Attualità Scicli 26/06/2015 18:11 Notizia letta: 2968 volte

Gli sciolti di Scicli non hanno neanche la solidarietà del Pd ufficiale

Non è stata sciolta Scicli, ma una classe politica inadeguata
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Scicli - «Meglio non farsi troppe domande per non avere risposte che non vorremmo sentire». Parola di Omar Falla, portavoce del locale Partito democratico che in un comunicato parla di mafia, scioglimento e ricorso sollevando interrogativi che chiedono risposte. E se possibile, sensate. Considerato che mafia è una parola che non dovrebbe riguardare la politica in alcun modo, sullo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose sarebbe opportuno aspettare che a pronunciarsi sia la magistratura.
«Come siamo arrivati a questo punto? - si chiede Falla - Quali sono gli attori protagonisti che hanno fatto parte delle classe dirigente delle due maggioranze (per vero la stessa) che hanno eletto prima Ventincique e poi Susino? Perché in entrambi i casi le due amministrazioni - plebiscitariamente elette - hanno finito il loro mandato anticipatamente? » Belle domande. Anche se l’ex sindaco Venticinque ha spiegato a chiare lettere i motivi delle sue dimissioni, ma forse Falla si è distratto un attimo. Così come altrove doveva essere quando il Pd ha supportato la Giunta Susino, per chiedersi adesso «perché anziché dimettersi, un sindaco, raggiunto da un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa, viene sollecitato ad un ribaltone politico (giunta “tecnica”) contro la posizione democraticamente espresse degli organi del Pd? » E infine con l’anima del Pd che ha infiammato le piazze, Falla chiosa: «La città dovrà interrogarsi sulle ragioni del fallimento di una classe politica che è stata sciolta. Non la città, ma uomini e donne, con nomi e cognomi, che hanno candidamente e trasversalmente attraversato il complesso panorama politico sciclitano e non. Il trasformismo si elimina nella cabina elettorale». E come non essere d’accordo? Peccato che a firmare il ricorso al Tar contro lo scioglimento del Consiglio comunale su 13 ex consiglieri, 4 sono proprio del Pd: Marco Causarano, Giampaolo Aquilino, Mauro Ingallinesi e Alessia Gambuzza, moglie dell’ex assessore Giampaolo Schillaci subentrata quale prima dei non eletti dopo le dimissioni di Susino. Nel ricorso, oltre ai soldi per presentarlo al Tar chiesti ai cittadini, manca solo la firma di Giuseppe Puglisi, dipasqualiano di ferro a prescindere. Dettagli. Sfuggiti anche al deputato regionale Nello Dipasquale che in un comunicato scrive: «Intendo manifestare la mia piena condivisione per l’iniziativa promossa dalla maggioranza dei consiglieri comunali, fra cui ben cinque appartenenti al gruppo del Partito democratico, di ricorrere al Tar avverso il provvedimento di scioglimento». Quattro consiglieri, non cinque.
«Ritengo che la Politica - apostrofa Dipasquale che afferma di avere dato anche un contributo economico per il ricorso - non può rimanere in silenzio davanti a questioni che riguardano le nostre comunità». Giusto. Magari in silenzio no. Ma se il Pd è un partito e non tre, una pausa di riflessione e qualche telefonata prima di parlare?

La Sicilia

Franca Antoci
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