Economia Modica 16/09/2015 11:10 Notizia letta: 3097 volte

Conad Modica si fonde con Palermo

Depauperamento industriale
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Modica - Tutte e due insieme producono un fatturato annuo di 850 milioni di euro ed entro marzo probabilmente avranno una partita Iva unica: stiamo parlando della fusione in atto fra Sicilconad, con sede a Partinico, in provincia di Palermo, e Conad Sicilia, la cooperativa che ha sede direzionale al cento Asi Modica-Pozzallo. L'obiettivo del nuovo direttore generale di Sicilconad, Natale Lia, è quello di creare un marchio unico. Il colosso palermitano assorbirà la realtà modicana che attualmente è la più grande organizzazione in cooperativa di imprenditori indipendenti in Sicilia Orientale, con 130 soci e 1435 addetti ed è presente nelle provincie di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa e Malta, oltre ad avere 189 punti vendita. Il suo fatturato è di 300 milioni di euro annui. Sicilconad di Palermo, invece, ha 100 soci e 2500 addetti, con 207 punti vendita è un giro d'affari stimato in 545 milioni di euro ed è presente nelle provincie di Agrigento, Palermo, Enna, Caltanissetta e Trapani. Le quote di mercato si aggirano intorno al 24% a Ragusa e Palermo e al 26% a Trapani ma scendono sotto il 10% a Catania, Messina, Siracusa ed Enna. Uno degli obiettivi della fusione, infatti, è quello di andare a coprire il mercato di Catania e Messina, in cui il marchio sostanzialmente non è presente, allineando il market share alla media nazionale (11,7%). La questione fondamentale, però, è che le due realtà partono da due filosofie completamente diverse: Sicilconad di Palermo, infatti, ha una vocazione prettamente imprenditoriale, mentre Conad Sicilia di Modica è fortemente cooperativistica e ha fatto dell'unione fra gli imprenditori il suo punto di forza. Tutto questo, molto probabilmente, andrà perduto con l'assorbimento del marchio modicano. Il primo CDA congiunto si è riunito a Enna il 4 settembre ma ancora non si sa quale sarà la sede ufficiale del nuovo stabilimento. Nonostante Palermo venga esclusa e qualcuno parli di mantenere le due sedi, visto come stanno le cose è probabile che venga scelto proprio il capoluogo palermitano come nuova sede spogliando ancora un poco il territorio ibleo di un'altra realtà imprenditoriale in favore di altri.

Irene Savasta
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