Cultura Scicli 16/08/2015 12:15 Notizia letta: 3581 volte

Fornace Penna di Pisciotto, fabrica sacra

Un libro di Pasquale Bellia
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/16-08-2015/fornace-penna-di-pisciotto-fabrica-sacra-500.jpg
  • http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/16-08-2015/1439720280-1-fornace-penna-di-pisciotto-fabrica-sacra.jpg&size=751x500c0
  • http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/16-08-2015/1439720280-2-fornace-penna-di-pisciotto-fabrica-sacra.jpg&size=750x500c0
  • http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/16-08-2015/1439749388-1-fornace-penna-di-pisciotto-fabrica-sacra.jpg&size=1136x500c0
  • http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/16-08-2015/1439749388-2-fornace-penna-di-pisciotto-fabrica-sacra.jpg&size=465x500c0
  • http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/16-08-2015/1439749388-3-fornace-penna-di-pisciotto-fabrica-sacra.jpg&size=695x500c0
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/16-08-2015/fornace-penna-di-pisciotto-fabrica-sacra-100.jpg
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/16-08-2015/1439720280-1-fornace-penna-di-pisciotto-fabrica-sacra.jpg
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/16-08-2015/1439720280-2-fornace-penna-di-pisciotto-fabrica-sacra.jpg
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/16-08-2015/1439749388-1-fornace-penna-di-pisciotto-fabrica-sacra.jpg
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/16-08-2015/1439749388-2-fornace-penna-di-pisciotto-fabrica-sacra.jpg
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/16-08-2015/1439749388-3-fornace-penna-di-pisciotto-fabrica-sacra.jpg

Scicli - Ruderizzazione. Non una messa in sicurezza, ma un consolidamento in punta di matita, che richiede scienza e consapevolezza che i tecnici locali hanno mostrato di non possedere.
E’ stato presentato, alla libreria Quam, grazie alla generosa disponibilità di Antonio Sarnari, il libro dell’architetto Pasquale Bellia “Fornace Penna di Pisciotto”.
Pioggia e maltempo non hanno impedito a un centinaio di spettatori di assistere alla presentazione del voluminoso testo, di 350 pagine, corredato da foto, molte delle quali storiche, tutte dell’autore.

Bellia alza un recinto e si estranea dal dibattito odierno sulla tutela. Parla di separatezza della sua posizione, che è quella del ricercatore, del mondo scientifico. Neanche un trapano a batteria può fare ingresso dentro la Fornace senza arrecare danno al manufatto.
Non serve alcuna messa in sicurezza, quanto piuttosto un intervento conservativo sapiente, minimo, che consenta a natura e cultura di continuare il loro eterno amplesso fra quelle rovine.

La Fornace oggi è soggetto vivo, vegeto, nell’accezione etimologica: la vegetazione spontanea che la sovrasta si sta riappropriando dello spazio che l’architettura le aveva tolto.

Lo spazio della testimonianza di architettura industriale –una fabbrica di laterizi- è in continuo mutamento grazie agli agenti naturali che ne modificano l’aspetto, le sembianze.

Cento anni dopo la sua costruzione, oggi abbiamo il privilegio di assistere al cantiere, alla fabbrica della Fornace: i conci a terra, immaginifici operai ragazzini che si passano le pietre per posarle, in quella che sembra una posa definitiva e che invece darà vita a un’industria che resterà in attività meno di dodici anni.

La vicenda della Fornace Penna di Pisciotto è perciò paradignatica: dell’incapacità del pubblico, la Sovrintendenza, di far valere un vincolo (notificato male e forse in mala fede) agli eredi proprietari.
Del cinismo dei latifondisti nell’affidare a un manager, l’ingegnere Ignazio Emmolo, il compito di creare lavoro, speranza e occupazione in un territorio dedito all’agricoltura. Emmolo, un uomo innamorato del domani, del futuro.
E’ paradigmatica della fine che fanno alcune imprese in Sicilia, vittime ancor oggi di attentati dolosi (la Fornace sarà incendiata nel gennaio del 1924, con dolo).
E’ emblematica infine di un fatto. Esiste, in chi ama quel luogo, un sentimento nostalgico e romantico, di amore per quell’icona, così forte, così perentoria nella sua bellezza inutile.
Ignazio Emmolo, persona che della cultura classica fece spartito per le sue architetture, realizzò un’opera che al concetto di utile, ed efficiente, unì quello di bello, armonioso, elegante, sublime.

Bellia regala un inedito ai suoi interlocutori.
Il racconto del ricovero, nel neonato ospedale Busacca progettato da Emmolo e inaugurato di gran corsa per ospitare i feriti del terremoto di Messina, dell’ingegnere Liparasi di Messina, progettista di fornaci a Spadafora.
Fu lui, assistito dalla nobildonna Ines Penna, che faceva volontariato in ospedale, a suggerire l’investimento industriale, che i Penna affidarono alle sapienti mani di Ignazio Emmolo.

Il siracusano Bellia fa un passo indietro.
Chiede scusa agli attivisti che pongono il problema delle risorse pubbliche da investire sul manufatto e ripresenta il problema del metodo scientifico.
E dice di voler stare separato.
Separato dal dibattito, dalla polemica, dall’impegno politico in senso lato sulla Fornace.

Forse non ricorda che, stando alla ricerca di un altro che come lui non è di Scicli, ma a Scicli ha deciso di vivere, “separatezza” è l’idea primigenia del “sacro”.

E’ sacro ciò che è separato, diviso, intoccabile.

E l’amore dell’archietto per quei luoghi è lo stesso che si ha per la sacralità. Separata. Intoccabile. Diversa.

Ph. P. Bellia

Il libro è in vendita presso la galleria Quam e la libreria Don Chisciotte di Scicli.

Redazione