Cronaca Santa Croce Camerina 15/08/2015 20:58 Notizia letta: 7991 volte

Due video inediti inchiodano Veronica

La donna mente
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Santa Croce Camerina - Ci sono nuovi video che incastrano Veronica Panarello. Sono stati estratti da due telecamere private puntate nella zona in cui si trova la scuola di Loris.  È questa l’ultima, clamorosa novità nel caso di Loris Andrea Stival, il bimbo di soli otto anni trovato morto in un canalone nelle campagne di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa. Per il suo terribile omicidio è in carcere da oltre otto mesi Veronica Panarello, 26 anni, madre del piccolo. La donna è accusata di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Come avete letto, ci sono nuovi filmati che inguaiano la giovane mamma, la quale continua a dirsi innocente nonostante contro di lei ci siano prove a dir poco schiaccianti.

Si tratta di due video “inediti”, che proprio in questi giorni sono al vaglio degli esperti, che li stanno analizzando fotogramma per fotogramma. Finora, infatti, le attenzioni degli inquirenti si erano concentrate su altre 13 telecamere di sorveglianze (quattro pubbliche e nove private) sparse per Santa Croce Camerina. I filmati relativi alla mattina del 29 novembre 2014, giorno dell’omicidio, estrapolati da questi 13 apparecchi elettronici avevano fatto emergere tutta una serie di bugie raccontate da Veronica. Lei ha sempre detto di aver lasciato Loris davanti alla scuola quella tragica mattina, ma dai filmati si evince che non è così: il bimbo in auto con lei non ci è mai salito, almeno da vivo. Ora, dicevamo, si sono aggiunti due nuovi filmati, registrati da altrettante telecamere private collocate nei pressi della scuola di Loris.

Ma fermiamoci un attimo. Per capire meglio quanto siano importanti questi due nuovi video, è necessario ripercorrere ancora una volta la drammatica mattinata di sabato 29 novembre. Intorno alle 7 Veronica e i suoi due bambini, Loris di otto anni e il figlio minore di tre, si svegliano nella loro abitazione di via Garibaldi 82. Dopo circa un’ora la telecamera di un negozio riprende tre sagome uscire dal palazzo: si tratta di Veronica e dei suoi due figli. Alle 8.30 la stessa telecamera immortala la sagoma di una persona di bassa statura mentre rientra nella palazzina. Per gli inquirenti quella sagoma è di Loris. Poco dopo altre due telecamere inquadrano un’auto perfettamente compatibile con la Polo Volkswagen di Veronica all’altezza di una rotatoria, in prossimità della quale la donna si ferma per gettare un sacco dell’immondizia. Alle 8.33 una telecamera riprende la stessa auto mentre percorre la strada che porta al Mulino Vecchio, cioè il luogo dove qualche ora più tardi verrà ritrovato il corpicino senza vita del povero Loris.

Secondo i giudici, Veronica si sarebbe recata lì per fare un sopralluogo. Alle 8.37 la Polo di Veronica ripercorre via Roma, in direzione del centro di Santa Croce Camerina. Due minuti dopo, si vede la stessa vettura svoltare in direzione della ludoteca frequentata dal figlioletto più piccolo. Alle 8.40 un’altra telecamera inquadra Veronica mentre entra con il bimbo di tre anni in un panificio. Alle 8.45 la donna lascia il piccolo in ludoteca e tre minuti più tardi rientra a casa dopo aver parcheggiato l’auto nel garage condominiale, cosa che non faceva mai. Poco prima delle 9 una vicina scorge Veronica mentre stende il bucato sul balcone Alle 9.23 la giovane mamma esce dal garage con la sua auto. Per l’accusa in quel momento Loris è già morto, strangolato con una fascetta di plastica al culmine di una discussione perché lui si era rifiutato di andare a scuola. L’autopsia del medico legale, dottor Giuseppe Iuvara, confermerà che Loris è morto intorno alle 9 del mattino, cioè mentre era in casa da solo con la sua mamma.

