Attualità Ragusa 25/05/2015 18:43 Notizia letta: 1279 volte

Peppe Voltarelli? E' terapeutico

Concerto a Le Fate
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Ragusa - Con lo spettacolare concerto del “funambolico” Peppe Voltarelli, si è conclusa sabato sera la rassegna musicale “Cafeine mon amour – l’ora della ri-creazione al gusto musicale del caffè”, promossa a Ragusa dal caffè letterario “Le Fate”, diretto da Alina Catrinoiu e con la direzione artistica del maestro Carlo Muratori.

Anche per l’ultimo appuntamento la scelta del cantautore Voltarelli ha sicuramente rappresentato l’ennesima conferma di un percorso musicale voluto dal direttore artistico con l’intento di riscoprire la canzone folk d’autore. Volaterelli, bravissimo cantautore calabrese, ha proposto il concerto dal titolo “Il caciocavallo di bronzo” che, per quanto riguarda il testo, si richiama al suo stesso romanzo autobiografico. Nella terra dei caciocavalli ragusani, Voltarelli ha narrato in musica la storia di un improbabile monumento bronzeo dedicato al formaggio da realizzare in un paese immaginario. E’ la storia di personaggi bizzarri in cerca di riscatto lungo un percorso ad ostacoli dove separazioni e condivisioni, fughe e legami, diventano l’ossatura portante della narrazione con testi cantati sia in italiano che in dialetto calabrese. Canti di protesta politica dove l’unico appiglio collettivo è l’amore, la zattera su cui rifugiarsi nella totale disperazione. Il concerto di Voltarelli ha concluso dunque la rassegna musicale che ha preso il via a novembre e si è sviluppata con sei appuntamenti programmati a cui si sono aggiunti un paio di fuori programma. Ad esibirsi sono stati Laura Vinciguerra, Elisa Nocita, il gruppo Matermatuta, Giorgio Rizzo, Carlo Muratori e appunto Peppe Voltarelli. Un’offerta culturale che è divenuta anche percorso di collettiva crescita. Proprio come nello scopo del direttore artistico Carlo Muratori: “L'idea, perfettamente riuscita, era quella di superare le catalogazioni dei vari generi musicali. E ci siamo riusciti. Come ho già detto in varie occasioni, c’è spesso più cultura, ricerca e impegno artistico/estetico nei generi cosiddetti popolari, folk, etno, pop, d’autore che in certe asfittiche quanto inutili riproposizioni concertistiche di certa musica classica dei secoli scorsi. La società si muove a ritmo di danza, e con essa la cultura e la stessa percezione dell’ascolto". Da qui la volontà di dar sfogo all’irresistibile bisogno di un’esperienza musicale autentica “in un ri-creato rapporto diretto fra esecutore, strumento musicale e ascoltatore”. Quasi uno scopo terapeutico, quello della rassegna musicale “Cafeine mon amour”, con l’obiettivo di portare musica di qualità nelle sere dei sabati scelti, richiamando l’attenzione del pubblico su un’offerta selezionata, invogliandolo ad uscire di casa, a ritrovarsi con piacere protagonista di un progetto che ha fatto da apripista per altre future iniziative.

Redazione