Attualità Chiaramonte Gulfi 26/09/2015 13:41 Notizia letta: 2822 volte

Chiaramonte rischia il dissesto

Il termine del 30 settembre
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Chiaramonte Gulfi - Il Comune di Chiaramonte Gulfi rischia di andare in dissesto. E’ questa la preoccupazione dell’ufficio area finanziaria e dei revisori dei conti che è emersa durante la seduta del consiglio comunale del 25 settembre. La notizia ha lasciato basiti chi assisteva ai lavori del consiglio, in quanto durante la discussione si è scoperto che, secondo gli uffici, il Comune avrebbe un deficit di circa 450 mila euro.

In realtà, il consiglio era stato convocato per questioni tecniche ma durante il punto riguardante le interrogazioni, comunicazioni ed interpellanze, il discorso è andato a cadere (come era facile prevedere vista la tempistica) sul bilancio. O meglio, sullo schema di bilancio che, perentoriamente, deve essere approvato dalla giunta entro il 30 settembre. Ad oggi, infatti, non sembrano essere state concesse altre proroghe. La giunta, infatti, deve approvare uno schema da dare agli uffici che, in base a quelle direttive, dovranno poi elaborare il bilancio. L’approvazione in consiglio è necessaria ed obbligatoria ma può avvenire anche a fine ottobre. Nonostante le parole rassicuranti dell’assessore al ramo Salvatore Vargetto, un certo nervosismo è trapelato. I dirigenti degli uffici e i revisori dei conti, invece, sembrano essere assolutamente pessimisti: troppo poco tempo per adottare tutti gli atti. Quello che sembra ormai certo è che quasi certamente il canone idrico aumenterà del 44% per cercare di coprire 250 mila euro di ammanco. E forse potrebbe aumentare anche l’IMU agricola dello 0.20 ma è tutto da vedere. Ma per capire bene il deficit di cui si è parlato, bisogna precisare alcune cose. Durante la discussione, infatti, è emerso che c’è discordanza fra i dati riportati dagli uffici, che parlano di circa 450 mila euro di ammanco, e i dati forniti in aula dall’amministrazione (rappresentata dall’assessore Vargetto) che, invece, parla di un deficit di 250 mila euro dovuto alla mancata erogazione dei contributi da parte della Regione. I dati degli uffici, invece, sostengono che tale deficit di 450 mila euro circa sia dovuto a tre voci: la mancata erogazione dei 250 mila euro da parte della Regione, circa 140 mila euro di debiti fuori bilancio che il Comune ha per cause in corso e circa 100 mila euro dovuto al fondo crediti di dubbia esigibilità. Quest’ultima è una voce nuova ed è la prima volta che lo Stato pretende che sia messa nel bilancio di un Ente. Si tratta di soldi che l’Ente deve prevedere per forza e che non può impegnare in alcun modo.

