Attualità Chiaramonte Gulfi 06/08/2015 12:14 Notizia letta: 2214 volte

I tanti profili imperfetti degli Skiffariati

A teatro
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Chiaramonte Gulfi - E’ andato in scena ieri sera, in un’affollatissima piazza Duomo, il nuovo spettacolo della compagnia teatrale Skiffariati dal titolo emblematico: “Profili Imperfetti”, un lavoro ibrido, a metà strada fra la commedia brillante e il cortometraggio, sicuramente figlio della contemporaneità che ha cercato di far saltare tutti gli schemi del teatro classico, pur avendo di fondo una storia semplice. La compagnia ha dimostrato che si può fare teatro dialettale senza ambientare necessariamente le commedie negli anni ’40 ed è possibile abbattere alcune barriere utilizzando i video. Lo spettacolo ha incuriosito tantissimo il pubblico anche grazie ad una trovata pubblicitaria ingegnosa: tutti i componenti della compagnia, da qualche mese, hanno creato dei simpatici profili facebook a nome dei personaggi interpretati ieri sera. E in effetti li abbiamo ritrovati tutti, stavolta in carne ed ossa. La storia gira attorno a due famiglie: i Colluccello e i Campo. Tania Colluccello (Marta Laterra), figlia universitaria e perfettina di Nunzio, conosce via facebook Lello “Fiorello” Campo (Mario Scollo), giornalista balbuziente che, “a tempo perso”, fa l’amministratore di condominio. Nonostante tutto, la ragazza decide di stare insieme a lui scontrandosi con il padre facebook-dipendente Nunzio (Giancarlo Catania) che, secondo le sue stesse parole, “non vuole gente difettosa in casa”. La ragazza trova supporto nella madre Assunta Precaria (Rossella Dimartino). Nonostante le iniziali resistenze, decide di aiutare la figlia nell’impresa, rivelandogli che anche suo padre ha un difetto fisico…
Gli spunti comici sono dati dall’incontro fra le due famiglie: da un lato i Colluccello appaiono ( e si sentono) perfetti e superiori fisicamente, nonostante le loro stranezze. Tania è la figlia prediletta: bella, universitaria, impeccabile nei modi. La sorella Monia (Manuela Sammatrice) invece, le fa da contraltare: nullafacente e disoccupata ha una sola passione: la zumba. A sua volta, Monia ha due personaggi che fanno da sfondo alle sue giornate stravaganti: gli EMO Gioia Divivere (Angela Dipasquale) e Sam Mazzau (Giovanni Frasca), i quali si presentano sulla scena accompagnati sempre dalle canzoni dei Tokyo Hotel e completamente vestiti di nero. Lo humor nonsense due esilaranti e tristissimi EMO, si scontra con quello della famiglia Campo: tutti pieni di difetti fisici, a partire dal padre gobbo Santo (Stefano Tumino) e dalla madre sciancata Cinzia Caramella (Valentina Morando). A completare il quadretto, i due personaggi più divertenti dell’intera commedia, a parere di chi scrive: il nonno Peppino Caramella (Massimiliano Occhipinti), arteriosclerotico un tantino fuori di melone, e la sua badante rumena Mari Cica, unico personaggio femminile ad essere interpretato da un uomo (Raffaele Nobile). La vis comica di questi due personaggi è data non solo dalla grande naturalezza con la quale hanno interpretato i loro ruoli e dal fatto di essere chiaramente delle caricature, ma anche dal fatto di percepire, nei loro dialoghi, un contrasto fra due lingue: Mari Cica parla un italiano che è una lingua sostanzialmente inventata, attualizzando arcaismi di cui si era persa la memoria. Arcaismi presi in prestito (si presume), dal quotidiano contatto con il nonno Peppino che, invece, parla un dialetto molto simile a quello utilizzato dai nostri nonni, ricco di termini che oggi potremmo definire desueti. Il contrasto fra queste due lingue stravaganti crea un incontro/scontro esilarante, diventando il vero punto di forza dell’intera commedia. Un lavoro sicuramente coraggioso, innovativo nella forma e nel linguaggio che, assicurano i membri della compagnia, verrà sicuramente portato in giro per tutta la provincia.

Irene Savasta