Lettere in redazione Ragusa 04/06/2015 16:54 Notizia letta: 4500 volte

Le guide turistiche e le marchette

Una nostra lettrice si è sentita offesa
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Ragusa - Ho letto un articolo pubblicato sul vostro giornale in data 01/06/2015 dal titolo “Il labirinto del castello di Donnafugata”. Si trattava di un articolo di precisazione e, dopo averlo letto, anche io non posso esimermi a mia volta dal fare alcune precisazioni, cui Vi prego di voler lo stesso spazio concesso all’articolo a firma di Saro Distefano. In particolare mi riferisco al giudizio espresso dal sopra citato Sig. Distefano circa l’operato delle Guide Turistiche, cui si attribuisce uno scarso livello di preparazione professionale, con la seguente affermazione messa tra parentesi:

Eppure, secondo me, nel parco/giardino dell’antica massaria a dodici chilometri da Ragusa il “pezzo forte” è un altro, mai considerato dalle guide ufficiali (alcune di loro raccontano ai turisti che il toponimo arriva direttamente dalla vicenda di una donna fuggita, e per sopramercato, le guide più brave – da duecento euro al giorno di marchetta – aggiungono che la donna scappata fosse la Regina Bianca di Navarra…..). si tratta della enorme, ciclopica e antica cisterna capace di migliaia e migliaia di litri d’acqua piovana raccolta durante il periodo invernale per poi essere utilizzata nella lunga e siccitosa estate africana.

Tralascio giudizi e commenti personali ma onde evitare fraintendimenti ed equivoci riporto la definizione che sul dizionario Treccani si trova al termine marchetta:
1. Piccola marca; in partic., la marca assicurativa, cioè il bollo che veniva applicato sui libretti di lavoro (sistema oggi sostituito dal versamento dei contributi mediante bollettini di conto corrente); per estens., lavoro non impegnativo fatto per compiacere qualcuno o per ottenere un minimo guadagno.
2. Il gettone che le prostitute di una casa di tolleranza ricevevano dalla tenutaria ad ogni prestazione, come riscontro ai fini del compenso cui avevano diritto. Per estens., in frasi gergali, la prestazione stessa: fare marchette, fornire prestazioni sessuali dietro pagamento; per metonimia, prostituta, o anche omosessuale maschio che si prostituisce.

Io appartengo alla categoria incriminata delle Guide Turistiche avendo superato un concorso per l’ottenimento della licenza. L’esame verteva su varie discipline tra cui, storia, legislazione del turismo, conoscenza del patrimonio artistico architettonico ed archeologico nonché dei musei. Inoltre, opzionale, l’esame per le lingue straniere. A testimoniare il rigore e la serietà degli esami sostenuti basti ricordare che della commissione esaminatrice faceva parte il Prof. Giovanni Di Stefano, Direttore del Museo Regionale di Camarina nonché studioso e ricercatore di spicco.
Io ho 45 anni, una laurea in economia commercio, varie specializzazioni, parlo fluentemente inglese e tedesco. Sono inoltre moglie e madre di tre figli. Essere destinataria di tali affermazioni mi offende e mi indigna; nonostante le campagne a tutela e difesa dei diritti delle donne, le lotte contro il femminicidio, ecco che l’offesa sessista è sempre lo strumento più facile per colpire.
Ritengo che nessun giornale o mezzo di informazione che si ispiri ai principi della nostra Costituzione dovrebbe dare spazio ad insulti generici ed altamente lesivi della dignità personale e professionale e ritengo che, qualunque altro collega, a prescindere da titoli professionali e capacità personali, abbia diritto a pretendere tale rispetto.

Nunzia Leonardi