldi dove, al termine delle formalità di rito, è stato ristretto presso la casa circondariale di Ragusa, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottoressa Valentina Botti, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di spaccio.
Ora, al vaglio degli investigatori, che stanno proseguendo le indagini, la posizione del pregiudicato, per accertare l’eventuale complicità di altri criminali, e il canale di approvvigionamento della droga: la sostanza stupefacente sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili, così come è stato sequestrato anche il denaro contante.
 

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