Attualità Pozzallo 26/06/2015 09:47 Notizia letta: 2340 volte

La Sicilia non deve morire di immigrazione

Parola di Forza Nuova
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Pozzallo - E’ al grido «La Sicilia non deve morire di immigrazione» che Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova annuncia che sarà a Pozzallo domenica, 28 giugno. Magari per dare una mano a contare i morti. Quelli arrivati dal mare nell’inutile tentativo di vivere. Non c’è politica né legge che tenga rispetto all’umanità che afferra la mano di chi sta affogando. No, la Sicilia di immigrazione non muore. Di emarginazione sì. Forse per questo la Sicilia non ha strade, perde i treni e quando prova a volare si ritrova con le ali tarpate. Forse per questo la Sicilia che di emigrazione ha rischiato e rischia di morire, ha un cuore grande a Pozzallo come a Lampedusa. Forse per questo la Sicilia è incapace di respingere l’esodo forzato di migliaia di persone in fuga dai Paesi dell’Africa.
L’Oim – Organizzazione Internazionale per i Migranti – ha pubblicato nel settembre del 2014 un dettagliato servizio sui flussi migratori e i decessi nel mondo nel corso del 2014. Particolarmente drammatico il bilancio delle morti nel Mediterraneo: su 40.000 decessi attestati di migranti nel mondo dal 2000 ad oggi, 22.400 (oltre la metà) riguarda le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa. Anche nel 2014 l’Europa si conferma la meta più rischiosa e letale con il 75% dei decessi avvenuti nel Mediterraneo.
Se il bilancio generale dello scorso anno è di 4.077 vittime, il 30% delle quali di origine africana, ben 3.072 sono quelle che anno perso la vita nel Mediterraneo. I dati si riferiscono al mese di settembre e riguardano solo i decessi accertati. Nei fatti, ad oggi, il numero effettivo di uomini, donne e bambini morti nel Mediterrane può considerarsi di gran lunga superiore alle 4.000 persone. Nel 2014, 219.000 migranti sono fuggiti via mare e 3.500 di loro sono morti. Nell’ultimo anno le autorità italiane hanno soccorso 170 mila persone, di cui 28.000 sono sbarcate al porto di Pozzallo, mentre nei primi cinque mesi di quest’anno, sono 1.865 i morti accertati, contro i 425 registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Numeri. A ognuno dei quali corrisponde una vita. Da vivere o perduta. Tutti hanno famiglie, amici e qualcuno che li aspetta o li cerca. Sono essere umani. Sono immigrati. E non sono né saranno loro a ucci- dere la Sicilia. Di immigrazione, muoiono solo i migranti.

La Sicilia

Franca Antoci