Attualità Ragusa 27/06/2015 20:01 Notizia letta: 5193 volte

A Ragusa si cammina, ma si chiama fitwalking

I 21 km da Ragusa a Marina
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Ragusa - Un gruppo, non piccolo ma certo non grande, si riunì in maniera del tutto informale per “farsi una camminata”. Era la fine estate del 2013.
In meno di due anni quel gruppo è diventato enorme, quasi duecento “praticanti” (non li chiamerò “camminatori”, come invece fanno loro stessi, perché è termine troppo vicino, foneticamente, ad altro, dal significato molto diverso) con maglietta uguale e formalizzazione nel nome di una associazione sportiva dilettantistica, si chiama “Amunì”. E non solo. In questi due anni scarsi altre centinaia di persone hanno intrapreso questa pratica sportiva, la camminata, e altre associazioni sono nate. Ultima in ordine di tempo a Mazzarelli, dove un folto gruppo di residenti ha dato vita all’associazione “Siemu a peri”. A questo movimento dev’essere necessariamente aggiunto l’enorme numero di “praticanti” che non sono iscritti ad alcuna associazione, che passeggiano in maniera autonoma, a gruppi di tre o quattro amici. In sintesi: migliaia di ragusani hanno deciso di praticare questo sport, il più antico e naturale che esista.
Ne ho scritto altre volte, perché sinceramente ammirato dalla volontà di tanti miei amici (e, quanto mi costa dirlo, anche di mia moglie) nell’affrontare, nel freddo di marzo e nel caldo di luglio, tra la nebbia della statale per Chiaramonte e nell’umidità tropicale della Marina di Ragusa – Punta Secca, ore e chilometri, all’insegna del benessere fisico (e quindi mentale, i latini docet). Li invidio, io che li stessi chilometri li copro in Panda. Fanno bene e suscitano simpatia.
Io continuo a dire “camminata”, perché ritengo inutile dire “fitwalking”, inutile inglesismo ancora più inutile se poi alle associazioni si danno nomi – bellissimi – nella nostra antica lingua.
Ma adesso una preoccupazione si staglia all’orizzonte. Un consigliere comunale di Ragusa, Gianluca Morando, eletto nelle file del Movimento Civico Ibleo, ha partecipato alla camminata “principe”, la Ragusa-Marina di Ragusa di ventuno chilometri. Ne è rimasto giustamente tanto soddisfatto da voler scrivere, al ritorno in città. E ha scritto dicendosi entusiasta e rivolgendosi all’assessore comunale allo Sport, Iannucci, chiedendo “di valorizzare il più possibile l’attività di questi sodalizi”.
Cosa voglia il consigliere Morando, in tutta onestà, non lo comprendo. Finora questo sport ha avuto un successo notevole e crescente perché affidato a organizzatori capaci, su tutti l’amico Antonio Merli, vero iniziatore della disciplina in forma di società ed eventi pubblici. In tanti hanno percepito il benessere che deriva dalla camminata e si sono aggregati, altrettanti hanno continuato a farlo da soli.
Anzi, io che conosco la politica locale (certo, si dirà, quella di un tempo, con i consiglieri comunali eletti con 500 voti e assessori scelti tra i migliori di essi) temo che un suo eventuale interessamento allo sport dello stare insieme camminando potrebbe essere foriero di danni. Io, per quanto possa valere la mia opinione, lascerei andare le cose così come stanno andando, cioè benissimo. Per la pratica di questo sport occorrono: due gambe, un paio di scarpe di buona qualità, una strada e qualche ora di tempo a disposizione. Null’altro.

Saro Distefano