Cronaca Comiso 04/07/2015 12:53 Notizia letta: 3769 volte

Padre e figlio, professione rapinatori

Giovanni e Giuseppe Florindi
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Comiso - La Polizia di Stato – Squadra Mobile e Commissariato di Comiso – ha catturato Giovanni Florindi 50 enne vittoriese (pregiudicato per i seguenti reati: rapina a mano armata, guida senza patente, ricettazione, furti aggravati e tentato omicidio) ed il figlio Giuseppe Florindi , 23 enne, guida senza patente, entrambi residenti a Comiso. Sono accusati del reato di rapina aggravata, in quanto in concorso tra loro, al fine di trarne un ingiusto profitto, si introducevano nell’abitazione della vittima e con minaccia si impossessavano di tutto il denaro e degli oggetti in oro.

LA GENESI DELL’ATTIVITA’ INVESTIGATIVA

A seguito di diverse rapine in abitazione consumate ai danni di cittadini comisani, così come di Modica e Scicli (in particolar modo), la Polizia di Stato ha dato impulso ad ogni attività d’indagine al fine di poter risalire agli autori dei gravi fatti reato. Fortemente preoccupati che durante l’esecuzione di tali reati qualcuno potesse addirittura rimanere ucciso, date le modalità di esecuzione le attività di ricerca dei rapinatori sono state il primo obiettivo degli uffici di Polizia.
A seguito delle rapine in abitazione la Squadra Mobile e personale del Commissariato di Comiso si recavano sui luoghi del delitto al fine di poter trovare uno spunto investigativo, immagini delle telecamere, testimoni oculari, ogni dettaglio era utile.
Dopo aver raccolto la denuncia da parte delle vittime in modo dettagliato, gli investigatori si concentravano sulle fattezze fisiche degli autori e sull’inflessione dialettale.
Inizialmente la Polizia era davanti ad un rebus quasi irrisolvibile ma, con tenacia e grande senso del dovere, la chiave di volta è stata trovata in un numero di targa che era stato notato in zona dai poliziotti pochi giorni prima una delle rapine consumate all’interno di un’abitazione, elemento confermato da un cittadino che aveva appuntato un parte della targa dello stesso veicolo.
Il gruppo criminale, con molta probabilità, era sempre lo stesso, molti gli elementi che collegavano le rapine fatte in territorio di Modica da quelle fatte a Comiso e Scicli ma nulla che potesse portare direttamente ad una persona o un gruppo.
Dagli accertamenti sulla targa emergeva che l’auto fosse in uso alla famiglia Florindi e che Giovanni fosse pluripregiudicato e conosciuto dalla Polizia in quanto viveva dei proventi di fatti reato da diversi anni.

L’INDAGINE

La Procura della Repubblica, su richiesta della Polizia di Stato, autorizzava d’urgenza il rilevamento della posizione gps dell’auto, così padre e figlio erano costantemente monitorati.
La preoccupazione che durante le rapine qualcuno potesse anche perdere la vita, in quanto vittime preferite erano gli anziani, era tanta.
Oltre all’attività di pedinamento elettronico, veniva installato un sistema di intercettazione delle conversazioni tra i presenti in auto che ha permesso di raccogliere elementi di prova a carico dei due.
• L’attività preparatoria:

Significativi già i primi dialoghi intercettati, padre e figlio effettuavano degli accurati sopralluoghi, commentando in auto le difficoltà che avrebbero trovato al momento dell’ingresso in casa, gli abitanti dell’immobile, i sistemi d’allarme e la presenza di cani, questi erano i loro controlli preliminari, per poi passare alla via di fuga in caso dell’arrivo dei “bastardi” (la Polizia).
Il giovane Florindi in auto con la fidanzata, più che pensare al loro rapporto sentimentale o ad utilizzare l’auto come alcova, commentava costantemente gli immobili di interesse per le rapine da compiere unitamente al padre “questa casa è bella, una bella villa, devono avere un mare di soldi e ci abitano vecchi”.
Padre e figlio durante i sopralluoghi insultavano pure le potenziali vittime, colpevoli di non essere anziani o di avere l’allarme in casa: “mettono l’allarme, scassano la minchia” – “stasera vorrei andare a fare la nottata, mi dice la testa che lì la vecchia nasconde le cose dentro”.

