Appuntamenti Scicli 03/08/2015 20:20 Notizia letta: 2176 volte

A Scicli l'intervistatore del Pm Nino Di Matteo

Salvo Palazzolo
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Scicli - Attesa per l’incontro a Scicli col giornalista di “Repubblica” Salvo Palazzolo, che col PM Nino Di Matteo ha scritto “Collusi. Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia” (Rizzoli): Giovedì 6 Agosto alle 21.30 nel cortile del Carpentieri (via Mormina Penna 38, Scicli; l’ingresso è gratuito)
La serata fa parte delle “Conversazioni a Scicli”, gli appuntamenti organizzati dal “Brancati” di Scicli per l’Estate 2015.

NINO DI MATTEO E SALVO PALAZZOLO
Di Matteo è nato a Palermo nel 1961; ha indagato sulle stragi in cui sono stati uccisi Falcone e Borsellino e gli agenti delle scorte, oltre che sugli omicidi di Rocco Chinni-ci ed Antonino Saetta; per l'omicidio Chinnici ha rilevato nuovi indizi sulla base dei quali riaprire le indagini e ottenere in processo la condanna anche dei mandanti, riconosciuti in Ignazio e Antonino Salvo, mentre per l'omicidio Saetta ha ottenuto l'irrogazione del pri-mo ergastolo per Riina. Si è occupato dei rapporti tra cosa nostra ed alti esponenti delle istituzioni; è attualmente impegnato nel processo a carico dell'ex prefetto Mario Mori, in re-lazione ad ipotesi di reato eventualmente connesse alla trattativa Stato-mafia. Titolare - nel solco del lavoro di Chinnici, Falcone e Borsellino - di un’inchiesta che fa paura a tanti, è il magistrato più a rischio del nostro Paese. Le indagini che ha diretto e continua a dirigere lo hanno reso il bersaglio numero uno dei boss più influenti: Riina e Messina Denaro. Le parole del pm, raccolte da Palazzolo in “Collusi”, offrono una testimonianza diretta e auto-revole sulle strade più efficaci per contrastare lo strapotere dei clan. E lanciano un grido d’allarme: Cosa nostra non è sconfitta, ha solo cambiato faccia: è passata dal tritolo alle fre-quentazioni nei salotti buoni, facendosi più insidiosa che mai; anche se le bombe tacciono, il dialogo continua: tra politica, lobby, imprenditoria e logge massoniche si moltiplicano i luoghi franchi in cui lo Stato è assente. Di Matteo condivide con il lettore la propria profon-da comprensione del fenomeno mafioso di oggi. Così, tra denunce e proposte, il libro per-mette di gettare uno sguardo ai meccanismi con cui Cosa nostra si è insinuata nelle logiche economiche, sociali e politiche del nostro Paese. Un’opera che si rivolge a tutti, perché è dalle azioni di ciascuno che deve partire il contrasto alla criminalità.
Salvo Palazzolo è nato nel 1970 a Palermo. Ha collaborato coi quotidiani L'Ora, il manifesto, La Sicilia, occupandosi di cronaca giudiziaria. Dal 1999 è redattore de La Re-pubblica. Nel 2004 ha intervistato in carcere il capomafia Pietro Aglieri; ha poi rivelato la trattativa segreta fra i boss e un gruppo di sacerdoti, che dopo le stragi Falcone e Borsellino avrebbe dovuto portare alla dissociazione di alcuni mafiosi da Cosa nostra.
Ha scritto, fra l’altro Falcone Borsellino. Mistero di Stato (2002) e Voglia di mafia. La metamorfosi di Cosa Nostra da Capaci ad oggi (2005, con Enrico Bellavia); Bernando Provenzano. Il ragioniere di Cosa Nostra (2006, con Ernesto Oliva); Ti racconterò tutte le storie che potrò, intervista ad Agnese Borsellino (2013).
Col magistrato Nino Di Matteo (Palermo, 1961) ha scritto Collusi. Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia (Rizzoli, 2015).

CRISTINA CASSAR SCALIA
Le “conversazioni” si concluderanno Mercoledì 12 Agosto alle 21.30 (sempre nel cortile del Carpentieri) con la scrittrice Cristina Cassar Scalia, con un dialogo sul romanzo “Le stanze dello scirocco” (Sperling & Kupfer).
Cristina Cassar Scalia è nata nel 1977 ed è di Noto. Medico chirurgo specialista in oftalmologia, vive e lavora a Catania. Il suo primo romanzo, La seconda estate (2014), è stato insignito del Premio Internazionale Capalbio ed è stato tradotto in Francia. Per Le stanze dello scirocco (2015) l'autrice ha scelto come teatro la sua terra, la Sicilia: è il 1968 quando il notaio Saglimbeni decide di tornare in Sicilia con la famiglia, dopo una lunga as-senza. Vittoria, la figlia più giovane, indipendente e contestatrice ma legata al padre, non ha potuto che assecondare il suo desiderio e trasferirsi in quella terra sconosciuta che da sem-pre lui le ha insegnato ad amare. Per Vicki, cresciuta a Roma e appassionata di fotografia e di auto da corsa, a Montuoro, l'impatto con una società conservatrice, ai suoi occhi maschi-lista, formale e schiava dei pregiudizi, è destabilizzante. In mezzo a tante conoscenze, sa-ranno poche vere amicizie ad aiutarla a inserirsi nella realtà del paese. Quello di Diego Ra-nieri è un nome ricorrente negli ambienti a lei più vicini, un volto conosciuto che all'im-provviso entra con prepotenza nella sua vita; ombroso e sfuggente, ancorato a una mentalità assai diversa dalla sua ma capace di legarla a sé come nessun altro, Diego porta i segni di un passato doloroso da cui stenta ad affrancarsi, e con cui lei dovrà fare presto i conti. Divisa tra sentimento e orgoglio, Vicki trova nella facoltà di Architettura di Palermo, in piena oc-cupazione, un rifugio in cui sentirsi meno estranea. Armata di macchina fotografica, inizia a scoprire la città, a conoscerne la bellezza enigmatica e i lati oscuri, fino a rimanerne strega-ta. E proprio per le strade di Palermo la sua storia s'intreccerà con quella, drammatica, di zia Rosetta, la cui apparenza mai lascerebbe intuire cosa nasconde il suo passato. Due donne unite dal coraggio con cui affrontano le prove che la vita ha loro riservato. Sullo sfondo di palazzi nobiliari e aspri paesaggi di campagna, le vicende di due famiglie colte in un impor-tante momento storico ci conducono attraverso una Sicilia indolente e sensuale, al cui fasci-no è impossibile sottrarsi.

Redazione
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