Appuntamenti Pozzallo 29/06/2015 09:34 Notizia letta: 1846 volte

Cromie iblee, mostra a Pozzallo

Dal 5 luglio
http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/29-06-2015/cromie-iblee-mostra-a-pozzallo-500.jpg

Pozzallo - Domenica 5 luglio presso la sala Spazio Cultura intitotala a “ Meno Assenza” e ubicata al primo piano del palazzetto di Pozzallo, in Corso Vittorio Veneto, si terrà la prima personale del pittore Mario Oddo.
L’inaugurazione è prevista per le ore 18 di domenica. Mario Oddo nativo di questa terra iblea, assolata e ricca di storia, mantiene nel tempo immutato il suo affetto e l'amore per la sua terra e le sue origini. Ne sono prova tangibile le sue produzioni che hanno come musa ispiratrice le lunghe distese del territorio a Lui molto care. La collezione che sarà presentata comprende una ventina di opere ad olio su tela che rappresenta la più recente produzione del lavoro di Oddo realizzata nel tempo che va dal 2010 fino ad oggi.
La mostra è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pozzallo.
Mario Oddo, nato a Modica nel 1947, si avvicina alla pittura sin dalla giovanissima età.
Nel 1962 si trasferisce a Palermo. Qui, appena quindicenne, comincia a firmare le sue prime tele, per lo più studia i Maestri Impressionisti, Van Gogh, Gauguin e Cezanne, che certamente incideranno profondamente sul suo stile, sulla scelta del colore e sulla sua vivacità espressiva. Nel 1967 si trasferisce a Siracusa, città che lo ha sempre affascinato. Nel 1986 si trasferisce, temporaneamente, a Urbino, dove frequenta un corso di grafica all’Accademia di Belle Arti. Nel 1989, un breve soggiorno in Toscana, gli consentirà di approfondire gli studi sui Macchiaioli. Nel 1991, dopo un breve periodo di lavoro in Puglia, rientra definitamene nella sua città adottiva, Siracusa, dove vive e lavora. Verso la fine degli anni 90, realizza una serie di sculture in terra cotta, opere particolarmente apprezzate dalla critica. Dal 2009 si dedica esclusivamente alla propria attività artistica.
La sistematica ricerca ed esaltazione del colore, per oltre 50 anni di attività, mette ben in risalto la sua personalità di pittore di indubbio talento. Diverse sono le mostre personali, organizzate principalmente negli anni 80. Dal 2009 si dedica totalmente all’attività artistica incrementando intensamente l’attività espositiva. Hanno riscontrato notevoli consensi di pubblico e di critica le mostre a tema organizzate nell’ultimo periodo : “Luoghi subReali dell’anima” nel 2011, “Finestre dell’anima” nel 2012, “Cromie iblee 1.0” nel 2014. Sempre nell’ultimo periodo, ha partecipato anche a numerose rassegne d’arte-.
Nella presentazione della mostra, Paolo Giansiracusa scrive:
Mario Oddo dipinge l’aria e la luce, l’atmosfera luminosa che accompagna da sempre la campagna iblea, sia nei prati che trasbordano dallo spazio iconico che nelle profondità lontane.
Il colore ora fresco e pastoso, ora rarefatto e brumoso fluisce sulle colline tornite, tra gli alberi tondeggianti, robusti, virili come sentinelle sui campi, come guardiani dell’ombra del mito, sulle propaggini estreme di un territorio modellato dal lento scolpire dell’acqua e del vento.
Verdi intensi, saturi di materia corposa, verdi vaporosi misti alla luce forte dei campi di Demetra, si accavallano come onde di un mare erboso e si intrecciano ora al blu gravido d’acqua, ora all’azzurro cristallino di armonie lontane.
Spesso il giallo, come saetta del cielo o come duna dorata della campagna, taglia lo spazio e delinea l’orizzonte.
A volte appare come bagliore dell’aurora tessuto all’orditura del luogo celeste.
E’ un giallo dal tonalismo vibrante che come polline impalpabile copre i corpi terreni e risplende nell’aria, raccolta in nuvole gonfie, come convolvoli corposi.
La campagna, riconoscibile nella sua identità forte, sfugge però ai connotati del luogo specifico. Assorbita dall’artista in occasioni infinite, essa lievita in silenzio per diventare altro, per assurgere ad una dimensione metafisica, in assenza di tempo e senza presenze umane, senza segni dell’uomo e quindi senza storia. Il paesaggio dell’Isola così diventa altro, non più luogo riconoscibile ma spazio nuovo, dimensione dell’intimo.
Ogni visione dell’essere racconta il processo quotidiano di assorbimento e dissolvimento della memoria che, attraverso la creatività dell’artista, si fa madre di presenze nuove, di campagne del cuore, di paesaggi interiori.
Quella di Mario Oddo non è dunque una visione impressionista, una immagine istantanea colta nel suo fluire temporale e non è nemmeno una visione edonistica costruita con pennellate di mestiere.
Ogni paesaggio, ogni apertura di luce, è finestra dell’intimo, risultato trepidante di una creazione che passa dal travaglio profondo.
I paesaggi di Oddo nascono così dal piacere e dal dolore, da una sofferenza che brucia il sonno della notte. Il turbamento finisce solo quando con mano febbrile, con respiro agitato, con gesto creativo, avviene la nascita del nuovo.
E’ così che nelle ampie aperture paesaggistiche di Mario Oddo la visione degli occhi si fa viaggio del cuore, germoglio terrestre di una vita che va oltre il nostro passaggio. Ciò perché il gesto creativo è sempre risorsa del divenire, energia dell’anima di un’umanità nuova che avanza silenziosa con la luce del domani.

Redazione
http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1505383848-3-peugeot.jpg