Attualità Scicli 26/08/2015 17:50 Notizia letta: 2677 volte

11 mila per Guccione al Brancati. La scelta coraggiosa dei commissari

Che hanno creduto nella mostra
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Scicli - Undicimila spettatori sono davvero tanti, forse, e a ragione, l’evento clou dell’estate sciclitana. “Amori, nella stanza della bellezza”. La personale di Piero Guccione, voluta e allestita dal movimento culturale Vitaliano Brancati per rendere omaggio agli ottanta anni di Piero, figlio illustre di Scicli, sbanca, ed è veramente il caso dirlo, al botteghino della bellezza che la città offre ai visitatori giunti in paese alla scoperta dei luoghi di Montalbano.

Un Guccione intimo e segreto che per la prima volta si ha avuto la possibilità di fruire grazie all’intuizione e alla lungimiranza del Brancati – di cui il Maestro è stato primo presidente nel lontanissimo, oramai, 1980- che, in quasi 40 anni di attività, ha sostenuto e promosso eventi culturali di spessore.

L’omaggio a Guccione– spiega il Brancati in un comunicato stampa in cui si offrono i numeri, ancora parziali, delle presenze- “propone opere finora sconosciute ai più, pensieri creati dal Maestro come gesti affettuosi in primo luogo per la sua compagna Sonia Alvarez e per i tanti amici: si tratta di fiori, di d’après, di mari, di omaggi alla sua città e ai suoi simboli. Sono “opere inedite, viste per la prima volta, a cominciare dal ritratto frontale di Sonia solenne e malinconico, carico di pensieri e di incertezze (…). Inoltre vi sono pastelli dedicati ai tanti amici (in un pastello si legge:” essere felici con i propri “amici” in armonia col mondo e raggiungere la felicità…) a cui ha fatto omaggio in occasione di un compleanno, di un onomastico, di una cena, di un evento particolare. ”

Bravi, dunque, quelli del Brancati. Onore al merito di chi la mostra l’ha pensata, pretesa e donata al popolo e alle migliaia di turisti folgorati dalla quinta barocca, sulla via monumentale che ha fatto da scena e fotografia per le storie televisive del commissario più famoso d’Italia, Salvo Montalbano. Del resto, Ragusanews ha dato, e per primo, amplissimo risalto alla mostra, con una messe di articoli.

La mostra di Piero Guccione – informa, ancora, il Brancati- “sarà fruibile fino all’8 Settembre, con ingresso gratuito” grazie anche agli interventi di alcuni sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa del circolo: la Banca Agricola Popolare di Ragusa, il Comune di Scicli, la Confeserfidi, e tantissimi altri.
Cosa? Il Comune di Scicli ha finanziato la mostra del Brancati?
Ma ne siamo sicuri? Stiamo parlando proprio di quel Comune commissariato, i cui commissari "aumentano le tasse per gli sciclitani, quelli che hanno raddoppiato ai cittadini l’Irpef e l’Imu sulle seconde case, aumentando anche la Tari e le tasse di soggiorno, cioè, coloro i quali hanno aumentato di circa 200 € in media le tasse a ogni famiglia di Scicli " danno soldi per un evento culturale del Brancati?
Ma “l’assemblea cittadina” -da qui in poi leggete di corsa come se foste su una bici, in discesa libera e senza freni- quella composta per grandi, ma anche per piccoli numeri, da soci e fondatori e simpatizzanti e tesserati del Brancati, proprio quell’assise che si è riunita nelle scorse settimane, nonostante il caldo che ti faceva strappare la pelle di dosso tanto era insopportabile, dando precedenza al senso civico prima che al fresco, al ristoro, al mare e pure agli ombrelloni di Sampieri, per impiattare quel po’po’ di documento servito alla cittadinanza su vellutata di “cioè”, ovvero, quella democratica congrega di donne e uomini del nostro bel paesello che hanno sentito il dovere di manifestare pubblicamente il proprio dissenso contro l’aumento a dismisura delle tasse da parte dei commissari straordinari che governano a Scicli, tutto questo lo sapeva?
Qualcuno glielo dica, allora, ai premurosi e attenti concittadini di quella famosa assemblea che il carico che i Commissari hanno dovuto calàre sulle tasse è servito a finanziare anche il pregevole evento culturale promosso dal circolo Brancati.
Una scelta impopolare quella dei commissari. È vero. Diciamo le cose così come stanno: con le tasse si finanziano i servizi pubblici e sociali. Non era mai accaduto, negli ultimi quindici anni, che il Comune mettesse mano al portafoglio dei cittadini per finanziare la cultura in maniera così efficace. I Commissari sono stati coraggiosi e lungimiranti: hanno sfidato l’impopolarità di una delibera di 3 mila euro, sapendo che in undicimila visitatori, in appena sedici giorni, avrebbero visitato la mostra. Una media di 687,5 visitatori al giorno.

Scherzi (ma anche no) a parte, il bello sapete qual è? Che il Brancati mette il Comune di Scicli al secondo posto nella lista degli sponsor da ringraziare per il finanziamento della personale di Guccione. Quando, in realtà, è stato il Comune di Scicli il primo sponsor dell’evento. Sarà stato un refuso. Crediamo. Non può la Banca Agricola aver fatto di più. Tranne che qualcosa a noi sfugga. Che la Banca Agricola non sia, nella testa di qualcuno, più importante. Ma non crediamo!

Anche perché per rimediare basta davvero poco: un manifesto -che non corra il rischio della “defissione”- dove si dica al popolo la verità. Un piccolo gesto d’affetto nei confronti degli sciclitani che hanno contribuito, a loro insaputa e nel loro piccolo, pagando in silenzio le tasse aumentate dai Commissari, alla crescita culturale del proprio paese.
Portando 11 mila visitatori in via Mormina Penna.

Basta poco, che ce vo’..?
Serve solo l’onestà.

Intellettuale.

                                                                     Il Duca di Monterosso

                                                                        in arte Socrathe 

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