Attualità Scicli

Politici incapaci, riapre il Convento della Croce

I parolai messi a tacere

Scicli - Il segreto? E’ quello di Pulcinella.
Basta aprire, e garantire le aperture. E i turisti, si chiamino Romano Prodi o Mario Rossi, piovono da tutto il mondo.
La Sovrintendenza di Ragusa annuncia la riapertura autunnale del Convento della Croce. Da ottobre il convento apre dalle 9 alle 14 il sabato e la domenica (chiusura biglietteria alle 13,15). Il biglietto sarà di 2 euro, un euro il ridotto.
Il modello Scicli funziona del resto, da due anni a questa parte, grazie a una semplicissima formula: chiese e monumenti aperti, soprattutto in orari e giorni utili ai turisti, più che ai lavoratori.
E dopo la felice sperimentazione della scorsa estate, la Sovrintendenza di Ragusa, retta ad interim dalla professoressa Rosalba Panvini, riapre l’ex convento ben sapendo che i siti culturali a Scicli incassano circa centomila euro l’anno.
Fra tutti i siti il convento fondato da Giovanni Morifet nel 1521 è il più ambito, perché pre-terremoto 1693, perché claustrale, perché pare di essere ad Assisi, perché offre una veduta mozzafiato su Scicli. E’ il valore aggiunto, la ciliegia su una torta che tutti vogliono mangiare, il cui nome è Scicli.
E’ in corso di approvazione la convenzione fra il Comune e la Sovrintendenza per la gestione della struttura. La politica ha fallito miseramente, prima dello scioglimento del Comune per mafia, non riuscendo a concludere nulla di concreto.
C’era bisogno dei commissari straordinari per metter mano a un documento, un atto concreto che disciplini le politiche di fruizione del sito.
Oggi questo documento è all’approvazione dell’assessorato regionale ai beni culturali, mentre è convinzione della Sovrintendente uscente che gli affreschi ex voto oggi ospitati nella chiesa di Santa Teresa tornino nella loro sede originaria, il convento.
Piccoli passi, impercettibili, lontani miglia da quando negli anni settanta i privati proprietari lassù in cima alla collina della Croce volevano abbattere quel rudere per fare una bella teoria di appartamenti.
Furono i gruppi culturali a chiedere e a ottenere il vincolo, a fermare il cemento. Oggi i commissari straordinari nominati dal Ministero dell’Interno hanno finalmente tirato fuori la fatidica convenzione, per arrivare a una apertura e fruizione definitiva del bene, d’accordo fra ente proprietario, la Regione, ed ente territoriale che ospita il bene culturale, il Comune.
Se da qui a qualche mese l’operazione andrà in porto, l’ultimo tassello del modello Scicli sarà collocato al suo posto. Una città aperta, viva, visitabile in ogni suo meandro.
Resta, per la verità, un ultimo sito, prospiciente il convento. Sono le grotte di Chiafura. Basterebbe il collaudo, da parte di un tecnico, del primo livello, per rendere fruibile, e con prescrizioni, una parte del sito. Sarebbe come far quadrare il cerchio. In attesa che termini la messa in sicurezza dell’ex convento del Carmine, che ospiterà il museo della città.
Scicli, cantiere culturale in continuo moto. Nonostante la politica, nonostante lo scioglimento del consiglio comunale, incartatosi in una vicenda che ha segnato un salto nel buio.

http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1512997998-3-pirosa.gif