Cultura Madrid 22/08/2015 13:09 Notizia letta: 2137 volte

Una lettera da Roma

È indirizzata al re Filippo IV
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Madrid - Quella che ho avuto fra le mani giorni fa, cercando fra i documenti conservati presso l’Archivio Storico Nazionale di Madrid, più che una lettera sicuramente sarà stata una minuta.
È però un documento molto importante e merita una particolare attenzione.
Faceva parte delle “Cartas al Inquisidor General, varias personas” così è stato inventariato il fondo, periodo di riferimento compreso tra gli anni 1581 e 1594.
Non mi so spiegare sinceramente questa strana datazione.
Il documento non è firmato e in esso non figura alcuna data di compilazione.
Contiene un allegato stampato, la Bolla di Paolo III a costituzione e disciplina del Tribunale del Sant’Uffizio romano.
È noto che l’Inquisizione spagnola era cosa ben diversa dall’Inquisizione romana.
In Sicilia spesso si è fatta confusione fra le due Istituzioni e fino a pochi anni fa autori anche di un certo rilievo chiamavano indifferentemente Tribunale del Sant’Uffizio il Tribunale dell’Inquisizione siciliana.
Questa lettera, in effetti, pone l’accento su tale diversificazione e con molta chiarezza ne evidenzia le differenze.
Il Tribunale dell’Inquisizione siciliana era uno dei tribunali della Corona d’Aragón. Si distingueva dagli altri (Valencia, Zaragoza, Mallorca) per caratteristiche molto proprie dell’attività processuale, rispondeva all’Inquisitore Generale di Spagna. Non si chiamava del Sant’Uffizio bensì del Santo Officio.
La confusione fu davvero inevitabile e durò, purtroppo, a lungo.
Ritorniamo alla lettera.
Il documento è scritto da una persona che non fa parte dell’Inquisizione: confessa candidamente di non essere abbastanza istruita in tale materia.
È indirizzata al re Filippo IV.
Io penso che sia stata scritta, con un margine d’errore minimo da parte mia, nel 1638 dall’Ambasciatore di Spagna a Roma Don Manuel de Moura y Corte Real, IIº Marchese di Castel Rodrigo, un portoghese prestato alla diplomazia spagnola.
La lettera s’indirizza non già all’Inquisitore Generale di Spagna come pensava l’Archivista di Madrid ma a V.M, cioè al sovrano.
La familiarità con cui lo scrivente tratta col sovrano fa pensare proprio al Marchese di Castel Rodrigo, uomo leale e di assoluta fiducia di Filippo IV in una Roma restia a tollerare le sue note ingerenze politico ecclesiali.
Nel 1623 era salito al soglio pontificio il cardinale Maffeo Barberini (1568-1644) assumendo il nome di Urbano VIII, uomo non certo amico della politica spagnola e del suo monarca.
Per diversi anni, in verità, i rapporti tra la Corona e il papato furono tesi e difficili.
I papi resistevano, infatti, alle richieste di Filippo IV (e prima ancora del padre Filippo III) aventi per oggetto la definizione del dogma dell’Immacolata Concezione.
Filippo IV, per questo ed altro, non aveva nominato un vero e proprio ambasciatore presso la Santa Sede ma aveva lasciato la diplomazia nelle mani di temporanei sostituti. Solo nel 1637 si deciderà, comunque, a confermare come ambasciatore proprio il Marchese di Castel Rodrigo, cui spesso era toccato appianare incomprensioni e controversie tra il Monarca e Roma.
Il 1637 potrebbe essere una probabile datazione del documento. Tuttavia bisognerà verificare altre informazioni in esso contenute.
Per esempio nella lettera lo scrivente fa riferimento a un Mons. Borromeo, segretario della Consulta.
Mons. Giberto Borromeo fu Segretario della Consulta a partire dal 1638, infatti. Fu sostituito da un altro Borromeo quando nel 1652, dopo forti pressioni della sua influente famiglia, ricevette la berretta cardinalizia.
Il 1638 è, allora, sicuramente la data che mette d’accordo un po’ tutti.
A riprova di questo, il documento nell’ultima parte fa riferimento a un curioso processo celebrato “anni prima” nella Capitale.
Viene fuori, dunque, un racconto che aggiunge ulteriore valore alla minuta.
Si tratta della congiura, ordita da Giacinto Centini e da altri due monaci in danno del Papa.
Giacinto Centini fu un cavaliere ascolano, nipote del cardinale Felice Centini. Brigò con un frate fattucchiere e altri allo scopo di far fuori Innocenzo VIII nella speranza di vedere eletto lo zio e, così, acquistare anche lui molto più potere di quanto non ne disponesse già.
La fattura fu rivelata da uno dei monaci che aveva preso parte al rito magico e gli intervenuti furono processati e condannati alla pena capitale nel 1635.
Il Centini dopo l’autodafé in San Pietro fu sgozzato, i due monaci furono invece ghigliottinati e i loro corpi bruciati come quello di Giordano Bruno in Campo de’ Fiori, le loro ceneri sparse poi nel Tevere.
Infine la lettera è un documento davvero inestimabile perché ci svela in contemporanea i meccanismi del Sant’Uffizio romano, lo stesso che condannò prima Giordano Bruno e in seguito Galileo Galilei.
Galileo Galilei morirà nel gennaio del 1642, di lì a pochi anni.
Il suo celeberrimo “Dialogo” sui massimi sistemi era stato, invece, inserito nell’ex purgatorio dell’Indice qualche anno prima che la lettera fosse stata scritta e cioè nel 1633.
Qui di seguito do la trascrizione dell’interessante ritrovamento.
Lettera sul Sant’Uffizio romano, anno circa 1638
AHNM Inquisicion, 4213

