Attualità Comiso 01/10/2015 16:50 Notizia letta: 3024 volte

Gaspare Di Caro, l'uomo che diede luce al Redentore Di Rio

Tecniche antichissime
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/01-10-2015/gaspare-di-caro-l-uomo-che-diede-luce-al-redentore-di-rio-500.jpg
  • http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/06-10-2015/1444125393-1-gaspare-di-caro-l-uomo-che-diede-luce-al-redentore-di-rio.jpg&size=750x500c0
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/01-10-2015/gaspare-di-caro-l-uomo-che-diede-luce-al-redentore-di-rio-100.jpg
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/06-10-2015/1444125393-1-gaspare-di-caro-l-uomo-che-diede-luce-al-redentore-di-rio.jpg

Comiso - Non chiamatelo "pittore della luce", perché il termine corretto è "luminografo", una sorta di neologismo coniato da lui stesso. Stiamo parlando di Gaspare Di Caro, un artista italo-francese nato da genitori di origine comisana apprezzato in tutto il mondo per la sua arte unica che riesce a coniugare luce e pittura insieme. Artista plastico e performer della luminografia, nato in Francia nel 1961, Di Caro è noto soprattutto per aver illuminato il Cristo Redentore di Rio e la cattedrale dell'Havana nel 2010, in occasione della visita di Benedetto XVI e del riavvicinamento fra Cuba e Stati Uniti, ma le sue installazioni sono state in tutto il mondo, dagli USA alla Francia, dagli Emirati Arabi alla Spagna. Evidentemente, pero', l'artista non ha dimenticato le proprie origini, avendo illuminato nel 2011 San Giovanni a Ragusa, nel 2013 San Pietro a Modica e la chiesa del Carmine, mentre nel 2006 aveva già illuminato la Porta di San Giorgio a Ibla. Se ci fosse una definizione in cui incasellarlo, potrebbe essere definito un "architetto della luce". Formatosi alla scuola di Nizza, Di Caro resta un artista poliedrico: la sua formazione, infatti, è anche letteraria e cinematografica, avendo lavorato anche con il regista Ettore Scola e girato anche con Eugene Ionesco e Italo Calvino. Oggi, Di Caro appartiene al movimento Locative-art. Ma in cosa consiste esattamente la sua tecnica? La sua arte della luminografia coniuga due tecniche antichissime: la lanterna magica e la camera oscura, utilizzata già dagli artisti del Rinascimento, in particolare da Giombattista Della Porta. La proiezione di immagini precedentemente calcolate su vetro smerigliato e la misura della distanza, degli angoli di vista e i calcoli di parallasse, invece, si ispirano a Brunelleschi. Tenendo conto della struttura dell'immagine, infatti, è possibile sovrapporre grazie ad uno speciale proiettore, immagini di oggetti su particolari architettonici. Il tutto senza inquinamento luminoso e con un notevole risparmio energetico. Il proiettore speciale, frutto di tecnologia esclusivamente Made in Italy, prodotto dalla Stark, pesa 38 kg, misura 40 cm e utilizza una lampada da 1200 watt. In pratica, l'artista riesce ad illuminare monumenti che in realtà necessiterebbero di almeno 3000 watt. Il proiettore, costituito da uno specchio concavo e da una lente ad obiettivo fisso, e' dunque leggero e resistente e può essere alimentato anche utilizzando i pannelli fotovoltaici e posto in siti altrimenti di difficile accesso. I colori utilizzati principalmente da Di Caro sono il giallo, il verde, il blu e il turchese. La sua idea, oltre a valorizzare degnamente i monumenti artistici, in quanto non aggiunge dettagli, ma esalta il già esistente facendo vedere particolari andati perduti, costituisce anche una valida alternativa e soluzione per favorire il risparmio energetico. La luminografia potrebbe riuscire a trasformare in veri palcoscenici a cielo aperto le città, esaltandone il valore turistico.

Irene Savasta
http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1508745275-3-toys.jpg