Lettere in redazione Modica 31/07/2015 11:42 Notizia letta: 3258 volte

Auto con le ganasce a Marina di Modica

Parla il capogruppo Pd, Ivana Castello
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Modica - Il 28 luglio Marina di Modica è stata interessata ad un ingorgo che non ha eguali da quando il grazioso centro balneare è stato realizzato ed è divenuto meta, mi riferisco agli anni sessanta e ai primi anni settanta, di un ragguardevole numero di visitatori e turisti. Erano tempi d'oro, la frazione era affollatissima, ma di queste traumatiche oltre che eclatanti situazioni non se ne sono mai viste. L'accaduto è interessante e si presta a molteplici considerazioni, ma non è mia intenzione allargarne la trattazione oltre la notizia e la preghiera al Sindaco perché intervenga per rimuoverne le cause.
Alle 16 e 10 un autobus dell'AST sarebbe dovuto partire da Marina di Modica per recarsi a Sampieri ma, pochi metri dopo l'imbocco del corso Mediterraneo, non è stato in condizione di procedere poiché un'auto, una Mercedes benz, ne impediva il passaggio. Sin qua chiunque potrebbe pensare che sarebbe bastato rimuovere l'auto e tutto poteva restare come prima, ma non è così. L'auto era stata parcheggiata nel pieno rispetto della segnaletica, in particolare delle strisce bianche a spina di pesce segnate sul piano stradale. Nulla può contestarsi in tal senso al suo titolare. Era solo prescritto che si potesse parcheggiare per mezz'ora ma, uscendo il titolare, qualunque altra auto, Mercedes e simili, avrebbe potuto essere collocata al suo posto senza che il problema cambiasse di una virgola. A farla breve, in somma, ciò che impediva il passaggio dell'autobus era la lunghezza dell'auto, non certamente la durata del parcheggio.
L'autobus è rimasto fermo dalle 16 e 10 sino alla 17 e 50: un'ora e quaranta minuti, poiché il titolare della Mercedes non è stato individuato e perché il carro-attrezzi per la rimozione, partito da Pozzallo, è arrivato alle 17 e 30.
Il ritardo si è ripercosso sull'itinerario del bus, che ha mancato di svolgere il proprio servizio nei centri di Sampieri, Modica e Ragusa. Questo per limitarci ai viaggi che sono saltati e agli sconvolgimenti prodotti in tanta gente che ha aspettato inutilmente il servizio pubblico per spostarsi. Per non parlare del fatto che il Comune potrebbe essere chiamato a risarcire i danni prodotti verso l'Azienda Trasporti Siciliani e quelli causati verso i cittadini. Ma guardiamo anche altri due aspetti per nulla secondari rispetto a quanto già detto. L'auto parcheggiata nel rispetto delle delimitazioni (a spina di pesce), poteva essere rimossa? E' una domanda che volgo al Sindaco e all'Assessore. Secondo me, se il suo titolare ha rispettato le norme del corretto parcheggio, e le ha rispettate, l'auto non poteva essere rimossa; quanto meno non a spese del suo titolare. Se invece ha infranto la norma che prescriveva una durata limitata della sosta, supponiamo di mezz'ora, mi pare potesse essere costretto a pagare la multa prescritta. Se l'analisi compiuta è corretta, il Comune potrebbe essere chiamato a rimborsare anche l'utente per il costo sostenuto.
La sottoscritta nei giorni scorsi ha dato un primo allarme, poiché erano stati realizzati due discutibili parcheggi proprio all'imbocco di Corso Mediterraneo. Bisogna dire, però, che l'Amministrazione è intervenuta immediatamente e ha rimediato all'errore; debbo domandarmi, tuttavia, se sia necessario che ogni volta intervenga qualcuno, terzo rispetto all'Amministrazione, per dire quel che si deve fare o non fare in materia di parcheggi. I tecnici del Comune, alcuni notoriamente competenti, non potrebbero, prima che si verifichi qualche altro disagio, verificare, metro in mano, come si situano le macchine ove rispettino i parcheggi delimitati?
L'ultimo aspetto riguarda il fatto che è stato tracciato un parcheggio, sempre a spina di pesce, davanti al cancello dell'abitazione di una Signora. La Signora non abita stabilmente a Marina di Modica e non utilizza l'ingresso come passo carrabile. Conosco la norma che permette al Comune di segnare un parcheggio davanti al cancello, purché sia segnato a non meno di un metro da esso; ma siamo ai limiti dell'arroganza. Il Comune, a rigore, dovrebbe lasciar libero l'intero varco, non foss'altro che per permettere ad un'autoambulanza di intervenire speditamente, ove di necessità, per le persone che abitano la casa. Dobbiamo pensare che il fiscalismo pubblico si esprime al sommo grado con siffatte soluzioni, per poi spendere male le somme sottratte ai cittadini, magari in parcheggi delimitati qualche notte in cui anche la luna si nasconde davanti alle imperizie comunali?

Ivana Castello