Attualità Chiaramonte Gulfi 01/08/2015 16:26 Notizia letta: 2382 volte

Neoclassico, liberty, in una parola, siciliano

Passeggiata
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Chiaramonte Gulfi - Anche l’appuntamento di ieri sera organizzato dallo storico Giuseppe Cultrera ha avuto un grandissimo successo di pubblico. Il quinto appuntamento di “Per le antiche vie – passeggiate sotto le stelle”, ha proposto ieri sera un itinerario classico e Liberty. La serata di ieri è stata dedicata ad un architetto neoclassico, Nicola Ragusa e ad un ingegnere che era anche un architetto, Giuseppe Gafà. Inoltre, si è ampiamente parlato anche di un pittore-decoratore, Antonino Cannì, aiuto del più celebre Duilio Cambellotti. La compagnia, partita dai giardini comunali, ha effettuato una prima sosta in corso Umberto, luogo in cui sorgeva l’antico teatro comunale, un edificio neoclassico opera di Nicola Ragusa purtroppo demolito nel 1954 in occasione in occasione dei festeggiamenti per l’incoronazione della Madonna di Gulfi, in quanto ritenuto pericolante. Dell’opera, infatti, non rimane niente. La parte centrale della visita, invece, è riservata al palazzo comunale. L’intera compagnia, infatti, ha avuto l’opportunità di visitare l’aula consiliare. Il palazzo comunale, originariamente edificio religioso con annessa chiesa dei Francescani (oggi Sala Sciascia), è stato ristrutturato negli anni ’30 da Gafà. L’imponente facciata della chiesa di San Francesco, invece, è opera dell’architetto Nicola Ragusa ed è del 1874. Entrati in aula consiliare, lo storico d’arte Giorgio Flaccavento ha parlato invece delle tempere murali che abbelliscono l’aula consiliare, opera del Cannì. Diventato aiuto del Cambellotti, rimase comunque sempre un artista confinato in ambito locale. All’interno del secondo dei quattro rettangoli decorativi del soffitto, realizzati in epoca fascista, sono rappresentate la Concordia, la Giustizia, la Libertà e la Verità. Nel riquadro successivo, Giove caccia dall’olimpo i Giganti che si sono ribellati. L’opinione di Flaccavento è che queste tempere, nonostante siano state realizzate in un periodo storico in cui vi era la forte esaltazione della virilità e il culto della personalità unica, risultano parecchio discordanti con i modelli imposti dal fascismo: vi è, piuttosto, l’esaltazione della virtù e non della forza. Inoltre, anche le scritte in latino ai lati dell’aula parlano di buon governo e legge e non di esaltazione militare e dispregio degli statuti. I riquadri, insomma, rappresentano sicuramente un unicum di quel periodo. Ospite della serata, oltre allo storico Flaccavento, anche la nipote dell’architetto Gafà, Elena Iannizzotto, che ha regalato al pubblico un ricordo affettuoso del nonno.

Irene Savasta