Hame pedido V.M. con tantas instancias que le avise del orden y modo que observa la Inquisicion en esta ciudad que me hallo obligado a anticipar en parte la relacion que reservava para quando nos viessemos y assi dire aqui lo que toca a su govierno exterior ommitiendo lo que pertenece al modo de actuar porque en esto no tengo pratica ninguna y las noticias que pudiera sacar de los libros (en particular del Padre Massini que ha escrito un libro semejante a nuestra orden de processar) (1) las podrà V.M. ver en ellos sin que a mi me cueste el trabajo de copiarlas.
En esta Ciudad ay tres Congregaciones de Inquisicion pero con subordinacion la inferior es del Comissario de la Inquisicion este es el Inquisidor de Roma y su distrito. Tiene este puesto siempre un religioso de Santo Domingo y aunque no tiene titulo de Inquisidor sino de Comissario el poder y authoridad es el mesmo que de los demas Inquisidores y de qualquiera de los Inquisidores de Italia es ascenso a este puesto, valdiale segun tengo entendido mil escudos. Tiene casa en la de la Inquisicion, los meses pasados murio el que lo era y dicen dexò mas de 20 mil escudos. Este Comisario tiene un compañero de la mesma orden, que amas de ser siempre consultor actua y examina los reos y testigos quando el comissario no quiere hacerlo, que es casi siempre.
Este Comisario tiene un assesor que por ser juntamente Secretario de la Congregacion es officio de grande estima, y le tiene siempre uno de los principales Prelados de la Corte vive en las casas de la Inquisicion y tiene mil escudos de salario ay abogado fiscal y Canchiller, que es como secretario y algunos notarios subordinados del.
Los Consultores son personas de authoridad, porque lo son tambien de la Congregacion de Cardenales sonlo, el General de Santo Domingo Maestro del Sacro Palacio y compañero del Comissario, fixos.
Lo demas los nombra su Santidad y lo son el Padre Don Jlarion de la orden de San Bernardo, el procurador General de los frayles franciscos caustrales Mons/or Farnessio que es Arçobispo y Secretario de regulares Mons/or Borromeo Secretario de la Consulta refrendario de ambas signaturas y Canonigo de San Pedro, mons/or Palucho (Paolucci, ndt) Secretario de la Congregacion del Concilio.
El Comissario tiene congregacion, o, digamos Tribunal una vez en la semana que es el lunes por la mañana aunque sea fiesta. Asisten el Assessor, fiscal, y Consultores y tratan de las causas que se han actuado, o han de actuar, pertenecientes a Roma y distrito del Comissario y las votan, o en definitiva, o en autos de prision e tormento, o otros que se ofrecen, porque en quanto al actuarlas no ay dia ni horas fixas sino que el comissario, o su compañero lo hacen quando les es comodidad esta Congregacion se hace en las casas de la Inquisicion.
El segundo Tribunal es la Congregacion de Cardenales y son deella los Cardenales Roma, Cueva, Barberino, Spada, Gineti, Monti, Berospio, Fiorenzola, Panzirolo, Lugo, Chechino, Colona, Este. Juntanse los miercoles en la mañana en el Convento de la Minerva; asta aqui hacian la congregacion en la zelda del General aora se han edificado tres piezas buenas para esta congregacion el orden que tenia es que amas de los Cardenales van aella todos los de la primera congregacion pero no entran con los Cardenales sino los llaman. El assessor tiene cuydado de hacer un sumario o breve relacion de las causas que se han de ver en esta congregacion que son assi las que el lunes precedente se vieron en la Congregacion del comissario, como las que han venido de los demas inquisidores de Italia.
De este sumario se da copia el dia antes a los Cardenales entran en la congregacion los Cardenales y assessor que hace relacion por el sumario de las causas; alguna vez si ay dificultad, o les parece que es necessario ver alguna cosa por el processo, la mandan leer, si la materia es corriente la votan los Cardenales si ay algun reparo de consideracion, llaman los Consultores que estan esperando fuera, y oyen su sentir, y si buelven a salir y los Cardenales votan.
En esta Congregacion se provehen los oficios y se tratan las materias de govierno de las Inquisiciones subordinadas; ordinariamente a esta Congregacion no acuden sino quatro, o cinco Cardenales.
