Cultura Roma 08/09/2015 00:46 Notizia letta: 3487 volte

Oliver Astrologo, il regista che ha dato a Roma quel che è di Roma

L'ottavo Re di Roma
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Roma – Trentacinque anni, fotografo e videomaker nel tempo libero, creatore di applicazioni per telefonini e socio di un’agenzia pubblicitaria che si occupa di realtà aumentata (la Hangloose).
Oliver Astrologo, dal Democrito –classico, e pure sperimentale- allo scientifico, passando, dopo anche un paio di bocciature, a Scienze della Comunicazione, è l’ottavo Re di Roma.
Mamma tedesca, papà romano, di Casal Palocco, è l’autore del video che ha ridato alla Capitale italiana la dignità che merita, in un momento decadente della città più bella del mondo.
Lo ha fatto con uno spot, autoprodotto, di tre minuti, senza finanziamenti pubblici né privati.
Lo ha fatto con amore, e con tantissima sensibilità.
Lo ha fatto senza retorica, con acume e padronanza della tecnica cinematografica.
Sentiremo parlare di Oliver Astrologo nei prossimi anni, e ne sentiremo parlare parecchio.
“Ho la fortuna di viaggiare molto –esordisce schernendosi, quasi sorpreso del successo mondiale del suo video- e ho iniziato un progetto sulle destinazioni del mondo già da qualche anno. I miei sono racconti non convenzionali, ho raccontato il Vietnam, e il mio video ha avuto un successo immediato, tv e giornali vietnamiti hanno parlato di me per mesi. Che dire? Non me l’aspettavo!
Poi ho pensato che non esisteva un racconto breve della mia città, la città in cui sono nato. O forse, per mera ignoranza, io non lo conoscevo. Sono stati girati grandi film a Roma, grandi affreschi cinematografici, ma io sentivo il bisogno di un racconto breve, suggestivo, vero.
Ho iniziato a girare per Roma, raccogliendo materiale, in maniera non necessariamente programmata. Nessuna delle inquadrature che vedete nello spot è costruita, recitata. Dopo sei mesi di riprese, e una quantità non misurabile di gigabyte di girato, ho iniziato a montare, non senza chiedere prima aiuto al compositore che aveva scritto le musiche del video vietnamita.
Da solo, o con l’aiuto di mio fratello, e sporadicamente di alcuni amici, sono entrato nei luoghi nascosti di Roma, pagandomi i biglietti di ingresso, facendo tutto da me. Non volevo che il mio omaggio alla città fosse sovvenzionato da alcuno, per questo ho chiesto al mio amico canadese Maximilian, l’autore delle musiche, di partecipare al progetto in coproduzione".

Oliver cuce l’alto e il basso, il grasso e il secco, il sublime e il misero, l’eterno e l’anonimo, ben conoscendo la natura della città, madre e sgualdrina, comunque capace di accogliere.
Lo ha fatto con un movimento di macchina che imprigiona l’occhio, lo disorienta, alternando schiaffi a carezze, baci a rifiuti. Come negli amori più controversi.
La sua macchina da presa è aspirazionale, mira all’alto, avvolgendo, in una spirale, i sentimenti più nascosti, come quelli di due uomini che si baciano, in pubblico.
Mezzo milione di visualizzazioni in una settimana. In tutto il mondo. E’ l’esito di questo piccolo grande capolavoro.
Oliver ha rubato i suoni, i rumori della città col proprio Iphone, li ha passati a Maximilian, che ha composto le musiche sporcandole di scampanii, caffè espressi, cornacchie, ambulanti, moto, litanie, sciacquii, ansie.
Nel lavoro di sottrazione, dal bello assoluto e agiografico al bello reale, vissuto, sporco eppur sublime, c’è la cifra di questo giovane cineasta, che il grande schermo attende ora alla prova.
Un regista a piedi scalzi, nella città eterna.

R O M A from Oliver Astrologo on Vimeo.

Giuseppe Savà
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