• La rapina consumata

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Florindi Giovanni racconta al figlio la rapina commessa la sera prima ai danni di un uomo della sua età e le difficoltà che aveva incontrato.
“Sono entrato dentro l’abitazione e credevo fosse un anziano, invece era uno della mia età, ho dovuto prendere una spranga in ferro e minacciarlo. C’era cagnolino ma non è stato un problema, appena l’ho visto ho preso una pietra e gliel’ho spaccata in testa; mi ha implorato di andare via che stava arrivando sua moglie malata di cuore che era di rientro con suo figlio; ho pensato, se viene con suo figlio finisce che li devo ammazzare e quindi non ho continuato e me ne sono andato; mentre scappavo sentivo i cani abbaiare, lo sai come funziona, poi urla di qua e urla di la, neanche ho fatto 500 metri che i bastardi (Polizia) erano a portata di mani (erano vicini), questi cornuti, erano in mezzo ai terreni anche loro ed ho incominciato a saltare le recinzioni, i cani continuavano ad abbaiare mentre passavo tra i campi, bau bau, non ce la facevo più”
Il padre nel raccontare al figlio quanto accaduto durante la rapina, si vantava raccontando poi cose mai fatte da lui, la fuga con salti rocamboleschi ed acrobazie erano solo frutto della sua fantasia, anche perché le condizioni fisiche del soggetto (particolarmente grasso) non gli avrebbero permesso simili gesti atletici.

Registrati i diversi episodi di rapine in casa consumate negli ultimi mesi, le modalità di esecuzione e dopo aver intercettato conversazioni di questo tenore, dati i gravissimi precedenti penali di Florindi padre (tra gli altri rapine e tentato omicidio), la Procura della Repubblica di Ragusa richiedeva ed otteneva subito l’applicazione della misura cautelare in carcere per i due congiunti, al fine di evitare il peggio.
In tempi record, il G.I.P. presso il Tribunale di Ragusa ha esaminato gli elementi raccolti dalla Polizia di Stato che pochi minuti dopo il mandato di cattura era già sotto casa dei Florindi per attendere il loro rientro per cena.
Appena giunti davanti l’uscio, si attendeva prima l’arrivo di uno e poi quello dell’altro. Non appena i due criminali sono stati visualizzati entrambi, si è proceduto al blitz circondando la casa e facendo irruzione.
Pochi secondi e i due soggetti erano già con le manette ai polsi e perquisiti, nessun tentativo di fuga, anche perché non avrebbero potuto scappare, gli uomini della Polizia di Stato erano praticamente ovunque.
A casa, la perquisizione non ha permesso di raccogliere altri elementi di interesse investigativo, così, i due catturati sono stati condotti negli uffici della Squadra Mobile di Ragusa per la notifica dell’ordinanza ed una volta fotosegnalati dalla Polizia Scientifica sono stati privati della libertà.
“La Polizia di Stato di Ragusa ha portato a termine un’operazione delicata nei confronti di due pericolosi soggetti dediti, dapprima allo studio preliminare delle vittime, per poi passare all’esecuzione dei reati. Anche questa volta, è stato fondamentale l’aiuto di un cittadino che ha segnalato agli investigatori un numero di targa di un’auto sospetta. A volte basta un semplice dettaglio per la Polizia, un particolare, come in questo caso un numero di targa, per permettere di assicurare alla giustizia pericolosi criminali”.

“Bisogna prestare la massima attenzione nel riferire le proprie abitudini ad estranei ed essere sempre prudenti, adottando ogni precauzione per la protezione di se stessi e delle abitazioni”.

“La Polizia di Stato di Ragusa consiglia a tutti i cittadini, proprio in questo periodo di vacanze dove abitualmente si lasciano le proprie abitazioni incustodite, di prestare la massima attenzione ed adottare ogni accorgimento per scongiurare l’accadimento di fatti reato. Primo tra tutti i consigli è quello di monitorare il proprio quartiere, chi rimane in casa può fungere da sentinella per chi si allontana l’intera giornata verso il mare o in vacanza per più giorni. L’aiuto reciproco tra vicini di casa è di grande utilità”.

“Possiamo affermare di aver posto fine ad un gruppo criminale spregiudicato che sospettiamo possa essere responsabile anche delle rapine commesse nei mesi scorsi a Scicli, Modica e Comiso. Stiamo lavorando proprio per accertare la loro responsabilità per gli altri fatti reato ma, non possiamo escludere che in Provincia possano essere presenti altri gruppi criminali distinti”.

Redazione
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