Attualità Ragusa 03/06/2015 14:19 Notizia letta: 4853 volte

Andrea Caschetto, il giro del mondo per orfanotrofi

Lui è ragusano, di origini modicane
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Ragusa - Ragusano, di origini modicane, sampierese in estate.

Andrea Caschetto è partito da Ragusa, dove abita, per recarsi all'edicola di Fiorello, in onda su Radio 2 Rai.

Ha spiegato a Rosario Tindaro che voleva mettersi in contatto con Lorenzo Jovanotti e si è fatto autografare una cartolina in cui Fiorello lanciava un accorato appello al cantautore: «Lorenzo, aiutiamo Andrea a volare».

Andrea ha preferito recapitargliela di persona e ha quindi raggiunto l'Uruguay, dove il rapper romano si trovava per un tour. «L'ho aspettato dall'alba davanti al Trastienda club di Montevideo, dove si sarebbe esibito la sera. È arrivato alle 17. A stento sono riuscito a consegnargli la cartolina di Fiorello e a dirgli che ero giunto fin lì apposta perché appoggiasse la costruzione dell'ospedale in Tanzania. “Sì, sì”, mi ha liquidato. Più risentito. È stato come scoprire che Babbo Natale non esiste».

È dall'età di 15 anni che Andrea sogna. Arrivato a 24, può dire d'aver soggiornato in una sessantina di Paesi, dagli Usa all'Australia, dalla Russia al Belize, dal Cile al Sudafrica, dagli Emirati arabi uniti al Giappone, dall'Honduras alla Nuova Zelanda.

Avrà compiuto cinque volte il giro del mondo. Quando non è sugli aerei, usa tutti gli altri mezzi di locomozione: piedi, bici, auto, moto, treni, bus, navi, traghetti, camper, canoe, kayak, sci d'acqua, paracadute. Anche elefanti (in Thailandia) e cammelli (in Kenya).

Occhio però a non scambiarlo per un bighellone girovago. «I miei sono viaggi solidali: volo, vitto e alloggio in cambio di lavoro». La missione che il globe-trotter siciliano ha abbracciato - portare il sorriso fra i bambini del Terzo mondo - appare coerente con il master in cooperazione internazionale e sviluppo conseguito all'Università Cattolica dopo la laurea.

«A Milano sul tram e per strada incontro soltanto gente imbronciata, che smanetta con cellulari e cuffie. In Africa tutti mi sorridono. È fantastico: sei sempre di buonumore».

Nonostante sia rimasto vittima di aggressioni in Thailandia e in Sudafrica (ha una cicatrice sulla mano destra), ad Andrea restano da compiere almeno altri due giri del mondo: uno in sedia a rotelle e uno in tuta, di corsa, come Forrest Gump.

Impresa non facile, per uno come lui: Andrea ha già vissuto davvero in carrozzella, per due lunghi mesi, a seguito di un intervento chirurgico subìto nel 2005 all'istituto neurologico Carlo Besta di Milano. «Mi hanno rimosso una malformazione nell'emisfero sinistro del cervello. Mi ero accorto che qualcosa non andava dalle frequenti fantosmie, allucinazioni olfattive: percepivo odori inesistenti». L'operazione ha avuto uno strascico: la perdita della memoria a breve termine, anche se con il tempo è riuscito a fare notevoli progressi seguendo le tecniche insegnate da Gianni Golfera, meglio noto come «l'uomo che non dimentica mai niente». «Mi restano impressi i volti, ma non i nomi. Per ricordarmi che lei è Stefano, ho dovuto associarla mentalmente a un mio compagno delle scuole medie».

«Il viaggio è la mia busta paga. In cambio faccio il manovale, l'insegnante, il teatrante e l'animatore con i bimbi. Li diverto truccato da clown, li aiuto a costruire giocattoli con il materiale recuperato dalla raccolta differenziata dei rifiuti».

L'anno scorso ha deciso che scrivere un libro (è già pronto, s'intitola "Arcobaleno, scivolando per il mondo") poteva essere un ottimo sistema per raccogliere i fondi necessari a erigere un ospedale in Tanzania. Ma poi, da laureato in comunicazione, media e pubblicità allo Iulm di Milano, ha capito che avrebbe avuto bisogno come minimo di uno sponsor. 

E lo sta cercando. 

Redazione