Attualità Scicli 07/08/2015 20:43 Notizia letta: 2490 volte

Il convento della Croce aperto fino al 6 settembre

Per il salone dell'editoria enogastronomica
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Scicli - Soffia il respiro della letteratura sulla “la terrazza più bella d’Europa”. La veduta aerea che regala il Convento della Croce di Scicli silenzia ogni rumore, guadagna lo spazio altro alla pagina letteraria, portata a Scicli dal “Salone dell'Editoria Enogastronomica dei Paesi del Mediterraneo”. La kermesse, inaugurata mercoledì 4, è una iniziativa della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Ragusa, diretta da Rosalba Panvini; ha ricevuto i patrocini della Camera di Commercio di Ragusa, della Union Camere, dei Commissari del Comune di Scicli.
L’ouverture del festival del libro è stata affidata a due presentazioni, relative entrambe a pubblicazioni edite da Armando Siciliano, l’editore che, oltre ai volumi, ha portato la presenza degli autori. Battesimo dunque affidato all’opera “Nel giardino del sé”, sulla quale abbiamo raccolto direttrici e contenuti dall’autrice, Francesca Spadaro: “è un libro che apparentemente non ha nulla a che fare col discorso enogastronomico”. Trattasi infatti di un testo che investe l’altra metà del cielo, “un romanzo franto – continua la scrittrice – una storia scritta da una donna, di donne, rivolta alle donne. È un esempio di poesia sociale, che, partendo dal dato personale, delle vicende che riguardano il disagio femminile, abbraccia un livello universale. Tematiche che un sottile trait d’union lega al filo rosso della manifestazione, in un’apertura all’integrazione e alla mediterraneità.
Altrettanto inaspettata e originale la liaison tra “’Nduja. Antropologia, storia, tecnologia di un salume calabrese” di Antonio Pugliese e la pet therapy, che l’autore illustra contestualmente a un libro di cucina: il volumetto parla della ‘nduja, un prodotto calabrese diventato oramai nazionale. Ha un’origine remota, che la vuole composta con le frattaglie del maiale, unite a una dose massiccia di peperoncino; Gioacchino Murat la chiamava “ ‘u salami do’ pizzienti”, in quanto arte povera. Ha accompagnato lo sviluppo antropologico della civiltà contadina calabrese. Il curioso connubio con la pet therapy (di cui Pugliese ha tra l’altro realizzato il primo centro italiano, con l’Università di Messina) sta nel rapporto empatico uomo-animale, un connubio socio-sanitario.
Articolati gli interventi che hanno accompagnato l’inaugurazione, con Carmelo Arezzo in rappresentanza della Camcom, Sebastiano Fazzina, funzionario della Soprintendenza, l’editore Siciliano. Rosalba Panvini ha chiarito le finalità del Salone, che prevede, fino al 6 settembre una serie nutrita di appuntamenti, convegni, presentazioni, degustazioni, comportando la riapertura quotidiana di questo magnifico sito monumentale ibleo. “Un momento di rodaggio”, nelle parole della Soprintendente questa riapertura, agevolata dai finanziamenti ricevuti dalla Regione Siciliana “anche grazie alle sollecite premure dell’onorevole Orazio Ragusa”, presente alla inaugurazione, che ha passato ai convenuti il proprio sogno, “quello di vedere Scicli e la provincia di Ragusa divenire sempre più importanti”.

La Sicilia

Elisa Mandarà