Economia Scicli 21/08/2015 18:01 Notizia letta: 6073 volte

Scicli scoppia di turisti. Il piccolo contributo di Ragusanews

Dopo il 17 agosto, nessun calo di presenze
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Scicli - Parte del merito, parte minima se si vuole, è da assegnare anche alla stampa. RagusaNews e altre testate sia cartacee che sul web e in tv, hanno fatto la loro parte per arrivare al fenomeno al quale assistiamo da anni e da qualche mese in misura mai vista né prevista.
Il flusso turistico – d’italiani e stranieri – che si è registrato quest’anno nei principali topoi turistici della provincia di Ragusa ha piacevolmente sorpreso tutti, a cominciare dagli addetti ai lavori. Il Castello di Donnafugata, Ragusa Ibla, Kamarina, Modica e Scicli; e a contorno, legate a specifici eventi, anche Vittoria e Pozzallo, Comiso e Chiaramonte Gulfi, Giarratana e tutte le stazioni balneari.
Si diceva del merito che spetta alla stampa. È innegabile, seppure in percentuale minore, per esempio, rispetto all’enorme appeal che ancora (e speriamo ancora per tanto) suscita l’onda lunga di Montalbano. La stampa locale ha fatto un ottimo lavoro e, per rimanere in casa e scrivere di quanto si è certi, noi di RagusaNews non ci siamo mai tirati indietro quando c’era (e purtroppo c’è ancora troppo spesso) la necessità di denunciare storture e deficienze, miopie politiche e interessi poco chiari che sovente umiliano, mortificano il territorio e con esso chi vorrebbe realizzare impresa, turistica in particolare.
Nel contempo abbiamo fatto e continuiamo a fare molto nel segnalare le iniziative, le idee, le possibilità di un movimento turistico che parrebbe essersi finalmente consolidato e potenzialmente di alta qualità e quantità.
A Modica e a Ragusa Ibla, e in massima parte a Scicli, già da un mese a questa parte (e nonostante la strana e inconsueta instabilità meteorologica del mese agostano) è diventato arduo trovare posto in albergo (ancora troppo pochi) o nei tantissimi bedandbreakfast, per tacere delle pizzerie e dei ristoranti: prenotarsi per le 21 è quasi impossibile, già difficile per il secondo e il terzo turno, quello delle 23 e passa, quasi naturalmente riservato ai giovani che tirano tardi ogni sera.
A Scicli la via Mormino Penna è diventata – e già da giugno – luogo di ritrovo dove è possibile, novella babele, sentire il tipico carcararo degli indigeni e le più strane parlate, insieme a più familiari tedeschi e francesi, spagnoli e inglesi, anche il russo. Dalla celebre strada basolata si diparte un flusso di pedoni che sceglie di cenare o di consumare solo una granita, o visitare una delle tante – quante? – gallerie d’arte e musei piccoli ma deliziosi. Parcheggiare, a Scicli in agosto, è difficile anche per le moto e le Smart.
Se poi si volesse, e in questo caso l’esperienza è davvero significativa, passeggiare all’interno del Porto turistico di Marina di Ragusa in queste settimane, ci si ritroverà insieme a neozelandesi, scandinavi, statunitensi a bordo di barche a motore e a vela di ogni dimensione e forma. Un vero villaggio globale. Lungo il molto di levante, poi, è come essere a Sliema. Una ventina di barche battenti bandiera con la croce ottagona bianca su fondo rosso i cui equipaggi chiacchierano con quella loro lingua, per metà siciliana e per metà araba, ma con i numeri inglesi. È il turismo, baby.

Saro Distefano