Attualità Ragusa 15/08/2015 13:47 Notizia letta: 2006 volte

Gianni Battaglia: Aiuto, mi scoppia l'Università

Posti di lavoro a rischio
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Ragusa - Il già vicepresidente del Consozrio Universitario di Ragusa, l'ex senatore Gianni Battaglia: "Come molti ricorderanno la ex provincia regionale di Ragusa con deliberazione n° 9 del 28/04/2014 adottata dal commissario straordinario dell’epoca (Dott.ssa Carmela Floreno) ha deliberato di recedere dalla partecipazione, in qualità di socio, al Consorzio universitario di Ragusa.
Pertanto, se non interpreto in maniera errata la norma, dall’08-Agosto-2015 quattro Consorzi universitari siciliani quelli di Trapani, di Agrigento, di Caltanissetta e di Siracusa potranno continuare a contare e “per legge “nel sostegno in sostituzione delle ex province, senza soluzione di continuità e senza nocumento alcuni per i dipendenti delle ex province, dei nuovi enti territoriali di area vasta (liberi Consorzi comunali), mentre invece non potrà farlo, unico tra i 5 Consorzi universitari siciliani, quello della provincia di Ragusa.
La strategia dei commissari straordinari della ex provincia, cinicamente suggerita e sostenuta dal cerchio magico dei suoi dirigenti si è affermata, tra l’altro inutilmente, purtroppo ancora una volta, nell’indifferenza, nell’incapacità, nella colpevole assenza di iniziativa, nell’ignavia di quanti parlamentari e sindacalisti avevano promesso e garantito attenzione, sostegno ed iniziativa per scongiurare quanto invece si è verificato.
Non meno grave è il ruolo del governo ed in particolare dell’Assessore competente per non avere impedito che si determinasse tale grave disparità.
Da ora per il Consorzio universitario di Ragusa, per i suoi 30 dipendenti e per la presenza universitaria nella nostra provincia inizia una fase difficile ed incerta.
L’attività didattica derivante dalle convenzioni sottoscritte con gli atenei di Catania e di Messina potrà proseguire, se non cambiano le attuali condizioni, solo se il Comune di Ragusa avrà la volontà politica-amministrativa e le risorse, già a partire dal bilancio dell’anno in corso, nelle prossime settimane in discussione per l’approvazione, per proseguire da solo.
Tutto ciò mentre non solo agli altri Consorzi si garantisce una tranquilla prospettiva ma addirittura a due di essi, quelli di Trapani e di Agrigento è stato riservato nella legge finanziaria regionale, un consistente contributo finanziario negato al Consorzio Ragusano che invece, proprio per il recesso operato dalla ex provincia, era l’unico a “meritarne” la concessione.
Altro che: “State sereni ho incontrato il Presidente Crocetta che mi ha garantito per il Consorzio universitario di Ragusa una assegnazione di risorse aggiuntive”, come dichiarava un parlamentare regionale ragusano qualche mese fa.
Invece solo silenzio, assenza di qualsiasi iniziativa e tanto inutile bla, bla, bla!
Adesso, in attesa che qualcuno si adoperi per modificare la norma sopra citata, avevamo suggerito come, bisogna attendere e sperare che il TAR di Catania si pronunci favorevolmente nel ricorso a suo tempo, oggi quanto mai, opportunamente presentato, dal precedente consiglio di amministrazione, avverso alla decisione di recesso dalla compagine sociale della ex provincia di Ragusa.
Resta il rammarico che per avere difeso e tutelato gli interessi del consorzio, dei lavoratori, degli studenti e delle loro famiglie, aprendo un giusto contenzioso con la ex provincia anche ricorrendo al tribunale ordinario per ottenere le risorse dovute al consorzio e non corrisposte, abbiamo subito, mandante la ex provincia ed esecutore, per sua stessa ammissione, il Sindaco di Ragusa, insieme ad altri compiacenti complici, la totale sostituzione del vecchio combattivo CdA.
Oggi tutto dà ragione a chi aveva reso esplicito il pericolo che oggi è, purtroppo diventato realtà.
Non avere impedito, prima alla ex provincia, per debolezza, indifferenza, incapacità, il recesso e oggi non avere difeso una autentica “eccellenza” della nostra provincia, come invece altri e altrove hanno fatto e come anche in tante altre occasioni purtroppo non è avvenuto, mostra e rende evidente ed esplicito il giudizio negativo sul ruolo sulla attività svolta da chi ha potere di rappresentanza, politica, parlamentare e sindacale".

La Provincia replica: Altro che cerchio magico! Un cappio finanziario...

