Giudiziaria Santa Croce Camerina 21/09/2015 15:16 Notizia letta: 2558 volte

Loris, il perito di Veronica contesta la ricostruzione con le immagini

La prova delle telecamre
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Ragusa - Si è svolta stamani l’udienza per il deposito della perizia relativa all’incidente probatorio per l’acquisizione delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza pubblici e privati in relazione all’omicidio del piccolo Loris Stival, otto anni, ucciso a Santa Croce Camerina lo scorso 29 novembre 2014. Unica accusata dell’omicidio la madre Veronica Panarello, in carcere con l’accusa di aver ucciso e di aver gettato il corpo del bambino al Mulino Vecchio, luogo in cui poi venne ritrovato il cadavere. Si tratta dell’ultima tappa prima dell’avvio del processo.

LA DIFESA DI VERONICA PANARELLO
La difesa della donna, affidata all’avvocato Francesco Villardita, punterà proprio sulle immagini di videosorveglianza che, sin dal primo momento, si sono rivelate essenziali per accusare la mamma di Santa Croce, in carcere dall’8 dicembre del 2014. Già il 29 maggio scorso, però, la cassazione aveva respinto il ricorso presentato dal suo legale e ha rigettato la richiesta di scarcerazione. In quell’occasione, la difesa aveva già contestato l’ora in cui i periti hanno collocato l’omicidio. La difesa della donna, dunque, sostiene che mancherebbero alcune immagini dai video consegnati ed esaminati dal consulente del tribunale. Uno di questi sarebbe quello che avrebbe ripreso un’automobile compatibile a quella usata alla donna svoltare verso il Vecchio Mulino, luogo dove venne ritrovato il corpicino del bambino privo di vita. Le immagini ci sono ancora ma non sul dvr oggetto dell'acquisizione dell'incidente probatorio. L'avvocato Francesco Villardita, aveva sollevato una eccezione a inizio udienza, poi respinta dal gip: "Ho evidenziato l'assenza della indagata in aula - spiega - mentre secondo il codice di procedura penale aveva diritto di esserci. Ora aspettiamo l'udienza preliminare".

I VIDEO: PARLA IL PERITO NOMINATO AL GIP
Luca Losio, perito nominato dal Gip Claudio Maggioni a fine udienza, finalizzata proprio alla consegna della relazione sull'acquisizione delle immagini, ha raccontato le modalità adottate e le difficoltà incontrate, anche in relazione alla qualità di alcuni video: "Sono state spiegate le modalità tecniche con le quali sono state svolte queste operazioni dell'incidente probatorio", ha detto, e poi ha aggiunto: "E’ stato un incidente probatorio che è durato molto tempo perchè come era stato già preventivato, molti dispositivi non erano professionali, erano tutti uno diverso dall'altro, per cui ogni dvr andava considerato ed esaminato in modo diverso. Su 27 dvr, 4 sono risultati senza informazioni, un disco era rotto un altro non funzionava più. Un'alta percentuale di dati. Comunque alla fine, siamo nell'ordine dell'85 per cento, è stata processata - spiega Losio - i dati sono stati calcolati in 60 terabyte di cui 13 sono di estrazione che ora saranno al vaglio degli inquirenti per capire quali siano i filmati di interesse o meno. Il mio compito era di fare copie e estrazioni in modo che i consulenti avessero già il materiale su cui potere lavorare".

L’ORA DEL DECESSO
Uno dei temi su cui si è molto dibattuto è stato quello degli orari delle registrazioni. Come si è proceduto nel calcolo degli orari di registrazione delle immagini? "Quando ho fatto le operazioni di estrazione dal disco - risponde il perito Losio - ho calcolato la discrepanza reale con quel dvr e l'ho verbalizzata. Ho fatto presente che una rilevazione di questo tipo era stata già fatta dalla polizia giudiziaria e che ci possono essere degli errori di scostamento come un orologio che a distanza di mesi può guadagnare o perdere qualche minuto; la rilevazione fatta al tempo è sicuramente più precisa. Ma ho ritenuto comunque giusto effettuare nuovamente questa rilevazione e verbalizzarla in modo tale che eventualmente si poteva calcolare la discrepanza a dicembre rispetto a quella attuale. Un minuto può essere determinante ecco perchè ho voluto aggiungere anche questo elemento".
 

Irene Savasta
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