Cultura Modica 17/06/2015 22:03 Notizia letta: 2432 volte

Ultime e interessanti novità sulla querelle sul carrubo

Con quante b si scrive?
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Modica - I misteri del giornalismo. E della percezione umana delle cose. Ho scritto e pubblicato su RagusaNews, saranno dieci giorni, un articolo che voleva essere umoristico sulla mostra attualmente in corso a Modica, presso l’ex Convento carmelitano di Piazza Matteotti, di ottanta opere del Maestro Piero Guccione, tante quante sono gli anni compiuti dal pittore sciclitano nello scorso mese di maggio. Articolo molto letto e, almeno per quanto io abbia potuto percepire, anche apprezzato da chi ha correttamente inteso la mia intenzione quella, appunto più umoristica che altro (del resto, non ho lesinato i complimenti oltre che a Guccione, anche agli organizzatori della bella mostra).
In quell’articolo ho fatto riferimento all’aria condizionata “polare” accesa nelle sale, alla larvata esclusione del nome Ragusa dalla targhetta che accompagna una tela guccioniana sulla quale l’artista aveva impresso, nel 1984, un titolo che conteneva il nome della città capoluogo, ed ho poi preso in giro gli organizzatori per il fatto che su alcune targhette poste accanto ad altrettanti quadri scrivevano “carrubbo”, quando tutti noi sappiamo che è corretto scrivere “carrubo”, con una sola “b”.
E però, quando il diavolo si ci mette…. Per tutti diversi e molto importanti motivi, mi sono trovato, qualche giorno dopo la pubblicazione dell’articolo in parola, in una casa privata nella quale è conservato un pezzo di storia. Letteralmente. Si tratta di un armadio appartenuto a Clemente Grimaldi, il maggiore agronomo europeo dell’epoca (per chi fosse interessato, mi permetto di citare un mio articolo apparso su La Sicilia, edizione di Ragusa, Pagina della Cultura, del primo marzo scorso). Lo scienziato modicano utilizzava questo armadio con tanti cassetti per conservare i semi e le foglie (ma anche documenti e pubblicazioni) di alcune piante di suo interesse. E siccome Grimaldi era considerato il massimo, e poiché il suo interesse era vasto ma, per ovvi motivi, si appuntava maggiormente sulle piante autoctone dell’areale mediterraneo, ho subito preso a leggere le targhette di tutti (laddove ancora presenti) i cassettini dell’armadio. Indovinate cosa cercavo?
E infine l’ho trovato. Clemente Grimaldi, a proposito della “ceratonia siliqua”, in italiano scriveva “carrubbo”. Come dimostra l foto che allego al presente articolo. Naturalmente non dirò mai a nessuno (e meno che mai a quei modicani che hanno colpevolmente dimenticato Clemente e suo fratello Giovampietro, scienziati di fama mondiale a cavallo tra il 1800 e il 1900) dove si trova l’armadio, e cosa nasconde….

Saro Distefano