Appuntamenti Modica 31/07/2015 14:49 Notizia letta: 2107 volte

I carrubi di Favarotta e Favarottella di Benedetto Macca, in mostra

Dal 7 al 16 agosto, a Le Case degli Avi
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Modica - Nell’ambito della rassegna estiva di IngegniCultura e Si-Moutique “Arte e Cultura tra Musei & Territorio”, dal 7 al 16 agosto negli ambienti del Museo diffuso “Mùrika, racconti di pietra” presso Le case degli Avi a Modica Alta, Benedetto Macca, giudice bresciano di origine siciliana , con la sua mostra fotografica vuole stimolarci a ragionare intorno all'ineffabile fascino della natura e alla imprevedibili forme della sua mutazione nel tempo.
Il soggetto scelto per questa serie di immagini, l’albero di carrubo, è davvero dei più affascinanti. L’autore torna nella sua Sicilia e ci fa conoscere, nel senso più profondo della parola, una serie di alberi, veri e propri monumenti della cultura di questo nostro paese. Alcuni di essi affondano le loro radici in una storia millenaria che ci riporta fino al tempo lontano dei conflitti fra il papato e gli imperatori del Sacro Romano Impero, all’alba dell’anno mille. Gli studiosi ipotizzano che almeno uno di essi abbia aperto lo sue prime gemme quando la penisola godeva della pace di Augusto. Si tratta di carrubi e ulivi monumentali della zona di Favarotta di Modica, della contrada Cammaratini sempre a Modica e di Ioria, contrada Favarottella, sul confine fra le provincie di Ragusa e Siracusa.
Gli alberi scelti come soggetti di queste immagini hanno tronchi di grandi, anzi di grandissime dimensioni, che raggiungono in qualche caso una circonferenza di quasi venti metri. Più che di tronchi, sarebbe più esatto parlare di corpi, vista la loro inesauribile vitalità, che mentre mostra tutti i segni del tempo evidenzia la forza incontenibile della natura.

Le immagini di Macca, come sempre in bianco e nero, sono fondate su un mirabile lavoro che si basa, grazie all'uso sapiente e via via sempre più raffinato delle tecniche di ripresa e a quella artigianale capacità di elaborazione delle immagini che è la cifra del vero artista, sull'intera gamma dei grigi. Un paziente e raffinato lavoro gli permette di offrirci una rappresentazione della natura che appare con il passare degli anni sempre più trascendere la dimensione della tradizionale fotografia. Quella che ne emerge è una esperienza artistica del tutto unica che, mentre conserva la dimensione profonda della realtà, si iscrive in un contesto estetico davvero esemplare.
Difficile non rimanere incantati davanti alla rappresentazione di quell'intrico di radici, e a quell’incredibile labirinto di elementi che presentano una qualche somiglianza con le canne di un immenso organo: possenti strutture che nonostante il flusso del tempo continuano a lanciare verso il cielo una serie infinita di rami carichi di foglie e di frutti. 

In quegli sterminati luoghi – dove i muri a secco si rincorrono, tracciando un fitto reticolo che lascia immaginare linee di confine ben determinate tra grano e vigneti, tra agrumi e masserie – si stagliano cattedrali naturali: i carrubi.

Luce, pietra, muri a secco e carrubi secolari sono gli elementi caratteristici ed identitari di questo meraviglioso angolo degli Iblei, luogo di conservazione e narrazione di saperi della Sicilia sudorientale, leitmotiv del progetto Si-Moutique (Sistema Identitario Modica). 

Redazione
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