Cronaca Pozzallo 03/08/2015 14:44 Notizia letta: 2475 volte

Si batte il petto lo scafista arrestato

E' tunisino
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Pozzallo - Ancora sbarchi sulle coste ragusane. Sono 360 migranti, quasi tutti eritrei e sudanesi, arrivati a Pozzallo che fremono per raggiungere il nord Europa, dove hanno parenti e amici già lì da anni. Tra loro un solo tunisino, comandante del peschereccio fatiscente e indicato come unico responsabile della traversata: si chiama AENOURI Mehamad, nato in Tunisia nel ‘94 ed è stato sottoposto a fermo di Polizia. I migranti provenienti tutti dall’Eritrea e dal Sudan, in parte sono stati ospitati presso il C.P.S.A. di Pozzallo ed altri subito trasferiti in centri presenti sulla penisola italiana. Alle ore 14:40 di giorno 1 luglio, la nave “Asso Ventinove” dell’Augusta Offshore S.p.A., dopo aver avvistato un’imbarcazione con numerosi migranti a bordo, ha informato immediatamente le autorità italiane. Alle ore 15 è stato disposto il recupero di tutti i migranti e, in conseguenza di tale disposizione, alle ore 15:30 la nave “Asso Ventinove” ha affiancato l’imbarcazione e ha proceduto alle operazioni di trasbordo, iniziate alle successive ore 15:45. Tali operazioni si sono concluse alle ore 16:25, e hanno permesso di accertare che i migranti trasbordati erano 361. Al termine del trasbordo dei migranti la nave “Asso Ventinove” ha fatto rotta verso il porto di Pozzallo giunta alle ore 15:15 del 2 luglio e dove si è proceduto allo sbarco di tutti i migranti, ospitati presso il C.P.S.A. Gli uomini della Polizia di Stato - Squadra Mobile Questura di Ragusa - con la partecipazione di un’aliquota di Carabinieri ed una della Guardia di Finanza hanno concluso le prime fasi delle indagini in poco più di 6 ore, record per gli investigatori. Gli investigatori hanno riconosciuto subito lo scafista. Abbigliamento, segni di una marcata abbronzatura, grasso del motore sulle mani, provenienza geografica, sono degli indici rivelatori fondamentali. Pochi istanti dopo il sopralluogo sul rimorchiatore “Asso 29” ed il tunisino era già stato individuato e condotto negli uffici della Squadra Mobile presso il CPSA di Pozzallo. Sottoposto ad interrogatorio non ha voluto confessare in alcun modo ma i racconti dei passeggeri hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a suo carico. Al termine delle indagini il presunto scafista è stato condotto in carcere a Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Mediamente i migranti hanno pagato 1.500 dollari ciascuno, quindi all’organizzazione criminale sono andati circa 550.000 dollari. Nel 2015 sono 84 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 199 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.

Irene Savasta