Attualità Chiaramonte Gulfi 08/08/2015 19:28 Notizia letta: 2119 volte

Missing. Passeggiate sotto le stelle

Con lo storico Giuseppe Cultrera
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Chiaramonte Gulfi - “Missing! Luoghi del tempo andato, scomparsi o misteriosi”. E’ stato questo il nome del sesto appuntamento con le “Passeggiate sotto le Stelle” organizzate dallo storico Giuseppe Cultrera. Dai giardini comunali, passando per il quartiere San Vito fino ad arrivare in piazza Duomo: questo, in breve, l’itinerario di viaggio della compagnia che ieri sera è andata alla scoperta di luoghi ormai inesistenti, scomparsi perché inghiottiti dal tempo o perché sostituiti con altri edifici. Ed ecco, allora, notare ciò che prima magari non si era notato: la balaustra e i vasi decorativi del Calvario provenienti, in realtà, da palazzo Ventura. Il calvario, all’epoca luogo estremo del paese, fu fatto costruire nel 1834 per iniziativa dei gesuiti. Come un po’ in tutta la Sicilia, veniva utilizzato per le sacre rappresentazioni e per ricordare la Passione di Cristo. Ma il primo Calvario a Chiaramonte era stato costruito al Ferriero, sulla collina, ed era un luogo di pellegrinaggio per i devoti che percorrevano la strada anche scalzi.

La compagnia si sposta in direzione del quartiere San Vito: in piazza Manfredi il professore Cultrera spiega che, in origine, al posto del campanile esisteva una chiesetta, oggi dimenticata anche dalla memoria popolare: la chiesa era dedicata a Santa Maria della Stella. La leggenda vuole che vi fosse anche una sorgente d’acqua miracolosa, utilizzata soprattutto dalle partorienti. Il culto pare fosse molto antico ma la chiesa scomparve agli inizi del ‘900 per far posto al campanile. Ma il quartiere San Vito, inoltre, possedeva anche delle Logge, oggi ormai scomparse, di proprietà della chiesa, utilizzate durante la fiera omonima dai commercianti. In piazza Duomo, la compagnia si scioglie ma prima uno sguardo a quella che era l’antica conformazione della piazza. Essendo anche la sede del carcere borbonico, la sua forma era quadrata e non rettangolare come oggi. Oltre al carcere borbonico, la piazza era sede anche del convento di Santa Caterina (situato dove oggi c’è il museo d’arte sacra e il museo dei cimeli storici) con annessa chiesa. Com’è noto, di questi edifici oggi non rimane nulla: la chiesa di Santa Caterina venne demolita perché il prospetto si affacciava sulla strada. I motivi, dunque, sarebbero legati all’urbanistica, anche se qualche resto è comunque sopravvissuto, trovandosi all’interno della chiesa di San Salvatore dove ancora vengono conservati. Inoltre, molti argenti e oggetti sacri provengono proprio da quella chiesa ormai inesistente.

Irene Savasta
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