Cronaca Ragusa 28/09/2015 09:35 Notizia letta: 5400 volte

Si scorda un figlio alla fiera del bestiame

"Tanto c'è confusione"
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Ragusa - I carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia CC di Ragusa, intervenuti in contrada Conservatore presso la Fiera agroalimentare mediterranea (FAM), hanno denunciato un padre cinquantenne per aver abbandonato il figlio di nove anni all’interno del complesso fieristico.
Verso le 15.45 una donna ha telefonato al numero unico europeo di pronto intervento 112 per richiedere l’aiuto dei carabinieri poiché il proprio figlio di nove anni era presso la FAM da solo. La donna ha riferito che verso mezzogiorno il marito e il figlio erano andati alla FAM, ove l’uomo è attualmente impegnato con la propria azienda. Più tardi, verso le tre e mezza, la donna ha chiamato il marito per sapere se stesse andando tutto bene. Il marito le ha risposto che si era dovuto allontanare e che aveva lasciato il bambino alla fiera da solo. Alle proteste della donna, sbigottita, l’uomo ha risposto che alla fiera c’erano molte persone e che quindi problemi non ve n’erano.
La donna ha quindi – mentre andava urgentemente verso contrada Conservatore – chiamato il 112 spiegando tutto all’operatore. Subito un’autopattuglia è partita ma la donna è arrivata prima e quando i militari l’hanno trovata era già con il figlioletto. Fortunatamente il bimbo stava bene.
I carabinieri quindi hanno verbalizzato le dichiarazioni della madre e hanno scoperto che anche il giorno antecedente il marito aveva lasciato per diverse ore il figlio da solo alla fiera. L’uomo, un cinquantenne ragusano, è stato denunciato per il reato di abbandono di persone minori, previsto dall’articolo 591 del codice penale, che prevede pene gravi, fino a cinque anni di reclusione, con l’aggravante dell’aver commesso il fatto in qualità di genitore. La finalità di tale norma è proprio quella di tutelare i giovani che lasciati in giro da soli possono imbattersi in situazioni di pericolo.
Tutto è bene quel che finisce bene, anche questa volta le persone in difficoltà sono state tutelate. I militari dell’Arma da sempre (sin dalla previsione della legge che l’ha fondata nel 1814) hanno prioritariamente cura delle persone che per un motivo o l’altro non possano pienamente badare a sé stessi.

Redazione