LA DISCUSSIONE

La questione viene sollevata dal consigliere Antonella Occhipinti (PD), che spiega in aula: “Vorrei condividere con il consiglio una preoccupazione. Siamo al 25 settembre e la data per la scadenza dell’approvazione del bilancio è il 30 settembre. C’è anche il sabato e la domenica di mezzo. Mi chiedo se ci siano i tempi per una predisposizione dello schema. Quali sono le conseguenze nel caso in cui gli atti non ci fossero? Non voglio creare allarmismi ma sono molto preoccupata”. Il presidente Battaglia rincara la dose: “Ho scritto al sindaco e agli uffici il 18 settembre. Mi ha risposto solo il ragioniere capo. Non c’è dubbio che ci sia un problema. Ad oggi non abbiamo neanche uno schema per l’approvazione delle tariffe”. Prende la parola il dirigente dell’area finanziaria, dottor Francesco Cardaci: “Negli ultimi giorni alcuni consiglieri mi hanno chiesto in via informale di parlare loro della situazione. Io ho cercato di fare tutto quello che era in mio potere: ho predisposto gli atti propedeutici e i capitoli in entrata e uscita. Ma mi sono dovuto fermare lì. Ho avuto una corrispondenza riservata con il sindaco e se lui mi autorizza posso anche leggerla. Oggi posso leggervi la lettera che ho scritto al presidente per capire la situazione. Ho risposto a lui, infatti, il 22 settembre e così capirete tutti cos’è successo da maggio in poi: il bilancio non è stato ancora predisposto. L’amministrazione non ha dato direttive agli uffici. Io le ho richieste da maggio in poi ma le mie richieste sono rimaste sostanzialmente inevase”. Il consigliere Giuseppe Savasta (Cambiare per Crescere), prende la parola: “Il bilancio era già pronto a maggio? Mancavano solo le direttive? La Regione quando comunica i trasferimenti?”. Cardaci risponde: “Ma non posso aspettare la Regione. I trasferimenti, quando arrivano, possono essere inseriti lavorando con le variazioni. Evidentemente lei non ha mai visto un bilancio”. Ma a questo punto scoppia un violento litigio fra Savasta e Cardaci. Savasta, infatti, ribatte: “Non si permetta di dire che io non ho mai visto un bilancio. Io ho fatto delle domande precise”. Giovanni Vivera (Cambiare per Crescere), risponde: “E’ evidente che c’è un problema fra gli uffici e l’amministrazione”. Ma la Occhipinti riprende la parola: “Se facciamo questo ragionamento sui trasferimenti in entrata, lo dobbiamo fare anche per quelli in uscita. Perché se questi soldi non c’erano non doveva essere speso un euro. Come faccio a spendere se non ho a disposizione i trasferimenti? La verità è che si è agito come se queste somme ci fossero, quando non era così. Quali sono le conseguenze a cui il nostro comune va incontro? Non mi sembra il caso di fare affidamento sulle proroghe”. Cardaci risponde: “Il 30 settembre termina l’esercizio provvisorio. A questo punto, se non si hanno gli schemi, si entra in gestione provvisoria. Ciò significa che non si può impegnare nessun tipo di spesa. Se l’amministrazione non fa questa delibera, ci saranno sicuramente danni per l’Ente perché passato il 30 settembre non si possono approvare più modifiche”. Interviene a questo punto l’assessore al bilancio Salvatore Vargetto che in consiglio ha fatto le veci del sindaco: “Posso rassicurare che il bilancio è quasi pronto. Altri 200 comuni siciliani stanno vivendo la nostra stessa situazione perché la Regione non ha erogato i trasferimenti. Entro il 30 sarà in giunta. Abbiamo già le idee chiare. Stiamo tentando di evitare di alzare due tasse: il canone dell’acqua, che andrebbe al 44% e l’IMU agricola. Ma tutto ciò non dipende solo da noi, ma dalle scelte scellerate fatte dalla Regione. Assicuro che entro il 30 sarà approvato”. Interviene a questo punto il presidente dei revisori dei conti, dottor Nobile: “Le entrate dovete farle per legge. Vi prego di farle. Si potrebbe creare un deficit e si andrebbe in dissesto”. Ma la Occhipinti insiste: “Vorrei capire l’ammontare dello spareggio e quanto influisce l’aumento del canone idrico”. Vargetto risponde: “Sullo sbilancio stiamo verificando le voci. Con il canone idrico andremmo a coprire 230 mila euro”. Dario Cutello (PD), chiede: “Con questa somma pareggeremmo il bilancio?”. Vargetto però ammette: “Abbiamo debiti fuori bilancio di 150 mila euro”. Occhipinti aggiunge: “Quindi con 230 mila euro non si pareggia? I debiti restano a parte?” Vargetto dichiara: “Le proposte dell’ufficio sono due: aumento dell’IMU dello 0.22 e del canone acqua del 44%. Ma stiamo tentando di rivedere i numeri perché nessuno vuole aumentare le tasse”. Ma la Occhipinti insiste: “Ripeto la domanda: quant’è questo spareggio?”. Risponde il dottor Cardaci: “L’ufficio ha calcolato circa 450 mila euro. Ancora ci sono una marea di atti da fare. E’ impossibile approvare in giunta entro il 30 settembre. Le soluzioni si possono provare a trovare anche tagliando le spese”. La Occhipinti riprende: “Ma ormai le spese riguardano solo gli ultimi tre mesi dell’anno. Il bilancio è già stato speso”. Il presidente, infine, chiosa: “Questa è una mancanza di programmazione”. E a questo punto succede di tutto, con l’assessore Vargetto che sbotta: “Lei deve fare il presidente”, il consigliere Savasta che applaude e il consigliere Morreale che urla al presidente: “Vergogna” e poi va fuori. Il consigliere Vivera sostiene che non sia quella la serata giusta per parlare di bilancio, ma la Occhipinti ribatte che è assurdo. Ma Vivera insiste: “Si entra nel merito delle cose che ancora non sappiamo. Non sappiamo i dati, c’è disaccordo con gli uffici”. Anche Vargetto sostiene la stessa tesi: “I numeri non essendo ancora definiti sono discordanti. Le preoccupazioni sono anche dell’amministrazione. Ci siederemo di nuovo con gli uffici per l’ultima volta e troveremo la soluzione”. Anche Savasta, infine, dichiara: “Volevo rassicurare la Occhipinti che anche noi abbiamo il nostro senso di responsabilità e che siamo preoccupati. Ma siamo indispettiti da come viene gestito il consiglio”.

Irene Savasta