Sport Avola 25/08/2015 09:58 Notizia letta: 2446 volte

Paolo Tiralongo, un guerriero invincibile

Un brutto incidente
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Firenze - In nessun impegno il datore di lavoro prega il dipendente di non andare e il lavorante va lo stesso. Nessuno della dirigenza della squadra voleva Paolo partisse date le condizioni di sofferenza. Paolo ha provato. Ha retto 50 km, quando quel pedalare in gruppo ad alte velocità si è fatto rischio troppo grande per essere gestito…ha dovuto abbandonare. Mettere piede a terra. Lasciare una corsa a tappe, un Grande Giro, dopo mesi di preparazione e proiezioni e programmi, è un dolore dentro più acuto delle ferite sul corpo.
Tra interni ed esterni 40 punti di sutura per riunire lembi di carne ciondolante, non sono uno scherzo. La strada è un giudice inflessibile, l’asfalto una lama tagliente.

Nessuna colpa è di nessuno quando tutto il gruppo cade, non ci cercano responsabili perché nessuno fa niente per farsi e fare del male. Il ciclismo è sport fraterno, in sella si condividono chilometri e sofferenze, sudore e dolori, quando si cade è evento non cercato e ci si fa sempre male. Il ciclista per professione impara presto a fare i conti con quelle evenienze e, a meno di gravi conseguenze, il ciclista riparte sempre. Paolo ha concluso la tappa in quelle condizioni. Il ciclista non simula incidenti per ricavarne vantaggi, ma cerca di superarli sopportato gli esiti con sofferenze inimmaginabili.

Paolo è un corridore onesto. Di un’onesta cristallina, ed ha sempre sopportato contrarietà con religiosa pazienza. Da campione di generosità e umanità, nonostante un passato eccellente e successi anche da professionista, ha deciso che aiutare gli altri è il suo miglior impiego. Ritirarsi oggi alla Vuelta, significa non poter appoggiare il capitano in questa avventura spagnola, per Lui massima pena è quella non utilità ad una causa comune.

Ora è ad Avola.
Il sole di Sicilia sanerà le sue ferite, scioglierà la malinconia e l’amarezza del ritiro forzato.
Paolo, nella sua lunga e splendida carriera, non ha cercato mezzucci al successo, con fare irreprensibile si è impegnato sempre con duro lavoro, affrontando sempre a viso aperto le difficoltà e le persone. Paolo può guardare serenamente in faccia Salvo e Angela perché il suo dovere l’ha sempre fatto onestamente. Il suo fermo sappiamo è momentaneo e pieno di valoroso significato. Non torna da siciliano squalificato o espulso per furbizie. Torna da leone ferito, ma sempre leone per sempre perché la sua storia lo dice.
Buon recupero, caro Paolo.

Lino Bellia