Attualità Ragusa 30/09/2015 19:36 Notizia letta: 2458 volte

A Ragusa i muri dialogano col cielo

Tele en plein air
http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/30-09-2015/1443634669-0-a-ragusa-i-muri-dialogano-col-cielo.jpg&size=750x500c0

Ragusa - «Non può essere solo casuale l’architettura urbana. Dobbiamo ridare senso alle facciate, alla ricerca del bello, che si è perduta nell’emorragia della speculazione». È Vincenzo Cascone di Extempora, ideatore di Festiwall assieme ad Antonio Sortino di S/Oggetti negativi, a guidarci nel tour scenografico che ha impiantato a Ragusa cinque opere d’arte. Non sono sculture e nemmeno quadri. Trattasi di street art, palazzi pubblici e privati rieditati in magnifiche tele en plein air. E l’incipit del nostro itinerario affidato a Cascone vuole essere un indicatore delle finalità ideali della kermesse: estranea alle logiche del cemento a tutti i costi e della mera funzione dell’edificio, in aperta rottura con ogni anonima percezione che la comunità possa coltivare dei non luoghi, la folata di arte di strada, che ha in questi giorni scompigliato la compagine delle costruzioni cittadine, è una operazione ragionata di riconversione creativa dello spazio urbano.
Il viaggio degli occhi e dello spirito parte dal “palazzo del Prima Classe”. Qui Pixel Pancho, street artist torinese attivo in circuiti mondiali, sceglie la leggibilità del figurativo, coltivando un filo sottile con la pittura tout court e presentando l’abbraccio di una coppia che mutua un quid dal mondo robotico, ma che sa pure affermare la festa ancestrale e semplice dei frutti della terra. Cambia registro Moneyless, visual artist milanese, che distende un intreccio di geometrie sull’edificio della Biblioteca comunale, allontanandosi dalla narrazione aperta del tema e impiegando un linguaggio astratto, a effigiare il valore immateriale della cultura, prezioso contenuto di questo sito. Un tragitto breve ci porta alla creazione di Millo. Era un semplice muro, quello del palazzo della Protezione Civile. Ora Millo, con una strizzatina d’occhio al fumetto, ne ha fatto una celebrazione della pietra e un omaggio agli scalpellini, alla scultura: la sua creatura emerge col ‘levare’, facendosi emozionale varco nello skyline monocorde di case-alveari. Complici le nuance lattescenti della prima luna, la raffinata bicromia assunta da Millo amplifica il suo lavoro nello spazio dintorno, quell’atmosfera carica del suo poetico vuoto. “La Sicilia è famosa per la mafia”, ci dice Daniel Eime, “non volevo ripercorrere il cliché”. Dunque parte dalla toponomastica il nostro street artist portoghese, da “via Ariosto”, per intessere un connubio tra luogo, arte figurativa e letteratura: il suo “Furioso” è un volto cheto, quasi ieratico, pescato dalla liquidità del mare magnum di internet e reso poi pirandelliano eroe della normalità, poiché, ne siamo certi con Daniel, i semi della ‘furia’ serba nelle regioni nascoste dell’animo.
Chiama la forza viva del colore la polacca Natalia Rak, che innesta la dolcezza fiabesca di un sogno, ove vola la piuma fresca dell’infanzia, sull’ultima facciata prevista dal Festiwall. Che ha reclutato cinque cifre stilistiche, comune denominatore l’eleganza e la felicità d’impaginazione, per significare un sentimento alto della città, con l’abbraccio trasversale della libertà e della fantasia. Testimone la cornice del cielo.

La Sicilia

Elisa Mandarà