Ma andiamo avanti con la ricostruzione della drammatica mattina del 29 novembre. Tra le 9.25 e le 9.36 tre telecamere immortalano l’auto di Veronicanei pressi del Mulino Vecchio. In 11 minuti, dunque, Veronica avrei raggiunto le campagne di Santa Croce, abbandonato il corpicino di Loris per poi tornare in paese. Alle 9.39, infatti, la donna rientra in casa per poi uscire nuovamente alle 9.43 per andare a un corso di cucina nel castello di Donnafugata. Secondo l’accusa Veronica sarebbe tornata nel suo appartamento per prendere lo zainetto di Loris, che non è stato mai trovato, e liberarsene durante il tragitto verso Donnafugata. Gli inquirenti, esaminati gli orari e i filmati che ritraggono Veronica fare un percorso diverso da quello che lei ha indicato – la donna insiste sul
fatto che ha portato il bambino a scuola quella mattina, mentre dai video non vi è traccia del suo passaggio nella zona dell’istituto “Falcone e Borsellino” – sostengono che sia stata proprio lei a uccidere Loris e a occultarne il cadavere. I tempi combaciano perfettamente. Loris non si è minimamente ribellato al suo aggressore, come si evince dall’autopsia, segno che è stata una mano amica a togliergli per sempre il sorriso e la vita. Ricordiamo anche che Veronica ha consegnato le fascette alle maestre del figlio (probabile arma del delitto), che erano andate a farle visita dopo la tragedia. Lei ha dichiarato che Loris le usava per gli esperimenti di scienze, circostanza smentita dalle insegnanti.

Il medico legale ha fatto una comparazione con le ferite sul collo di Loris e l’arma del delitto: combaciano perfettamente. Il marito di Veronica, Davide Stivai, 29 anni, inoltre, ha consegnato agli inquirenti la cintura di Loris, ritrovata a casa sua. Il piccolo la indossava sempre perché era molto magro, come mai quel giorno non ce l’aveva? L’accusa sostiene che Veronica labbia cambiato velocemente dopo l’omicidio, dimenticandosi di infilargli la cintura. Ecco perché il suo cadavere è stato trovato con i pantaloni semi abbassati.

Torniamo, ora, agli sviluppi di cui vi parlavamo prima. Gli inquirenti stanno visionando i filmati di altre due telecamere dislocate nella zona in cui si trova la scuola elementare di Loris, cioè l’istituto “Falcone e Borsellino” di piazza Carducci. Come dicevamo, si tratta di due apparecchi che durante la prima fase delle indagini non erano stati presi in considerazione. In altre parole, essendo Santa Croce Camerina un paese disseminato di “occhi elettronici”, solo adesso ci si è resi conto dell’importanza che rivestono queste due telecamere, dal momento che sono ubicate proprio lungo le stradine che Veronica dice di aver percorso in auto per accompagnare Loris a scuola. Ebbene, dalle informazioni in nostro possesso sembra che non ci sia traccia dell’auto di Veronica nei filmati esaminati. È l’ennesima conferma, forse decisiva, che la giovane mamma quella tragica mattina di fine novembre non ha portato il figlio a scuola, come ripete allo sfinimento da otto mesi per difendersi dall’accusa di averlo ucciso lei.

Veronica, intanto, dal carcere continua a parlare e tramite il suo legale, l’avvocato Francesco Villardita, ha diffuso una lettera nella quale chiede ai suoi concittadini di dire la verità. Ne parliamo in un riquadro che pubblichiamo qui sotto. Anche l’avvocato Villardita è tornato a parlare dell’incidente probatorio sui video, la cui conclusione è prevista per il 21 settembre. Dice Villardita: «Gli inquirenti non stanno visionando assolutamente nulla. Si limitano a fare le copie forensi e stanno incontrando grosse difficoltà nel trasferire i dati dalle telecamere agli hard disk (la memoria del computer). Quindi fino a questo momento non abbiamo visionato nulla. Abbiamo visto soltanto degli spezzoni di video, che non provano nulla». Ma i giudici non la pensano così e sono pronti a processare Veronica.

Redazione
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