Le dichiarazioni dell'ex vice presidente facente funzioni del Consorzio Universitario, Gianni Battaglia, sulla nuova legge d’istituzione dei Liberi Consorzi Comunali che infliggerebbe un colpo decisivo alle sorti del Consorzio Universitario Ibleo perché non lo salvaguarderebbe, a dispetto degli altri enti consortili universitari siciliani, risulta un attacco pretestuoso ad un Ente, quale la ex Provincia Regionale di Ragusa, che da anni ha sostenuto la presenza universitaria nel territorio ibleo con uno straordinario impegno finanziario nonché suona ingeneroso nei confronti degli ex commissari Giovanni Scarso e Carmela Floreno che hanno adottato liberamente atti amministrativi di salvaguardia dell'Ente che sono stati chiamati ad amministrare e assunti esclusivamente per motivi prettamente finanziari di sostenibilità della spesa, a fronte di un quadro finanziario incerto e tendenzialmente peggiorativo, sotto il profilo dei trasferimenti erariali ridotti e poi azzerati e trasformati in prelievo forzoso sotto forma di “contributo obbligatorio” nell'ultima legge di stabilità nazionale che porteranno l'Ente a dichiarare il dissesto nei prossimi mesi, se non interverranno fatti nuovi. Solo sulla scorta di queste contingenze finanziarie, certe ed incontestabili, confermate anche dal collegio dei revisori dei conti, alla luce delle deliberazioni della Corte dei Conti Sicilia in materia di contenimento delle partecipazioni e nella consapevolezza di non poter sostenere, anche negli anni a venire, i trasferimenti richiesti dal Consorzio, si è proceduto alla delibera di recesso dal CUI. Cosi come va registrato il tentativo dell'attuale Commissario Straordinario Dario Cartabellotta, con una delibera d’indirizzo, di promuovere ogni utile azione atta a rivitalizzare il Consorzio Universitario avviando un’azione concertativa che avrebbe potuto giustificare anche l’eventuale rivisitazione del ruolo dell’ex Provincia in seno allo stesso Consorzio Universitario.
"Dalla sequenza degli atti assunti - afferma il commissario Dario Cartabellotta - si evidenzia una strategia dei vari commissari sofferta perché consapevole della valenza del Consorzio Universitario e tuttavia “imposta” non da “cerchi magici" di sorta (quasi che ben tre commissari siano stati incapaci di propria autonoma capacità di valutazione dei dati istruttori richiesti e forniti dagli uffici, dal collegio dei revisori in occasione dei bilanci, delle deliberazioni della Corte dei Conti siciliana in materia di partecipazioni), ma dal “cappio” finanziario determinatosi per effetto dei tagli -soprattutto statali - che nel frattempo si sono aggravati e che tuttora permangono ed anzi ancora impediscono oggi a questo ente di adottare il bilancio di previsione annuale per il 2015 in quanto mancano ancora 5 mln di euro per approvare un bilancio in pareggio da qui al 31 dicembre. Le altre considerazioni di carattere strettamente politico rientrano nel quadro della normale dialettica ma non possono essere argomentate contro un Ente che lotta per la propria sopravvivenza e che si è mosso ispirandosi ai principi di legalità, efficacia, efficienza ed economicità al fine di garantire la salvaguardia degli equilibri di bilancio come la legge impone rigorosamente".

Giovanni Avola replica al sen. Battaglia. “Sull’Università la Cgil non ha nulla da rimproverarsi”

Pur condividendo l’amarezza, la rabbia e la reazione del sen. Gianni Battaglia sulle prospettive dell’università iblea alla luce della nuova legge sui Liberi Consorzi dei comuni, non si comprende come si possano mettere nello stesso calderone le responsabilità dei commissari dell’ex provincia, dei parlamentari regionali e dei sindacalisti.
Ci sono affermazioni gratuite ed ingenerose verso il sindacato e la Cgil ignorando quello che è successo negli ultimi due anni.
La Cgil, congiuntamente alla Cisl e alla Uil, è stata alla testa di tutte le proteste e le iniziative politiche e sindacali che si sono messe in campo contro le scelte del commissario Floreno e i tatticismi di Cartabellotta. I dipendenti del Consorzio lo sanno e la pubblica opinione ne è a conoscenza. La Cgil inoltre aveva proposto la costituzione di un unico soggetto giuridico tra i cinque Consorzi universitari siciliani in capo alla Regione. Idea bocciata platealmente da chi vedeva nei Consorzi una piccola nicchia di potere .
Oggi ritengo tuttavia, e ne sono sorpreso che Battaglia non l’abbia fatto, che non ci può fermare alle dietrologie né alla denuncia ma occorre trovare la soluzione definitiva sulle prospettive del consorzio universitario e ciò è possibile tra le pieghe della nuova legge sui Liberi Consorzi e in quella precedente, legge 8 del 7 marzo 2014, data in cui l’ex provincia regionale era ancora socio, fermo restando gli esiti del ricorso pendente al TAR contro il recesso unilaterale dell’ex provincia socio fondatore.
La Cgil propone:
1) Richiesta urgentissima di incontro al presidente della Regione Crocetta e all’Assessore competente per verificare tutte le possibili soluzioni amministrative regionali per equiparare il nostro Consorzio Universitario a quello di Trapani, Caltanissetta, Agrigento, Siracusa;
2) L’immediata convocazione da parte del sindaco di Ragusa, Piccitto, dell’assemblea dei dodici sindaci per accertare la reale disponibilità dei comuni a sostegno del Consorzio;
3) Tra le verifiche di disponibilità è fondamentale perché il costituendo libero consorzio dei dodici comuni, può comunque, chiedere il reingresso nel Consorzio.

 

Redazione
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