Attualità Vittoria 29/08/2015 15:06 Notizia letta: 1938 volte

Il racket a Vittoria colpisce chi non si piega

Esponente di Altragricoltura
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Vittoria - Da giorni è ormai noto alla cronache la notizia che la mafia ha distrutto il magazzino di lavorazione di prodotti ortofrutticoli di Maurizio Ciaculli, responsabile regionale siciliano Altragricoltura.
"E’ indubbio che il fatto di per sè presenta molte zone d’ombra" sottolinea Tano Malannino, presidente nazionale di Altragricoltura. L’opificio, infatti, pur essendo di proprietà di Ciaculli, era affidato a curatela fallimentare che lo aveva affittato a terze persone.
"E’ evidente - continua Malannino -che quando la mafia decide di colpire, lo fa, e se lo Stato resta silente a episodi di questo tipo, questi episodi non solo risultano impuniti in un territorio dove fenomeni di questo tipo rappresentano sempre più la quotidianità, ma non c’è un’azione forte che possa minimamente contrastarli. Ci chiediamo infatti come mai non si potenzia la Procura della Repubblica di Ragusa attribuendole strumenti e risorse idonee. Tutto questo ci porta a pensare che in seno allo Stato esistano cellule malsane per cui si ha interesse a lasciare in abbandono questo stato di cose. Questo territorio, grazie al lavoro dei contadini produce molta ricchezza che viene divisa oramai da anni, tra mafia, grande distribuzione organizzata e sciacallaggio sociale: si vuole continuare?
Una cosa è certa noi non ci fermiamo, il progetto che vedeva il magazzino e lo stesso Ciaculli simbolo di rinascita e rappresentavano una testimonianza viva e forte di questo territorio da cui partire per costruire un modello alternativo all’attuale commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli, viene solo ritardato. La legalità e la giustizia sociale nelle campagne e nella filiera agro-alimentare la spunteranno".

L’episodio è di una gravità inaudita perché rappresenta non solo un tentativo di intimidire l’attività di Maurizio Ciaculli, conosciuto per il suo impegno dentro Altragricoltura contro il fenomeno delle aste giudiziarie e la contraffazione dei prodotti agroalimentari, ma vi è anche l’azione forte di inibire le lotte e le vertenze che l’organizzazione, insieme ad altri soggettie alle comunità, sta portando avanti, ormai da anni, in Sicilia.
Questo argomento rappresenterà uno dei focus principali dentro la marcia per il Riscatto delle comunità rurali che Altragricoltura intraprenderà a breve sul territorio nazionale.
Prevista, inoltre, a giorni, una conferenza stampa di Altragricoltura dove verranno annunciate le prossime azioni fornendo dati e documenti utili all’inchiesta per fare meglio luce sulle connivenze colletti bianchi–mafia.

Redazione
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