Cronaca Comiso 01/07/2015 11:50 Notizia letta: 6248 volte

Minacce al sindaco di Comiso, arrestato Mario Campailla

Il palco e il bar
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Comiso - “Non fari muntari stu palcu, ti rissi nun fari muntari stu palcu, nun lu fari muntari se no ci rugnu fuocu, nun mi scantu agghiri in galera”. “Allura se parri accussi ta scantari a nesciri ra casa”. “Se muntati u palcu vi scannu a tutti a partiri ro sinnucu tanto avanti ca arriva a Volanti, va scannatu a tutti”. Erano di questo tenore le minacce che il sorvegliato speciale Mario Campailla, classe 1962, detto “Mariu u checcu”, aveva rivolto al sindaco di Comiso, al vice sindaco e ai suoi collaboratori. Ma la Polizia di Stato, Squadra Mobile, Digos e Commissariato di Comiso, lo hanno arrestato. Campailla Mariè un pluripregiudicato anche per aver fatto parte di un’associazione a delinquere di stampa mafioso e per questo e tutti gli altri reati commessi, data la sua pericolosità sociale, era destinatario della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza.
Nonostante le prescrizioni a lui imposte, in questi giorni ha più volte minacciato gli operai prima ed il Sindaco di Comiso Filippo Spataro dopo, per aver montato un palco in Piazza Fonte Diana a pochi passi dal bar della sua compagna ma di fatto gestito da lui.
L’uomo, infatti, voleva che il palco fosse montato in un’altra posizione perché i suoi clienti dovevano beneficiare degli spettacoli e che diversamente lui non avrebbe ricevuto il profitto sperato.
Il palco per gli spettacoli patrocinati dal Comune di Comiso era stato montato per diverse attività di intrattenimento, a spese dei commercianti della Piazza, che onestamente volevano attirare i clienti investendo del denaro con il benestare del Sindaco che ha concesso il suolo pubblico.
Campailla aveva più volte minacciato gli operai che addirittura avevano sospeso i lavori di installazione del palco perché intimoriti e si erano rivolti anche all’organizzatore.
Nonostante i tentativi di far capire che non potevano montare il palco in modo diverso, Campailla ha continuato a minacciare gli operai. Non contento di aver minacciato i lavoratori, così come riferito in atti di Polizia Giudiziaria, Campailla si è recato presso l’ufficio del Sindaco Spataro chiedendo conto e ragione del perché stava facendo montare il palco in quella posizione.
Il Sindaco più volte ha tentato di farlo calmare illustrando quali fossero i motivi di interesse pubblico che lo avevano portato a concedere l’uso del suolo pubblico e che gli altri commercianti stavano contribuendo ad offrire un servizio per i loro concittadini. A questo punto Campailla ha iniziato a minacciare il Sindaco asserendo che se avesse fatto montare il palco, lui “avrebbe appiccato il fuoco e che non aveva paura di tornare in galera”.
Nonostante le minacce il Sindaco ha mantenuto la sua posizione rispondendo fermamente che non accettava un comportamento simile.
Per tutta risposta Campailla ha continuato dicendo che “avrebbe dovuto avere paura di uscire da casa”. Dopo il sindaco, è stato il turno del vice sindaco: le minacce, infatti, sono continuate e sempre di questo tenore. A questo punto Spataro ha contattato la Polizia di Stato che immediatamente ha inviato il personale della Digos e del Commissariato per accertamenti. Spataro, infine, si è presentato in commissariato a Comiso per presentare una formale denuncia nei confronti di Campailla.
Il Sindaco, nel rappresentare i fatti reato subiti, dichiarava, tra le altre cose, che voleva essere da esempio per i suoi concittadini che più volte avevano lamentato il comportamento minaccioso di Campailla. Raccolta la denuncia e le testimonianze di numerose persone dipendenti e non del Comune di Comiso, la Squadra Mobile unitamente al personale del Commissariato si è recata presso l’abitazione del Sorvegliato Speciale Campailla, per condurlo dapprima negli uffici di Polizia e successivamente, dopo l’arresto, presso il Carcere di Ragusa.
Campailla negli uffici della Polizia di Stato, poco prima di andare via, ha anche fatto presente che “non sarebbe finita così”. La Polizia di Stato aveva arrestato Campailla ad Aprile in quanto aveva violato sempre le prescrizioni imposte dalla Sorveglianza Speciale di P.S. In quella occasione era stato colto in flagranza del reato per guida senza patente. Durante le operazioni di Polizia aveva minacciato gli agenti riferendo loro che “non avrebbero potuto più lavorare a Comiso”.

Irene Savasta