Attualità Chiaramonte Gulfi 21/08/2015 10:39 Notizia letta: 4150 volte

Il canile di Chiaramonte. I soldi, i cani

Quanto costa mantenere i cani
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Chiaramonte Gulfi - In un articolo apparso su questo giornale in data 18 agosto 2015 dal titolo “Una gabbia per catturare i randagi”, avevamo raccontato di come si sta cercando di ovviare al problema del randagismo a Chiaramonte utilizzando un marchingegno che permette di catturare gli animali. Era stato detto, nell’articolo in questione, che i cani sono stati portati a Villaggio Gulfi, nei locali dell’ex pista di atletica, utilizzata come stallo temporaneo. Tale informazione era stata ricavata direttamente in loco: a piazzale San Vito, infatti, i vigili urbani erano arrivati dicendo agli addetti al canile che lì si sarebbero recati. Le stesse persone presenti durante la mattinata, ovvero Sergio Bramante e Roberto Ranieri, fanno sapere che, in realtà, strada facendo erano stati dirottati su un altro sito, in c/da Zottopera. Tale sito era già stato giudicato inadeguato in quanto privo di recinzioni e sporco (tra l’altro, uno dei cani catturati il 18 agosto era già scappato da quello stallo). I cani del 18 agosto (tre in tutto), sono stati così sistemati: due sono stati portati presso il canile Maia e un altro presso il rifugio sanitario a Ragusa ed è stato sterilizzato. Ma che cosa avviene quando un cane viene portato in un canile? Chi si occupa di lui? Come funziona la famosa convenzione che il Comune ha con il Maia? Che cosa fanno gli operatori che si occupano di randagi o cani abbandonati? Il Comune di Chiaramonte, ebbene precisare, ha una convenzione con il Maia dalla fine degli anni ’90: Sergio Bramante, operatore ed educatore, Luciana Licitra, educatrice cinofila, Raffaele Sabini, operatore ed educatore, Roberto Ranieri, operatore, Giudy Di Caro, volontaria e Francesco Savarino, veterinario, operatore ed educatore, spiegano un po’ come funziona il sistema, quali sono le convenzioni e quali sono i principali problemi affrontati quotidianamente. Per prima cosa, Roberto Ranieri, precisa cosa non va nello stallo di C/da Zottopera: “Lo stallo temporaneo in cui ci hanno mandato non è idoneo. Non è neanche sicuro perché i cani continuano a scappare di lì. E’ solo un cortiletto con una cabina dell’alta tensione”. Per quanto riguarda, invece, la convenzione con il Comune di Chiaramone, Sergio Bramanti dichiara: “Noi dovremmo ricevere 58 mila euro l’anno per 30 cani. Non 80 mila euro come è stato detto da qualcuno. Il Comune di Chiaramonte potrebbe tenere qui da noi 30 cani. Noi ne abbiamo circa 76. Diciamo che siamo fuori convenzione di 46 cani. Ogni cane costa 2.10 euro al giorno. In tutto, il nostro canile ospita 160 cani provenienti non solo da Chiaramonte, ma anche da Scicli, Ispica e Giarratana. Il problema fondamentale è che noi lavoriamo in emergenza, tramite ordinanza. I randagi vengono catturati su richiesta con una copertura finanziaria su ordinanza. Ma Chiaramonte non ci paga dal 2014. Noi lavoriamo, dunque, sull’anticipo di spesa che spesso ci viene liquidato dopo tempo”. L’educatrice cinofila Luciana Licitra, spiega che il problema principale è legato al fatto che non si adotta con facilità: “I cuccioli in generale vengono adottati più facilmente. A volte capita anche di adottare cani adulti. Qui, però, noi svolgiamo un lavoro che serve a rendere il cane adatto all’adozione: lo abituiamo alla pettorina, al contatto con le persone e lo facciamo giocare con gli attrezzi che possono riprodurre le difficoltà che il cane può trovare in uno spazio urbanizzato. Purtroppo le adozioni sono sempre troppo poche ma da un anno stiamo cercando di fare questo lavoro anche sui cani difficili o semi selvatici. Quelli non adottabili, invece, cerchiamo di farli stare bene in canile. Nell’ultimo anno siamo riusciti a far adottare 20 cani: una parte è andata al nord, ma senza staffetta perché noi lavoriamo con l’affido diretto. Il nostro scopo, però, è quello di incentivare le adozioni locali, sia per un fattore economico, in quanto il cane che viene mandato a nord costa ovviamente di più e le spese sono a carico nostro, sia perché a livello locale è migliore il supporto che noi possiamo dare, aiutando i padroni di casa a inserire l’animale nelle loro abitazioni”. Insomma il problema è questo: le adozioni sono poche, il canile è pieno, i posti non si liberano e si lavora in emergenza. E’ una discussione piuttosto animata quella che coinvolge il gruppo: si parla di abbandono per le strade, di mancato controllo dei privati che non mettono quasi mai il microchip al cane, si parla di inefficienze a tutti i livelli. Il gruppo del Maia, infatti, sostiene che anche il trasferimento dei cani al nord, così come si è fatto in passato, non è una soluzione al problema, perché i cani non sono tutti adottabili e la scelta degli animali viene fatta a caso. Inoltre, il gruppo sostiene che il problema deve essere ricercato a monte, perché non si sono mai investite veramente delle risorse per risolvere il problema alla radice, ad esempio investendo sulla sterilizzazione: “Qualsiasi lamentela, però, non può cadere sempre sui canili, sia che sia il nostro oppure no, perché noi non abbiamo nessun interesse a far entrare i cani in canile. Il nostro interesse è quello di farli adottare e di rendere adottabili quelli che non lo sono. Noi ci lavoriamo tutti i giorni e quando ci sono dei cuccioli che bisogna allattare ogni tre ore, ce li portiamo a casa a titolo assolutamente gratuito e personale”. Naturalmente, sulla vicenda sono state interpellate tutte le parti in causa: il comandante dei vigili di Chiaramonte, Giovanni Catania, dichiara che non si è proceduto a portare i cani nei pressi del Villaggio Gulfi perché, durante il tragitto da Chiaramonte, è stato avvisato telefonicamente dai volontari dell’ENPA del fatto che lo stallo fosse occupato. Per questo motivo, si è deciso di dirottare su C/da Zottopera. Sia l’assessore con delega al randagismo, Alessandro Cascone, sia il sindaco Vito Fornaro, preferiscono non rilasciare dichiarazioni in merito. Per quanto ci riguarda, aspetteremo e pubblicheremo volentieri una eventuale risposta circostanziata da parte dell’amministrazione comunale. Durante la tarda mattinata, abbiamo appreso che probabilmente, già a partire dalla prossima settimana, potrebbe esserci un incontro chiarificatore fra le varie parti. Forse un primo risultato si è ottenuto, anche un po’ per merito nostro. Ma noi non vogliamo che qualcuno ci dica grazie.

Irene Savasta
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