Cronaca Scicli 25/06/2015 10:05 Notizia letta: 8189 volte

Giovanni è morto mentre giocava a pallone

Un grande lutto per tutta la comunità
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Scicli - Dolore e sgomento accompagneranno oggi nel suo ultimo viaggio verso la dimora definitiva terrena il piccolo Giovanni Ferro, di 5 anni, annegato martedì pomeriggio in una gebbia. I funerali si terranno nella chiesa di Santa Caterina, a Donnalucata. Il corpicino è stato consegnato ai familiari la sera stessa della tragedia, dopo che il medico ha eseguito l’ispezione cadaverica che ha confermato la morte per annegamento.
I carabinieri della Compagnia di Modica, che hanno svolto le indagini, hanno ricostruito attimo per attimo gli ultimi spostamenti del bambino. E adesso è chiara la dinamica e il motivo che ha spinto il piccolo Giovanni a sporgersi nella vasca per l’irrigazione.
Il bambino martedì pomeriggio era col nonno nel terreno dell’azienda agricola di famiglia, in contrada Spinazza, a monte della frazione rivierasca sciclitana di Donnalucata. Stava giocando col pallone. Per pochi minuti è sfuggito alla vista del nonno. La palla deve essere finita nella gebbia piena d’acqua che è a livello del suolo, senza muretti di contenimento rialzati.
È proprio per prendere il pallone che il piccolo si è sbilanciato finendo in acqua. Era alta circa un metro. Giovanni non è riuscito ad aggrapparsi a niente per potere prendere aria, per gridare aiuto.
Il silenzio improvviso venutosi a creare ha scosso il nonno che, non vedendo il nipotino, si è messo subito a chiamarlo e a cercarlo. E a quel punto i presentimenti e la paura sono divenuti un incubo reale. Il peggiore. La tragedia si era compiuta.
L’uomo, malgrado lo shock, ha raccolto tutte le forze, ha afferrato il nipotino esanime, tirandolo fuori dalla vasca di irrigazione e, in compagnia di un amico che lo aveva aiutato a cercarlo, l’ha caricato in auto per dirigersi all’ospedale “Busacca” di Scicli. I medici hanno cercato di rianimare il piccolo. Ma non c’era nulla da fare se non constatarne il decesso, che è avvenuto per asfissia da annegamento. Sono stati i medici, come da prassi, a informare i militari dell’Arma di quanto avvenuto.
I carabinieri hanno lavorato sui due fronti: hanno sentito i testimoni e hanno ispezionato l’area in cui è avvenuta la tragedia. Hanno, dunque, sentito il nonno, l’amico e i familiari del piccolo Giovanni. E sono tornati in sopralluogo nel terreno di contrada Spinazza la sera stessa della tragedia restandovi fino a tarda ora e anche ieri mattino si sono recati sul posto. Sempre ieri sia i militari dell’Arma che il pm di turno della Procura della Repubblica di Ragusa, Botti, hanno risentito i testimoni.
Non c’è nessuna contestazione di reato. Si è trattato di un’immensa tragedia. La seconda per la famiglia Ferro, già toccata nel 2011 da un dolorosissimo lutto. A scomparire in un tragico incidente il 14 ottobre di quell’anno fu lo zio del bambino, Paolo. Aveva 32 anni. La sua Nissan Primera, percorrendo la vecchia provinciale Modica-Marina di Modica, si ribaltò probabilmente per via dell’asfalto reso viscido dalla pioggia. Il giovane fu sbalzato fuori dall’auto. Morì sul colpo.

Valentina Raffa