Attualità Acate 13/09/2015 19:37 Notizia letta: 24 volte

Acate, privatizzare il depuratore contro i tumori

Troppi malati
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Acate - Giovedì mattina ad Acate è stato presentato un piano di prevenzione contro le patologie tumorali. Il sindaco Franco Raffo in conferenza stampa insieme ad alcuni membri della giunta, gli assessori Amatucci e Cutrera e il vice sindaco Li Calzi, ha esposto la problematica sempre più dilagante delle morti a seguito di malattie cancerogene. Mesi di studi, ha spiegato il primo cittadino, hanno condotto alla scoperta della probabile causa: le pessime condizioni dell’impianto di depurazione delle acque. Trovata la causa, la giunta ha presentato un progetto per cercare di risolvere il problema: l’adeguamento dell’impianto ai canoni stabiliti. Il sindaco ha affermato, che tramite una gestione mista tra pubblico e privato mirante a ridurre i costi, il depuratore tornerà a funzionare a pieno regime garantendo acque depurate e cristalline. Critici verso il nuovo progetto sono stati i consiglieri di opposizione Berrittella, Carnemolla, Occhipinti, Palma e Tidona. I Cinque Stelle temono che dietro l’adeguamento ad opera di privati dell’impianto non ci sia la volontà di ridurre il rischio tumori, ma solo quella di privatizzarlo. Nel comunicato stampa dei consiglieri del Movimento 5 Stelle leggiamo che qualche giorno fa in una riunione il sindaco e il capo dell’ufficio tecnico, Sidoti, hanno esposto un progetto di uno studio privato di Vittoria sulla gestione del depuratore. La delibera di giunta n.131 /2015 risalente al mese di luglio testimonia l’approvazione della proposta del “Consorzio Galileo”, la ditta privata in questione. L’opposizione parla anche di costi affermando che l’importo totale del progetto è di circa 1 milione di euro, anche se la somma effettiva per adeguare e ampliare il depuratore è di “soli” 600 mila euro. Le altre somme servirebbero per spese varie, tra cui un bel 2% (cioè quasi 30 mila euro) per il Responsabile unico, ruolo che spetterebbe al Capo dell’ufficio tecnico: Carmelo Sidoti. I consiglieri del Movimento si chiedono se non fosse stato meglio accedere ad un mutuo piuttosto che cedere, anche se in parte, la gestione di uno dei servizi più importanti per la comunità in mano ai privati. Dalla loro nota leggiamo che i timori dei Cinque Stelle sono essenzialmente due. Il primo è l’aumento del costo del servizio idrico, dovuto al possibile ripagamento delle spese sostenute da parte del privato. La gestione privata dovrebbe durare da qui ai prossimi venti anni. Il secondo timore è quello della strumentalizzazione di un problema delicato che tocca tutti al fine di sponsorizzare un progetto. Dietro ci starebbe, secondo l’opposizione, anche lo scopo di smaltire le responsabilità penali derivanti dal sequestro del depuratore, che al momento pendono sulla testa della giunta.

Federica Monello
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