Cronaca Chiaramonte Gulfi

Cane in gabbia, ma senza acqua, a Chiaramonte

La saga dei randagi
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Chiaramonte Gulfi - Gabbia trappola spostata da San Vito in un altro terreno (a quanto pare, senza che il padrone del terreno fosse stato avvisato), catturato un altro randagio rimasto senza acqua ma nessuno ha pensato di avvisare i volontari e, come bonus finale, discussione di tre ore in mezzo alla strada fra volontari e responsabili del Maia, Vigili Urbani e assessore con delega al randagismo. Facebook ha tante rogne, lo sappiamo: dà voce a chi farebbe meglio a tacere, ha fatto conoscere i limiti grammaticali di tanta gente (sia in età scolare che non) e ci sommerge di informazioni inutili e di link fasulli. Ma, se ha un merito relativo, è quello di riuscire a creare rete praticamente in tempo reale e di darci in brevissimo tempo informazioni che, se si rivelano corrette, aiutano anche ad affrontare situazioni che, altrimenti, rischierebbero di passare sotto silenzio. Com’ è accaduto ieri sera a Chiaramonte. Tutto nasce dalla lettura di un post, pubblicato dalla sezione ragusana dell’OIPA (organizzazione internazionale protezione animali) che, per correttezza, riportiamo integralmente: “Urgente.....abbiamo ricevuto una telefonata anonima da Chiaramonte Gulfi che ci indicava la presenza di una gabbia posizionata dal comune per la cattura dei cani randagi al cui interno ci sarebbe un cane che sta morendo di fame e di sete ( così ci è stato detto ). La polizia municipale non risponde e abbiamo chiamato i carabinieri che stanno provvedendo a verificare la segnalazione. Se qualche volontario della zona può e vuole andare a dare un occhio si trova in contrada madonna del volo a Chiaramonte Gulfi sulla sinistra dopo il supermercato sotto le piante di carrube....”. Il post viene letto anche dai volontari del canile Maia che, immediatamente, si attivano, essendo stati loro a costruire la gabbia per la cattura dei randagi. In serata, intorno alle 21.30, i volontari e i responsabili del Maia sono già sul posto da un’ora: Sergio Bramante, Roberto Ranieri e Luciana Licitra, raccontano: “La gabbia trappola è stata spostata da San Vito stamattina, in quanto il piazzale servirà per i festeggiamenti del Patrono. Alle ore 8.00 è stata portata qui”. La zona, comunemente detta “Madonna del Volo”, proprio sotto il cartello “Benvenuti a Chiaramonte”, in un terreno scendendo sulla sinistra. Bramante, dichiara: “A fine montaggio, ovviamente, abbiamo avvisato i Vigili e siamo andati via, certi del fatto che un occhio ogni tanto l’avrebbero dato alla gabbia trappola. Invece, veniamo a sapere della cattura del randagio da un post dell’OIPA, sezione Ragusa, tramite facebook. Quando siamo arrivati, intorno alle 20.30 circa, il cane aveva da mangiare, in quanto nella trappola mettiamo i bocconcini e i croccanti, ma non aveva acqua. Alle 20.55 chiamo i Vigili e mi confermano che sapevano che c’era il cane, ma nessuno aveva provveduto a dargli l’acqua. Mi chiedo: perché? Noi non sappiamo da quanto tempo il cane stesse lì ma nessuno ha provveduto a portargli acqua o ad avvisarci. Perché dobbiamo sapere le cose da facebook? Perché tenere il cane senza acqua se sapevano che c’era? Anche il proprietario del terreno non sapeva nulla del montaggio della gabbia trappola. Noi chiediamo almeno un po’ di collaborazione, basta una telefonata”. Mentre i volontari si apprestavano a sistemare le loro cose in auto, mi informano che, per stasera, non avevano l’ordine di portare al canile il randagio. Perché? Non si sa. Dopo circa dieci minuti, arrivano sul posto una macchina dei Vigili Urbani, il Comandante dei Vigili stessi, Giovanni Catania (che