Lettere in redazione Ragusa 28/09/2015 11:05 Notizia letta: 2210 volte

La replica di Irminio: non siamo colombiani

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
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Ragusa - Gentilissimi,

in relazione all’articolo “PD dice no al referendum contro le trivelle. Tranne Dipasquale” pubblicato sulla vostra testata, desidero porre alla vostra attenzione un passaggio in cui, pur non citando direttamente l’azienda Irminio srl, alla stessa sembrate decisamente riferirvi.
Il passaggio è il seguente, evidenziato in giallo.

“A voler essere pignoli, calando le braghe ai dettagli, parliamo di quel movimento che a Palermo, all’assemblea regionale, si batte il petto contro l’odore del petrolio e le perforazioni a mare e in terra ferma nell’Isola mentre a Ragusa, dove governa con una nutrita maggioranza al consiglio comunale, assieme a giunta e sindaco monocolore, autorizza senza batter ciglio le trivelle di una società americana o italiana o colombiana, poco importa la provenienza, a perforare le campagne della propria città”.

Lungi dal voler entrare nel merito dell’articolo e nei contenuti politici dello stesso, desidero lo stesso segnalarvi tre elementi importanti:

1) la società che viene chiamata in causa, ovvero la Irminio srl, non è “una società americana, italiana o colombiana”.

Si tratta di una società italiana, con sede legale a Palermo e direzione a Roma, con dipendenti italiani e siciliani, che vede nella sua compagine sociale anche la presenza di investitori statunitensi, i quali legittimamente hanno deciso di finanziare attività di ricerca di idrocarburi nel nostro Paese, come si fa abitualmente per iniziative imprenditoriali complesse.
La Irminio srl lavora in Sicilia da 30 anni, paga tasse, imposte e royalties a Stato, Regione e Comune di Ragusa, ed è una realtà ormai consolidata e conosciuta nella zona iblea e in tutta la regione.

2) La Giunta comunale di Ragusa non ha autorizzato “le trivelle” di Irminio srl in contrada Buglia Sottana, semplicemente perché non poteva farlo, ovvero non aveva alcun titolo giuridico ad autorizzare alcunchè. Lo abbiamo spiegato in più occasioni, ma ci ritorniamo sopra volentieri: l’iter autorizzativo delle attività estrattive in Sicilia è in capo alla Regione e non ai Comuni. Quello di Ragusa, dopo le numerose autorizzazioni ricevute da Irminio srl da parte di tutti gli enti competenti (Regione, Soprintendenza, Corpo Forestale, Genio Civile ecc.) si doveva occupare della concessione edilizia per la realizzazione della struttura temporanea che sarebbe servita alla fase esplorativa del cantiere. E quello, seppur con qualche ritardo, ha fatto, rilasciando la concessione edilizia nel giugno 2015.

3) Oggi il cantiere di Buglia Sottana (le famose nuove trivelle) è operativo, i lavori avanzano tranquillamente e secondo programmi, più di 30 addetti stanno lavorando alla piazzola temporanea che ospiterà le perforazioni esplorative, in un’area grande poco più che un campo di calcio.

4) Tutte le informazioni relative alla società Irminio, al cantiere di Buglia Sottana, agli iter autorizzativi per le estrazioni di idrocarburi in Sicilia e in generale nel nostro Paese si possono trovare sul sito www.irminio.it

Irminio Srl
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