Cronaca Santa Croce Camerina 15/07/2015 10:47 Notizia letta: 1669 volte

Stalking, tunisino perseguita tunisina

Fine di un incubo per una 35enne
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Santa Croce Camerina - Nella serata di ieri i Carabinieri di Santa Croce Camerina hanno scritto la parola “fine” su quello che era ormai diventato un vero e proprio incubo per una 35enne tunisina residente nel borgo marinaro ibleo.
Si tratta di una storia purtroppo non infrequente nelle cronache di questi anni: un matrimonio infelice, la scelta della separazione, l’incapacità – per lui – di accettare la libera autodeterminazione della donna. E l’inizio delle condotte persecutorie.

Questa storia andava avanti da anni. Prima i litigi, sempre più frequenti e senza alcun reale motivo. Poi le grida, gli insulti, le minacce, e infine, in un copione già scritto, le botte. Vittime di questi scatti d’ira e di violenza erano la donna e i figli, minorenni, della coppia.
La situazione sarebbe potuta precipitare, se la donna non avesse trovato la forza di rivolgersi alle Istituzioni, di bussare alla caserma dei Carabinieri. Invece, fortunatamente, dopo settimane e settimane di sopportazione, questa forza l’ha trovata.
Gli uomini dell’Arma hanno subito percepito la delicatezza del caso, ed hanno messo in moto la macchina investigativa. Sono state raccolte testimonianze ed elementi oggettivi che hanno dato forma, giorno dopo giorno, ad un quadro indiziario inequivocabile.
Pertanto, senza ulteriori indugi, i Carabinieri hanno chiesto e ottenuto una misura cautelare a carico dello “stalker”, cui sono stati contestati i delitti di “Atti persecutori” (c.d. stalking) e di “Maltrattamenti contro familiari e conviventi” (tanto più odioso in quanto perpetrato in pregiudizio dei minori).
L’uomo, M.H. , nella serata di ieri, è stato rintracciato dai Carabinieri di Santa Croce Camerina, che lo hanno tratto in arresto in esecuzione dell’Ordinanza di Custodia Cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Ragusa. I Carabinieri hanno quindi condotto l’arrestato presso la sede del Comando Provinciale, in Piazza Caduti di Nassirya.
Una volta ultimate le formalità di rito, l’uomo è stato tradotto presso la propria abitazione, ove è stato ristretto in regime di arresti domiciliari.

Redazione
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