Appuntamenti Ragusa 23/07/2015 09:23 Notizia letta: 2010 volte

La lupa, suspiri d'amuri

Il 10 agosto a Donnafugata
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Ragusa - Andrà in scena il 10 agosto, al Castello di Donnafugata, “La Lupa - Suspiri d’Amuri”, Opera Moderna tratta dalla novella di Giovanni Verga. 

La produzione musicale è affidata ad Alberto Fidone che ha curato la composizione di alcune parti musicali con Salvo Guglielmino, autore e compositore dell’opera.

In questa nuova versione de “La lupa”, rappresentata attraverso un’opera musicale contemporanea, evidenzio l’esplodere della passione della Lupa per il bel giovane Nanni ed il soddisfacimento del suo insaziabile sentimento carnale, raggiungibile adesso attraverso l’uso della figlia Maricchia, diventata ormai vittima sacrificale.
Attraverso la narrazione del primo compiersi del rapporto incestuoso la connivenza di Nanni, che non si delinea solo come una vittima, poiché è tangibile la volontà del ragazzo di incontrare e rincontrare la donna, metto in risalto La sua follia dettata dalla passione insoddisfatta.
In quest’opera il personaggio di Maricchia subisce un’evoluzione al concretizzarsi dell’incesto; anch’essa assumerà in parte la caratteristica peculiare della madre, seppur attenuata.
“Ora ama quell’uomo che gli è stato dato con una certa brutalità”
La morte aleggia in quasi tutte le scene in cui è presente la Lupa, spietata e sensuale nello stesso tempo.
Una nuova e suggestiva forma narrativa affidata ad un Nanni “ranni” (adulto) che racconta e rivive una storia – che visse da protagonista -in cui eros e morte, desiderio e colpa, orgoglio e passione, diventano i vettori trainanti.
Nanni maturo e consapevole si muove tra passato e presente, tra l’amore e la morte.
L’incesto, nel tempo, si è tramutato in passione, attrazione, rimorso, rimpianto; ma non è più un incantesimo infernale in cui si sente intrappolato.
La sequenza conclusiva è introdotta dalla minaccia del povero Nanni: “Non ci venite più nell’aia, perché se tornate a cercarmi, com’e vero Iddio, vi ammazzo!”.
La Lupa obbedisce solo alla forza della propria passione e ad essa rimane fedele fino a sfidare la morte.
La morte rappresenta, infatti, il momento di massima affermazione del personaggio che è disposto a sacrificare anche la prospettiva della propria vita per rimanere coerente con i propri ideali.
“Non si arretrò di un sol passo, non chinò gli occhi, seguitò ad andargli incontro, con le mani piene di manipoli di papaveri rossi”
Nel’epilogo incontriamo un Nanni maturo, a cui avevo affidato parte della narrazione dell’opera stessa, con la sua disperazione, ancora evidente.
Anche nel tempo, il binomio amore-morte resta ancora inscindibile. 

Redazione
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