El miercoles en la tarde el Assessor tiene audiencia del Papa, dale quenta de lo que se ha tratado en la Congregacion y el Papa ordena lo que quiere se vea, o no el dia siguiente.
El jueves por la mañana se junta la tercera Congregacion en presencia del Papa, acuden aella todos los Cardenales de la Congregacion sino tienen particular impedimento el assessor y todos los de la primera, pero no entran sin ser llamados excepto el assessor que hace relacion de las causas que ordinariamente son las mismas que se trataron el miercoles y refiere el parecer de los Consultores y Cardenales y manda entrar los de la primera Congregacion los quales estan en pie detras de los bancos de los Cardenales dicen su sentir y se salen fuera luego, entre el Papa y Cardenales, se confiere a solas la resolucion y estando ajustada llaman al assessor que la reduce à escrito.
En esta Congregacion de Cardenales se solian tratar dos cosas, que era la propagacion de la fee que consiste en embiar Missionarios a tierras de Infieles, y el govierno de los obispos y ecclesiasticos que estan entre Infieles y herejes, tocan tambien el indice de los libros prohibidos; uno y otro está separado en dos congregaciones que una se intitula de propaganda fide, y otra de Indice, aunque una y otra tienen algun genero de dependencia de la de Inquisicion porque si se ofrece nuevo dogma, o dificultad, se remite a la Inquisicion y dealli se embia la resolucion como se ha visto en las diferencias de los Padres Jesuitas y Dominicos en el Japon, sobre si se podia predicar la fe ommitiendo el articulo de la pasion de Xpto por el escandalo que causava a los Barbaros y otras cosas aeste modo.
Ay tambien Calificadores de la Inquisicion pero estos no entran en ninguna de las Congregaciones sino que les remiten las calificaciones y quando la materia requiere conferencia, suelen juntarse en casa de algun Cardenal de la Congregacion a quien se comete como alla se hace con los Inquisidores del Consejo.
En quanto al modo de proceder en las causas solo se puede decir en general que en quanto al processar con atencion secreto, y recato; se haze mejor en España, en quanto a determinarlas se usa acà demas rigor, porque en todos los sospechosos de herejia, como casados dos veces, solicitantes etc...les dan tormento sobre la intencion. Tambien las penas son mas graves, porque a un casado dos veces que en España le condenamos a tres años de galeras , le condenan aqui en siete, y assi en los demas; en el que celebra sin estar ordenado se executa todo el rigor de la Bulla, porque lo relajan sin remission; a los que condenan á carcel perpetua, o temporal, los tienen en carcel secreta y finalmente en las abjuraciones casi todas las que en España son de levi, aqui son de vehementi.
Auto no ha avido despues que yo estoy aqui, excepto uno que se tuvo en la Minerva en la Sala de la Congregacion de un religioso alumbrado que se le leyi la sentencia en presencia de los Cardenales de la Congregacion y le dio la reprehension el Cardenal Roma que es el mas antiguo, fue a puerta abierta. Dizenme que se tienen en la Iglesia de la Minerva y años pasados en una complicidad de hechizeros, que ententaron matar con hechizos á Urbano 8 se tubo en San Pedro y fueron relejados tres, al principal le degollaron, a dos complices ambos religiosos dieron garrote y quemaron en el Campo de fiora, que es una palza en medio deel lugar.
El edicto y Instrucçiones anda impresso (era allegato l’Editto di Paolo III che disciplinava il Tribunale del Sant’Uffizio, ndr), ya yo lo remiti a su Il/ma.

(1) Eliseo Masini, Il Sacro arsenale, overo Prattica dell’officio della Santa Inquisitione, Genova 1621

CREDITI
Dizionario Biografico degli Italiani
- Volume 23 (1979)
di Gino Benzoni – Voce Giacinto Centini
-Volume 71 (2008)
di Vincenzo Lavenia – Voce Masini Eliseo

Estratto da ARCHIVIO STORICO LOMBARDO GIORNALE DELLA SOCIETË STORICA LOMBARDA
Anno CXXIX 2003 Renato Borromeo 44

Mecenazgo y representación del Marqués de Castel Rodrigo durante su embajada en Roma
David García Cueto, Università La Sapienza, Roma

Las relaciones de causas del Tribunal de la Inquisición de Sicilia: otra mirada, otras perspectivas
Anita Gonzáles-Raymond, Université Paul Valéry, Monpellier

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Un Uomo Libero.