Attualità Venezia 02/09/2015 11:28 Notizia letta: 3503 volte

L'uomo che scolpì sull'oro il Val di Noto

Roberto Assenza
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Venezia - Una tecnica antica rivive grazie alla maestria di un artigiano dell’oro graffito che riesce a far sbocciare su una foglia di oro zecchino le mappe delle più interessanti città d’Italia. E’ questa l’arte di Roberto Assenza, rosolinese di nascita, 57 anni, ma da più di trent’anni residente in Veneto, a Mestre. Dopo aver conseguito la laurea allo IUAV di Venezia, Roberto Assenza si è stabilito definitivamente in Veneto, ma evidentemente porta ancora con sé una parte di Sicilia che riesce a far rivivere nei suoi lavori. Attualmente, due sue tavole sono esposte alla galleria Koinè di Scicli. Dal 1998 è entrato nel mondo del design: fino al 2006 ha progettato lampadari, sculture di vetro per la vetreria Archimede Seguso di Murano; durante questa esperienza ha avuto modo di collaborare con la casa Tiffany & Co. Dal 2006 è senior designer per l’azienda de Majo, per la quale ha sviluppato alcuni pezzi della Collezione Tradizione. Ha firmato alcuni dei più maestosi lampadari veneziani quali il Roveto Ardente, I quattro Elementi e Muricanu Chocolate.
Come potremmo definire il suo mestiere?
“Sono un artigiano dell’oro graffito”.
In che cosa consiste esattamente questa tecnica?
“La tecnica dell’oro graffito è molto antica e risale all’epoca romana. Veniva utilizzata per i mosaici. Con la Caduta di Bisanzio, questa tecnica viene ereditata da Venezia, nel XV secolo, che la conserva e la utilizza per realizzare manufatti di altissimo pregio”.
Ci può spiegare il processo lavorativo?
“Dunque, la prima fase è quella della fornace: in partica, il vetro in lastra viene colato su stampi di 30X30. Successivamente, la lastra passa al decoratore che la ricopre con la foglia di oro zecchino preparata dal battiloro. La foglia è sottilissima e viene applicata al vetro con una speciale colla chiamata fondente. Poi, arriva il mio lavoro: la lastra viene incisa con una punta sottilissima di rame, o di un altro metallo dolce, per evitare che venga graffiato il vetro sottostante. Una volta terminato il lavoro, la lastra incisa viene ricotta nel forno in modo da fissare definitivamente l’oro sul vetro. Il disegno sulla foglia di oro è la fase più delicata, in quanto non è possibile fare errori. Una volta incisa, infatti, la foglia rimane così com’è e non è possibile ritornare indietro”.
Perché lei predilige, come soggetti del proprio lavoro, le mappe antiche delle città?
“Questa tecnica di solito viene usata per decorare oggetti di lusso, ma a me è sempre piaciuto disegnare mappe di città. L’avevo già fatto per divertimento, ma dall’anno scorso ho deciso di cimentarmi in maniera più seria”.
Com’è nata questa avventura?
“In occasione della biennale di architettura a Venezia si era organizzata una manifestazione parallela. In quell’occasione ho realizzato la mappa di Vicenza con la basilica palladiana. Poi, durante questo inverno, ho avuto modo di parlare con il direttore della galleria Koinè di Scicli e per questo ho pensato di realizzare alcune lastre con le mappe delle città UNESCO”.
Che tipo di mappe vengono riportate sull’oro?
“In linea di massima cerco di realizzare mappe che riguardano le città prima dell’avvento dell’Unità d’Italia. Il motivo è semplice: mi piace definire le città per come si sono presentate per secoli, prima dell’avvento dell’urbanizzazione selvaggia. E’ una sorta di riflessione su quello che potrebbero essere le città prima dello stravolgimento apportato dall’edilizia. Se riesco a trovare documenti specifici, inizio a lavorare su quelli. Ho realizzato le mappe delle città del Val di Noto, più Avola e Grammichele, in quanto ho ritenuto le loro mappe molto particolari. Inoltre, ho inserito anche Siracusa e Catania e presto vorrei integrare il lavoro anche con Malta. Naturalmente, ho voluto omaggiare anche il mio paese natale, Rosolini, anche perché ha un’urbanistica molto particolare. Per le città più grandi, come ad esempio Siracusa e Catania, ho utilizzato delle lastre leggermente diverse: 35X30, di colore rosso. Per le altre città medio-piccole, lastre 30X30 di colore blu”.
La sua è principalmente una passione. Ma ha qualche progetto in cantiere?
“Stiamo lavorando per realizzare una mostra durante il periodo Natalizio, coinvolgendo tutti i Comuni che fanno parte della mia collezione. Attualmente, ho realizzato 11 tavole”.

Irene Savasta