Cultura Madrid

Santa Teresa di Gesù e il suo tempo

Quinto anniversario della nascita

Madrid - Nel quinto centenario della nascita di Teresa di Gesù (al secolo Teresa de Cepeda y Ahumada), Ávila 28 marzo 1515, non potevo non pubblicare questo interessante documento da me rinvenuto fra i fondi del “Archivo Histórico Nacional de Madrid”.
Si tratta di una lettera, spedita dagli Inquisitori del Tribunale dell’Inquisizione di Palermo Dott. Llanes e Dott. Matienzo, indirizzata con quasi certezza al Consiglio Generale dell’Inquisizione a Madrid.
Il destinatario non figura espressamente ma è con facilità deducibile.
Siamo nel tempo di Filippo III di Spagna.
L’Inquisizione, da viva, aveva dato non poche noie a Teresa di Gesù, riformatrice dell’Ordine carmelitano, fondatrice delle carmelitane scalze. Anche da morta, purtroppo, non le risparmiava colpi bassi.
L’eco della riforma carmelitana si era diffusa in tutta la Castiglia e, in seguito, in tutta la Spagna e il Portogallo con la rapidità del fulmine.
Teresa di Gesù era costretta a viaggiare su carri o a dorso di muli per giorni e giorni, da una città all’altra, da un monastero all’altro, sfidando intemperie, ostilità, incomprensioni e, soprattutto, la diffidenza del Santo Officio.
Allertato, infatti, da denunce presentate da una novizia che non seppe resistere all’austerità della regola e che fu istigata con probabilità dalla principessa d’Eboli, il Santo Officio tenne sempre sotto mira Teresa e la sua Riforma.
La lettera è la dimostrazione di questa irriducibile diffidenza. Per questo il documento diventa non solo preziosa testimonianza ma anche indirettamente cronaca di un tempo che vide contrapposte le due famiglie carmelitane (calzate e scalze), che assistette impotente alla divisione della società spagnola.
Paolo V beatificò Teresa di Gesù nel 1614 ma solo nel 1622 Gregorio XV la dichiarò solennemente santa della Chiesa Universale e Urbano VIII la proclamò “compatrona” (con San Giacomo) di Spagna nel 1627.
Questa lettera scritta da Palermo nel 1619 in risposta a una precedente del 1618 e a un’altra dello stesso tenore del 1619 (quindi appena quattro anni dopo la beatificazione di Teresa di Gesù e tre anni prima della sua canonizzazione), ci fa capire il clima pesante che ancora circondava l’opera della povera Madre Teresa.
Con molta probabilità la società spagnola si era spaccata in due fazioni: quella pro e quella contro l’elezione della Santa a “patrona” di Spagna, avvelenando gli ultimi anni del regno di Filippo III.
Ma l’incertezza e la cautela mostrate nel documento dal Santo Officio ci rivelano la grande popolarità della santità di Teresa, frutto dell’ardente fede nel Signore Crocifisso e Risorto.
Teresa contravveniva, in effetti, al severo e preciso monito della Controriforma riguardante la lettura dei testi sacri e la conseguente interpretazione, per questo motivo era stata seguita con sospetto dall’Inquisizione spagnola e i suoi scritti erano stati in parte dati alle fiamme. Da donna colta, seppe tradurre la sua fede sincera nella lingua del popolo, lasciandoci scritti nel castigliano del Siglo de Oro d’impareggiabile sapienza e bellezza, d’irraggiungibile misticismo. Come fece anche Giovanni della Croce, suo insuperabile maestro spirituale e, poi, compagno nella riforma lungimirante del Carmelo.
Teresa e le sue sorelle scalze furono da subito presenti a Scicli.
Santa Teresa, sotto titolo di Santa Chiara “su’l fine della strada detta del Corso” è stato un celebre monastero di carmelitane scalze nel quale visse la virtuosa Suor Teresa di San Guglielmo. La stessa che fu chiamata a essere maestra delle novizie di un altro monastero di carmelitane scalze, presente nella Scicli del Seicento e ormai non più esistente perché demolito, annesso alla chiesa della Concezione.
La grande pala che ancora fa bella mostra di sé sull’altare maggiore della Chiesa di Santa Teresa in Santa Chiara al Corso a Scicli descrive in un modo originale e forse più credibile il racconto della “trasverberazione” fatto dalla stessa “Santa serafica” nella sua autobiografia: nel dipinto, infatti, non un angelo trafigge il suo cuore con una freccia ma un Gesù fanciullo. Certamente quest’opera unica nell’iconografia teresiana è la rappresentazione artistica più aderente alla sua esperienza mistica di Dio.
Do qui di seguito la trascrizione della lettera e la sua traduzione:

AHNM Inquisicion, L.885 pag. 251

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En Madrid 25 de Junio 1619

Risposta: està bien

Por carta de 10 de Noviembre del año pasado 1618 recivida à 26 del presente, manda V.S. recoger por editos en todo el distritto deesta Inquisicion los escritos y papeles concernientes al nombramiento que se hizo de patrona de España a la madre Teressa y que se prohiva que ninguno escriva ni ymprima sobre esta materia de aqui adelante so pena de excomunion mayor Late sententie y de duzientos azotes.
El mismo dia, recivimos otra de 21 de hebrero deste año en la qual manda V.S. suspender por aora la publicacion desto, y porque aqui no se tiene noticia de tal nombramiento, ni de que sobre ello se aya escrito, ni ympresso cosa alguna, ha parecido suspenderlo, como V.S. lo manda en la segunda carta. Guarde Dios a V.S.
En Palermo á 29 de Abril 1619
El Doctor Llanes Inquisidor
El Doctor Matienzo Inquisidor

Traduzione:

Madrid, 25 giugno 1619

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Risposta: va bene

Con lettera del 10 novembre dello scorso anno 1618, ricevuta in data 26 corrente, V.S. ordina che siano sequestrati per editto in tutto il distretto di questa Inquisizione scritti e documenti riguardanti l’elezione a Patrona di Spagna della Madre Teresa e che chiunque volesse scrivere e stampare su questa materia da oggi in avanti, incorra nella scomunica Latae Sententiae e (sia punito con, ndt) duecento frustate.
Nello stesso giorno, abbiamo ricevuto altra lettera del 21 febbraio scorso nella quale V.S. ordina che sia sospesa la pubblicazione del precedente ordine. Siccome qui la notizia di tale elezione non è ancora pervenuta per cui nulla è stato scritto o stampato al riguardo, ci è parso prudente sospendere qualsiasi iniziativa come V.S. ordinava nella seconda lettera da noi ricevuta.
Che il Signore conservi a V.S. (per molti anni, ndt).
Palermo, 29 aprile 1619
Inq. Dr. Llanes Inq. Dr. Matienzo

CREDITI
Archivo Histórico Nacional Madrid
Notizie storiche della Città di Scicli, Vol. II, ed. a cura di Michele Cataudella, Ed. Comune di Scicli, luglio 1994
Teresa di Gesù, Santa, Enciclopedia Italiana (1937), voce a cura di Alfredo Giannini

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