era fuori servizio) e l’assessore con delega al randagismo Alessandro Cascone. Per circa due ore e mezza abbondanti (dalle 21.30 circa fino a mezzanotte), lo strano e improvvisato gruppo ha stazionato ai bordi della strada parlando di alcuni problemi relativi al randagismo. Sarebbe impossibile riportare per intero una discussione durata ore: i volontari del Maia, sostanzialmente, chiedono più attenzione, maggiore collaborazione e soluzioni condivise. Dall’altra parte, assessore e Vigili sostengono che il problema è di difficile soluzione, le risorse sono poche e comunque, per quanto concerne le loro competenze, si sta facendo tutto il possibile. Per quanto riguarda la situazione venutasi a creare ieri, il comandante Catania ha dichiarato di non aver chiamato il Maia perché non voleva disturbare, vista l’ora tarda, e di stare provvedendo lui stesso a portare l’acqua al cane. Inoltre, ha ritenuto che il cane poteva restare nella gabbia trappola fino al giorno dopo in quanto fuori vi era una bella serata estiva. Naturalmente, si è parlato anche di risorse economiche e qui gli animi si sono un po’ accesi. Com’è noto, infatti, i volontari e i responsabili del canile hanno dichiarato a questo giornale in data 21 agosto 2015 di non percepire più i soldi della convenzione dal 2014. Secondo l’assessore Cascone, lo sbaglio commesso dal Maia è stato quello di rivolgersi alla stampa (brutta e cattiva perché fa il suo mestiere) e non di essere andato privatamente in ufficio a chiedere spiegazioni. Secondo Vigili e assessore sarebbe stato “più educato” fare in questo modo. I volontari, però, hanno risposto prontamente che “educazione”, se di educazione si può parlare, sarebbe stata aver ricevuto la somma che, ricordiamo, spetta a loro per convenzione. Gli animi si accendono ma per fortuna la discussione si mantiene su un buon livello di civiltà. Si viene a conoscenza anche di un anonimo “animalista” (così definito da Vigili e assessore), che avrebbe lasciato anche un biglietto nella gabbia trappola a San Vito di questo tenore: “Ciao sono Fuffy, insieme all’amico Pollo. La prossima volta che provate a catturarmi vi taglio le ruote della macchina”. Per far capire: l’amico Pollo è un riferimento, probabilmente, alla coscia di pollo appesa come esca per catturare i randagi. Infine, la questione del trasporto dei cani nei canili del nord. Com’è noto, questo sistema è stato adottato anche a Chiaramonte, l’anno scorso, quando un gruppo di cani è stato mandato in un canile dell’Emilia Romagna. Tali “viaggi” permetterebbero al Comune di risparmiare, in quanto dopo sei mesi i canili di arrivo non chiedono più spese di mantenimento. Assessore e Comandante dichiarano che tutti i cani (circa 51), mandati al nord, sono stati adottati in tempi brevissimi. Ma sia Roberto Ranieri, Luciana Licitra e Sergio Bramante, ribattono che in realtà è stata fatta una selezione senza criterio, perché non tutti i cani saranno mai adottabili e nessuno ha chiesto loro quali potevano essere inviati a nord per avere maggiori probabilità. Inoltre, Luciana Licitra sostiene di essere in contatto con i volontari di quel canile e che a lei non risulta che siano stati adottati tutti. La domanda posta dai volontari è: a che cosa serve spostare i cani da un canile all’altro? Tutto questo e molto altro ancora, in ogni caso, potrà essere oggetto di discussione di un tavolo tecnico: ieri sera, infatti, i convenuti all’incontro improvvisato hanno concordato di rivedersi martedì prossimo alle 10.00 nei locali della Polizia Municipale di Chiaramonte per parlare del problema. Per la cronaca: il cane catturato ieri sera, infine, è stato portato in canile.

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