Economia Ragusa 27/07/2015 12:48 Notizia letta: 3599 volte

30 mln di royalties a Ragusa. Parla Pica

L'amministratore di Irminio Srl
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Ragusa - Solo quest’anno il Comune di Ragusa ha ricevuto come royalties dalle società petrolifere circa 30 milioni di euro. Un quarto del bilancio comunale. Lo si deve alle società che cercano petrolio. Tra queste ormai da decenni la Irminio srl, alla cui guida il dott. Antonio Pica, e che di recente ha ottenuto una nuova concessione. Gli abbiamo posto alcune domande anche rispetto alla questione ambientale.

Quali sono le garanzie che la sua società può dare per tranquillizzare tutti, senza fermarsi al fatto che finora non ci sono stati incidenti gravi?
“Quando si perfora un pozzo le pareti vengono rivestite con tubi metallici cementati tra loro. Sono ben tre gli strati di cemento e acciaio che isolano la sezione centrale del pozzo dagli strati di terreno attraversati. Viene così garantito l’isolamento totale delle falde acquifere. Inoltre i cosiddetti fanghi di perforazione, che servono per lubrificare e raffreddare lo scalpello perforante e a trasportare in superficie i detriti, sono composti da sostanze biodegradabili. Nella perforazione degli strati più superficiali in cui si attraversano le falde acquifere, al posto dei fanghi di perforazione si utilizza acqua, in modo da evitare qualsiasi eventuale influenza sulle falde. Il piazzale che ospiterà i nuovi pozzi sarà impermeabilizzato e non consentirà l’infiltrazione nel terreno di alcun fluido. Costruiremo inoltre un sistema di canalizzazione che raccoglierà anche l’acqua piovana. Massima sicurezza, dunque”.

Gli ambientalisti rilevano che le concessioni stiano sempre più aumentando e dunque il territorio è sempre più a rischio perché è sempre più interessato dalle concessioni.
“Non è vero. In terraferma le concessioni di coltivazione, ovvero produzione, in Sicilia sono 14, e tali sono da molti anni. I permessi di ricerca attivi sono 5. Numeri costanti da anni. L’affermazione si basa probabilmente sulla classica confusione ingenerata dall’ampiezza geografica dei permessi di ricerca, che sono nulla più che aree amministrative che le istituzioni preposte assegnano alle società petrolifere, che così hanno a disposizione una zona delimitata che vedrà, forse, la realizzazione di un’attività di ricerca. Per quanto riguarda i nuovi pozzi di Buglia Sottana di Irminio, confermo che l’area di interesse misura circa 22.000 mq, in cui una struttura di circa 150 per 80 metri, un campo di calcio o poco più, ospiterà gli strumenti di perforazione. L’area rimarrà tale anche se sarà confermata la scoperta petrolifera. Parlare di invasione delle trivelle è falso e fuorviante”.

L’ultima vicenda che riguarda l’Irminio e i permessi del Comune di Ragusa, dopo un anno di attesa, è sintomatica di un braccio di ferro nato senza un ben preciso motivo visto che anche gli altri enti competenti avevano già dato parere positivo. Ed allora, come sarà questo nuovo impianto a Buglia Sottana?

“Nel programma di sviluppo del giacimento, Irminio ha avviato l’iter autorizzativo per tre nuovi pozzi in Contrada Buglia Sottana, circa 1,3 km a nordest degli attuali pozzi produttivi. Il progetto prevede essenzialmente 3 fasi operative: realizzazione della postazione di sonda; perforazione dei tre pozzi con un’unica postazione per minimizzare l’impatto ambientale e ridurre i tempi; prova di produzione per verificare la produttività del giacimento. Nel caso l’esito della prova fosse negativo, i pozzi verranno “chiusi minerariamente” e si procederà alla messa in sicurezza e al ripristino ambientale alle condizioni preesistenti. Nel caso l’esito del sondaggio fosse positivo, i pozzi verranno “completati” e allacciati alla produzione. Queste ultime fasi verranno sottoposte a valutazione di compatibilità ambientale. Irminio ha provveduto preventivamente a una serie di attività di studio del territorio, in modo da avere un quadro della situazione ambientale esistente”.

In passato avete invitato gli ambientalisti a visitare i pozzi, un invito declinato. Reiterate l’invito?
“Il no di Legambiente Ragusa ci ha stupiti: pensavamo volessero approfondire come opera una realtà produttiva presente da 30 anni a Ragusa, visto che ne parlano spesso senza un’oggettiva conoscenza. Siamo sempre disponibili al dialogo e a mostrare a tutti quello che facciamo e come lo facciamo. Trasparenza massima”.

Michelangelo Barbagallo
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